
Può dare garanzia che una riforma delle aliquote entrerà in vigore entro il 2013?
«Certamente sì. Dovremo graduarla, come è logico, in relazione all’andamento della situazione economica. Ma io sono convinto che una riforma delle aliquote sia anche uno strumento fondamentale per favorire la ripresa. Certo, non metteremo in pericolo la stabilità dei conti pubblici».
Non teme che l’appetito della Lega, invece di placarsi, in futuro aumenterà sempre più?
«Il problema non esiste. Bossi è un alleato leale, al quale mi unisce non soltanto una comune visione di tanti aspetti della politica, ma anche un’autentica vicinanza personale. Se la Lega si rafforzerà, questo significherà la crescita di un partito della maggioranza, e quindi il rafforzamento del governo».
Dopo di lei, chi verrà?
«Trovo offensivo parlare di futuro con un leader che è, ripeto, in piena forma e con un indice di apprezzamento al 62 per cento. Ma si rendono conto o no, questi signori, di che cosa vuol dire l’approvazione dal 62 per cento degli italiani?».
Lei rilancia il presidenzialismo. Ma Fini dubita che si possa realizzare entro questa legislatura...
«E’ una delle cose che vedremo se vale la pena di fare, così come vedremo se andare verso l’elezione diretta del Capo dello Stato o del premier. A me sembra, sinceramente, che sarebbe un arricchimento della nostra vita democratica». (Intervista a Berlusconi di Ugo Magri)

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Il bignamino del Berlusconi elettorale 2010, un po' meno truculento che dal vero, ma anche più moscio. In effetti leggere Berlusconi è ucciderlo. Per questo è così parco nel rilasciare interviste ai giornali. Forse per questo non ha risposto alle 10 domande. Non c'è nulla della sua carica innovativa e dell'illusione della capacità di fare che emana la sua presenza, anche solo su uno schermo. Il confronto, facciamolo scritto, così perde con tutti.
