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Lea Seydoux

la foto del giorno
Babele
Babele

Zeman Sul Mondiale

Zema con la sigaretta

Le è piaciuta la Nazionale Italiana?
È una squadra che non ha tirato in porta e non tirando mai è difficile vincere le partite, aspettando solo le occasioni su calci d’angolo o calci piazzati è difficile. Penso che dovrebbe osare qualcosa di più in avanti, per quello si dovrebbe purtroppo allungare e oggi penso non sia nella sua mentalità.
(Voce Giallorossa via Il Post)

Marchisio salta l'avversario

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Lippi da indicazioni

Zeman ha ragione. Io non so se insisterei su Gilardino, che ormai conosciamo, dovrebbe entrare in un periodo di grazia, ma - oggettivamente - dai tempi di Parma, questo momento magico non lo abbiamo più visto. Io giocherei la carta Pazzini, che ha meno esperienza, ma probabilmente più fame. L'Italia mi ha stupito per foga agonistica e per capacità di stare in campo, ma ha dei limiti chiari e dal cilindro di Lippi, se vogliamo arrivare nelle 4, deve uscire qualche altro coniglio...

Lippi in panchina contro il Paraguay



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Secessione Ciociara

Renata Polverini pensierosa

«Ma noi lo faremo, sì, faremo il giuramento». Certo suona bene, il Giuramento di Fossanova, però ha un retrogusto leghista, no? «Embè? Bossi sta combattendo per il suo territorio! Bravo! Noi per il nostro», dice intrepido Antonello Iannarilli, Pdl di tendenza forzista, presidente della Provincia di Frosinone: «Berlusconi non mi caccia, ma se mi caccia prenderò altre strade...». A parole sono decisi, decisissimi: basta con Roma padrona, se non ladrona. (Corriere)

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Quelli del Basso Lazio, che hanno fatto eleggere Renata Polverini, vanno all'incasso e il conto potrebbe essere anche molto salato. Il punto è anche chiedersi quanto influiscono poteri paralleli, a questa richiesta di soldi e poteri. Politicamente un fatto è chiaro: la crescita virale dei particolarismi è una malattia a cui la politica non ha la forza di reagire, non ha più gli anticorpi morali per frapporre alla disgregazione un progetto sul futuro dell'Italia unita, della Repubblica Italiana del futuro.

Saluti dalla Ciociaria



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Saluto Romano

Zarate saluto romano

Domenica tra calcio e politica per Zarate. L'attaccante argentino è andato in curva Nord con la Polverini, candidata del centro destra alla presidenza della regione Lazio a seguire la sfortunata partita della Lazio con il Bari tra cori, fischi e saluti romani. (Repubblica)

Paolo Di Canio Saluto Romano

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Michela Vittoria Brambilla saluto Romano

C'è una tradizione triste che riguarda l'uso del saluto romano. Nel caso di Zarate propendo a pensare che si tratti di ignoranza.

Giuseppe Ciarrapico saluto romano



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Non Salviamo Nè Capra, Nè Cavoli

Napolitano a Bruxelles

Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano. Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico. (Giorgio Napolitano su Quirinale.it)

Napolitano nella giornata del servizio civile

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Napolitano Alfano e gli ermellini

Ora, se il PD gioca bene questa partita, può ottenere un paio di punti in più. Si è scelto il male minore, come dice Fini, ma l'Italia in questa occasione non salva nè capra, nè cavoli e fa una figura misera: non da paese civile.

Napolitano con il sindaco di Imola Daniele Manca



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Assalto Alla Lazio

Lotito, presidente della Lazio

Le forze dell'ordine hanno effettuato cariche di alleggerimento e lanciato lacrimogeni per disperdere almeno un centinaio dei circa 1.000 tifosi accorsi al centro sportivo biancoceleste per contestare la Lazio. Il gruppo era riuscito ad entrare, sfondando un cancello dell'ingresso Nord, per avvicinarsi al campo sul quale era previsto l'allenamento della squadra di Ballardini. I tifosi, una volta entrati, hanno lanciato fumogeni e petardi, prima di essere dispersi e respinti fuori dal centro sportivo dalle cariche della polizia. La squadra è chiusa nello spogliatoio in attesa di poter scendere in campo per l'allenamento, che dovrebbe essere diretto ancora da Ballardini. (Repubblica)

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La Lazio è veramente nel panico.

edy reja



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I Segreti Di Formello

Nella Lazio ci sono tutti gli ingredienti per scivolare in serie B. Per il bene dei laziali che conosco mi auguro che non succeda, altrimenti i romanisti fanno una nuova festa scudetto... Comunque ormai è il solo motivo di interesse per questo campionato.



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Alberto Zaccheroni
Alberto Zaccheroni alla Juve
 
Non si può vivere di sola Romagna. Non se sei un allenatore professionista, con un gran passato e un futuro ancora da scrivere, visto che non hai ancora 57 anni. Così è probabile che ad Alberto Zaccheroni il porto-canale di Cesenatico, nonostante sia un gioiello progettato da Leonardo da Vinci, fosse venuto un po' a noia: da quasi tre anni, cioè da quando il Torino lo esonerò a metà stagione (26 febbraio 2007), Zac passeggiava per le vie della cittadina in cui vive, parlando di calcio e sognando il suo ritorno in attesa della chiamata giusta. E non c'è peggior malinconia, si sa, di quella che vive chi ha conosciuto l'ebbrezza della piena realizzazione del proprio lavoro e ora si ritrova in disparte. Ma adesso Zaccheroni torna. E sulla panchina più prestigiosa d'Italia. (Repubblica)

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Io vorrei sempre tenere per la squadra allenata da Alberto Zaccheroni. E' un sacchiano dal volto umano, ma dal polso forte. Un conversatore straordinario e uno che vive davvero, dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina, di calcio. Ho avuto la fortuna di stare a cena con lui in due occasioni: a Modena (nella notte dei tempi) e nel settembre del 2008 a Firenze, quando fu ospite di Nessuno Tv in una puntata zero di Calciopoli, il programma che avremmo voluto ralizzare ogni lunedì sera. Alla Juve avrà la fortuna di avere alle spalle una grande società, cosa che gli è successa solo al Milan. Non ci sarà un presidente esuberante (e, come è avvenuto all'Inter, poco trasparente) che valuterà il suo lavoro. L'obiettivo della Juve è quello di tornare nel giro Champions. Se ci riuscirà meriterà di restare, in caso contrario l'Italia calcistica avrà ritrovato, comunque, un allenatore che merita la serie A (o una buona panchina europea). 
 
Un grande in bocca al lupo, mister!


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Regina Spektor

 Nata a Mosca da una famiglia ebrea - padre fotografo, violinista per hobby, madre insegnante di musica - Regina abbandonò la Russia con i suoi durante la perestrojka, nel 1989. Sfiancati dalle discriminazioni, vissero per un periodo in Italia, prima di stabilirsi definitivamente a New York. "I ricordi della mia infanzia in Russia non sono spiacevoli", racconta "Tanti parenti, tanti amici, meravigliose estati in Estonia, concerti, spettacoli di danza, musei. Quando ce ne andati siamo ero troppo piccola per soffrire il distacco, ma grande abbastanza per gustare l'entusiasmo della nuova avventura. Affrontare l'America fu come andare a un safari, nella mia immaginazione tutto era esotico, come se dietro ogni angolo ci fosse una tigre. In realtà, la nostra prima destinazione fu l'Italia. (Repubblica)

regina spektor

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regina spektor 2

A me piace questa ragazza dalla voce antica. La sua storia non la conoscevo, ma la sua musica sì, anche se le preferisco ancora Ani Di Franco.

regina spektor



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Nichi Vendola E Michele Emiliano

Il sindaco di Bari Emiliano con il governatore Vendola

«A questo punto le primarie le chiedo io a Vendola, sono io che chiedo a Vendola di andare alle primarie e glielo chiedo serenamente senza acredine», ha detto. Pronta la risposta del governatore. «Credo che se Emiliano e il Pd scelgono la strada delle primarie abbiamo l’occasione di tornare a fare politica normalmente», ha commentato. Ma c’è un ma. «Ovviamente non ci sono subordinate possibili», ha chiarito. Ora resta da chiarire quale sarà il percorso. (La Stampa)

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Visto che si è imboccata la via delle primarie per scegliere qualunque cosa, in una realtà come quella pugliese appare inevitabile questa singolar tenzone. Nichi Vendola si è impuntato, tenendo una posizione orgogliosa, ma impolitica. In tutta questa vicenda non è che il PD esca in forma particolarmente brillante. Ma se c'è una possibilità di vincere in Puglia è solo con una coalizione di cui faccia parte in modo convinto l'Udc. Vendola per questo non è il candidato giusto. A volte il sacrificio personale è un elemento distintivo del grande leader.



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Stefano Chiodi

Stefano Chiodi figurina Panini

Stefano Chiodi, centravanti di Bologna, Milan e Lazio negli anni '70-'80, è morto. (Corriere)

Stefano Chiodi in azione contro la Juventus, stagione 1979-80

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Enrico Albertosi, Roberto Antonelli, Franco Baresi, Aldo Bet, Albertino Bigon, Simone Boldini, Ruben  Buriani, Fabio Capello, Stefano Chiodi, Fulvio Collovati, Walter De Vecchi, Aldo Maldera, Alberto Minoia, Giorgio Morini, Walter Alfredo Novellino, Antonio Rigamonti, Gianni Rivera, Giovanni Sartori. Allenatore: Nils Liedholm

Ci sono giocatori a cui si è affezionati senza un perchè. Stefano Chiodi era un po' un Borriello. Arrivò al Milan creando grande attesa, perchè era il centravanti del Bologna dopo Beppe Savoldi, (Mister Miliardo, il primo giocatore italiano il cui cartellino raggiunse quella astronomica cifra di sue miliardi di lire), perchè la stella del decimo scudetto era già sfuggita tante volte (le lacrime di Verona erano relativamente fresche), perchè dicevamo noi: Con Calloni e con Braglia abbiam vinto la coppa Italia, con Buriani e con Tosetto vinceremo lo scudetto. Chiodi, però, nel Milan non carburava. Grande fisico, ma forse la tecnica non era delle migliori. Era venuto lì per prendere il posto di Pierino Prati, ma non si è mai veramente ambientato. Non ricordo e non ho tempo di verificare, ma nell'anno dello scudetto mi pare che segnò solo su rigore 6 gol, poco meno della metà del terzino Aldo Maldera. Però a me piaceva, perchè quel Milan era, diciamolo, piuttosto scadente, ma era elegante, non fossaltro per la presenza di Niels Liedholm e Gianni Rivera... Mi dispiace per la sua scomparsa.

Stefano Chiodi in Milan vs Bologna 4-0, campionato 1979-80



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