È morto Ralf Dahrendorf, uno dei maggiori sociologi contemporanei. Era nato ad Amburgo il primo maggio del 1929. Lo ha confermato la Laterza, casa editrice dei suoi libri in Italia. (Il Sole 24 Ore, Olivero, l'Unità)
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Citare Ralf Gustav Dahrendorf nei nostri interventi dalla sezione all'assemblea degli studenti, dall'attivo di federazione al comitato federale, dalla direzione regionale a quella nazionale è cominciato ad essere obbligatorio a metà degli anni '80. Ricordo che era una delle fonti di ispirazione di Achille Occhetto ed essendo lui il segretario del PCI la linea non si discuteva, anche se era Occhetto. Allora sì che, fino ad un certo punto, il partito parlava con una sola voce. La Serracchiani si sarebbe trovata benissimo nel PCI fino al 1988, altro che con il ragazzo del movimento giovanile DC che vuole appoggiare... Ottantanni potrebbero anche essere pochi, quando si ha la testa di Dahrendorf e mi viene in mente quando nell'agosto del 86 rilasciai insieme a Fabrizio Rondolino un'intervista ad un giovane cronista de La Stampa che si chiamava Gianni Riotta, dove criticavamo i quarantenni (D'Alema, Veltroni, Mussi...) perchè privi della necessaria forza valoriale che invece avevano ancora i vecchi (Pajetta, Ingrao, Bufalini...): per noi i nonni erano meglio dei padri. Insomma l'unica mia costante è una certa insofferenza nei confronti dei quarantenni, ora si tratterà di nostalgia...