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Lea Seydoux

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Babele
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Le Bugie Di Berlusconi

massimo d'alema smorfia

«Sono anni che annuncia cose che poi non fa. Nell’ultimo decennio ha governato per quasi otto anni: perché non ha varato le riforme che promette? Anche sulla giustizia abbiamo avuto leggine e non riforme. Sulle intercettazioni fummo noi a presentare una proposta seria ed equilibrata: non volle nemmeno discuterne. E se ora per riforma intende una norma che ostacoli il lavoro dei magistrati, può star certo che troverà la nostra più ferma opposizione. Inoltre, vorrei far notare con qualche amarezza che il garantismo del nostro premier ha mostrato, in questi giorni e a proposito delle inchieste pugliesi, un volto vergognoso: chiede impunità per sé e persecuzione per i suoi avversari politici». (D'Alema intervistato da La Stampa)

Massimo D'Alema e Pier Luigi Bersani alla Camera

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Massimo D'Alema e Nichi Vendola

Se c'è ancora qualcuno che parla di inciucio peste lo colga...

Massimo D'Alema riflessivo e preoccupato



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Il Berlusconi Letto

Silvio Berlusconi come se facesse ginnastica

Può dare garanzia che una riforma delle aliquote entrerà in vigore entro il 2013?
«Certamente sì. Dovremo graduarla, come è logico, in relazione all’andamento della situazione economica. Ma io sono convinto che una riforma delle aliquote sia anche uno strumento fondamentale per favorire la ripresa. Certo, non metteremo in pericolo la stabilità dei conti pubblici».

Non teme che l’appetito della Lega, invece di placarsi, in futuro aumenterà sempre più?
«Il problema non esiste. Bossi è un alleato leale, al quale mi unisce non soltanto una comune visione di tanti aspetti della politica, ma anche un’autentica vicinanza personale. Se la Lega si rafforzerà, questo significherà la crescita di un partito della maggioranza, e quindi il rafforzamento del governo».

Dopo di lei, chi verrà?
«Trovo offensivo parlare di futuro con un leader che è, ripeto, in piena forma e con un indice di apprezzamento al 62 per cento. Ma si rendono conto o no, questi signori, di che cosa vuol dire l’approvazione dal 62 per cento degli italiani?».

Lei rilancia il presidenzialismo. Ma Fini dubita che si possa realizzare entro questa legislatura...
«E’ una delle cose che vedremo se vale la pena di fare, così come vedremo se andare verso l’elezione diretta del Capo dello Stato o del premier. A me sembra, sinceramente, che sarebbe un arricchimento della nostra vita democratica».
(Intervista a Berlusconi di Ugo Magri)

Silvio Berlusconi mani sulla faccia

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Il bignamino del Berlusconi elettorale 2010, un po' meno truculento che dal vero, ma anche più moscio. In effetti leggere Berlusconi è ucciderlo. Per questo è così parco nel rilasciare interviste ai giornali. Forse per questo non ha risposto alle 10 domande. Non c'è nulla della sua carica innovativa e dell'illusione della capacità di fare che emana la sua presenza, anche solo su uno schermo. Il confronto, facciamolo scritto, così perde con tutti.

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sotto l'ombrello



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Non Salviamo Nè Capra, Nè Cavoli

Napolitano a Bruxelles

Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano. Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico. (Giorgio Napolitano su Quirinale.it)

Napolitano nella giornata del servizio civile

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Napolitano Alfano e gli ermellini

Ora, se il PD gioca bene questa partita, può ottenere un paio di punti in più. Si è scelto il male minore, come dice Fini, ma l'Italia in questa occasione non salva nè capra, nè cavoli e fa una figura misera: non da paese civile.

Napolitano con il sindaco di Imola Daniele Manca



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Schienare Berlusconi

Il saluto tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il cancelliere tedesco Angela Merkel alla conferenza del congresso del Ppe a Bonn

Quindi lei è convinto che si stia chiudendo l’era Berlusconi?
«Credo sia in crisi la leadership di Berlusconi. Su questo aspetto ho tre certezze. La prima è che l’uscita di scena sarà lunga, difficile e velenosa. La seconda è che sarebbe un errore pensare di sconfiggere il premier attraverso la via giudiziaria o con una spallata. Se mi passa la metafora: come in un combattimento “Sumo” Berlusconi deve essere “schienato” per via elettorale. Cioè messo a terra, ma politicamente: il centrosinistra deve entrare nel suo blocco sociale ».
(l'Unità)

Alcuni partecipanti al No B Day, il 5 dicembre 2009, a Roma

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Alcuni partecipanti al No B Day, il 5 dicembre 2009, a Roma

Molto interessante l'intervista di Miguel Gotor su l'Unità di qualche giorno fa. Anche dopo i fatti di ieri è evidente che il punto è proprio questo: la sconfitta di Berlusconi deve essere politica. Lo diciamo da anni e abbiamo fatto molto passi... indietro.

Alcuni partecipanti al No B Day, il 5 dicembre 2009, a Roma



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Confuso E Infelice

Silvio Berlusconi a Bonn al congresso del PPE

Il fatto che Berlusconi abbia scelto di non replicargli di­mostra che la sua offensi­va non risponde ad una strategia a tavolino; che non c’è la volontà di rom­pere con il Quirinale, seb­bene le critiche del Pdl al presidente della Repubbli­ca segnalino un’ostilità strisciante. La prospettiva di un governo costretto a procedere per altri tre anni in un clima di conflittuali­tà così accentuata fa venire i brividi. Promette un logo­ramento ed una paralisi de­cisionale dei quali paghe­rebbe il prezzo il Paese, ol­tre che Berlusconi. Il premier ribadisce la volontà di rivoluzionare le istituzioni. Ma se davvero ne è convinto, non si spie­ga il senso di impotenza che filtra dalle sue parole sui giudici. Mai come in questi giorni si ha l’impres­sione di un Berlusconi combattuto fra voglia di uscire dall’accerchiamento tornando davanti al corpo elettorale, e consapevolez­za che il Paese gli chiede di governare. (Massimo Franco sul Corriere, poi anche Ezio Mauro su Repubblica, Feltri non è on line)

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Silvio Berlusconi non è mai stato così in difficoltà. Non ha più nè la voglia, nè l'energia di essere "il capo dell'Italia". Ha solo il problema di come risolvere da vincitore assoluto le sue beghe personali e le sue pendenze con la magistratura. Di tutto il resto gli frega ben poco. Ora, a Bonn, il premier ha fatto parte di questo misero spettacolo anche la platea europea, e ciò non ha contribuito ad elevare l'immagine del nostro Paese. Tutt'altro. Ma questo, appunto, non è un problema che il nostro Presidente del Consiglio si pone.

Ezio Mauro su Repubblica mantiene la sua linea apocalittica (che al momento ha portato solo acqua al mulino dipietrista) e spiega che il discorso di Berlusconi cambia una fase della storia d'Italia: "Da oggi siamo un Paese in cui il Capo del governo va all'opposizione rispetto alle supreme magistrature repubblicane, nelle quali non si riconosce, dichiarandole strumento di un complotto politico ai suoi danni, concordato con la magistratura. È una denuncia di alto tradimento dei doveri costituzionali, fatta dal Capo del governo in carica contro la Consulta e contro il Presidente della Repubblica".



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Lo Stalinismo Di Berlusconi

 Gianfranco Fini volto

Incredulo, ferito, umiliato, offeso. E furioso, co­me mai con l’alleato, che oggi vede come un nemico. Lo de­scrivono così Silvio Berlusco­ni, che su Gianfranco Fini ieri, da Milano e in collegamento te­lefonico con il gruppo dirigen­te del partito, ha sfogato tutta la sua rabbia perché «quell’in­grato si permette di parlare di me in quei termini» e lo fa con «un procuratore della Repub­blica! Cose da pazzi! E io do­vrei fidarmi di lui, quando di­ce quelle cose sui pentiti che in­fangano il mio nome? Eh no, così non si va avanti, adesso chiarisce e chiede scusa, o fa marcia indietro o io non lo vo­glio più vedere, per me è fuo­ri ». (Corriere e Stampa)

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Silvio Berlusconi to a joint session of Congress

Non vedo che cosa debba chiarire Fini, più chiaro diu così! Sono solo più esplicite le cose che ha ripetuto in questi mesi. Se lo cacciano dal PDL sarebbe solo esplicitano solo lo stalinismo berlusconiano che esige il culto della personalità.

Radio Galaxy 92 Stalin



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Statte Quieto

Berlusconi «confonde il consenso popolare, che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento. Siccome è eletto dal popolo...». Lo ha detto il Gianfranco Fini, in un fuori onda (rilanciato da Repubblica.it) registrato all'insaputa del presidente della Camera. Fini parla con il procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi, seduto accanto a lui, in occasione della giornata conclusiva del Premio Borsellino, il 6 novembre scorso a Pescara, non sospettando minimamente che i microfoni del tavolo della presidenza fossero aperti e registrassero la conversazione privata... «Io gliel'ho detto. Confonde la leadership con la monarchia assoluta. Poi in privato gli ho detto: ricordati che gli hanno tagliato la testa a... quindi "statte quieto"». (Corriere)

Silvio Berlusconi davanti al dipinto di cavalli a mani giunte

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Gianfranco Fini penna in mano

Non mi pare che Fini fuori onda cose dica cose diverse da quelle che normalmente esterna nei suoi discorsi, magari lo fa in modo leggermente più attutito, ma la sostanza non cambia. Ho però la sensazione che il Cav non la prenderà benissimo...

Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini che si abbassa per ascoltarlo



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Note Di Soccorso

Francesco De Gregori

Secondo De Gregori la questione è "modernizzare il Paese: che lo faccia Berlusconi o qualcun altro... l'importante è che qualcuno lo faccia. E questo, per le persone in buona fede che sanno ascoltare quando uno parla, non vuol dire che essere diventato 'berlusconiano"'. (
Rainews)

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C'è sempre qualcuno che corre in soccorso dei vincitori.



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Nessuna Camera

poltrona del senato

L’ipotesi di concedere la presidenza di una Camera al centrosinistra in caso di vittoria la convince?
«Il capo dello Stato, persona autorevole, è già espressione di una maggioranza di centrosinistra. Dando al Pd la presidenza del Senato o della Camera sarebbero quindi due su tre. E non so se questo sia giusto».
(intervista di Adalberto Signore a
Claudio Scajola su Il Giornale)

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Più si avvicina il 14 aprile più si restringono gli spazi del fair play...

 



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