
Secondo l’ex avvocato di Berlusconi, nonché difensore nel processo di primo grado di Nunzio De Falco, mandante dell’omicidio di don Diana, non si può considerare la morte del sacerdote di Casal di Principe come una segnale della camorra, perché il movente di quell’omicidio ancora non è stato accertato e restano ancora in piedi le ipotesi di un regolamento di conti o di uno sgarro. La tesi di Pecorella ha fatto ribollire il sangue a chi ha voluto bene a don Peppe e a chi ha conosciuto il suo impegno. Era un ragazzo di 36 anni appena quando fu ucciso. I suoi proclami ed i suoi appelli dall’altare della sua parrocchia, assieme agli impegni quotidiani con la gente erano un problema per i clan: quel prete stava diventando un simbolo ed allora bisognava che le cose tornassero a posto. Così il 19 marzo del 1994 alle 7.30 di mattina all’interno della sagrestia della chiesa San Nicola di Bari a Casal di Principe, due killer del clan De Falco lo freddarono con due colpi alla testa, uno in faccia ed uno alla mano. (Dazebao)
Ora, grazie all’iniziativa dell’associazione “DaSud”, la vita del prete diventa un fumetto per i tipi di Round Robin, disponibile subito per l’acquisto on line e da aprile in libreria e nelle fumetterie specializzate; sarà presentato durante le giornate antimafia in Campania che avranno il loro clou il 21 marzo. “Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo” è il titolo della graphic novel che esce per la collana Libeccio, una serie di racconti a fumetti sulla vita e l’impegno civile di uomini delle istituzioni e cittadini comuni che hanno deciso di schierarsi contro la criminalità organizzata. (Round Robin Editrice)
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Denigrare gli eroi è attività tipica di chi ha bisogno di lasciare senza speranze un popolo oppresso dai poteri criminali. Lo si può fare più o meno in buonafede. Certe volte viene da chiedersi se ci sia davvero un briciolo di buona fede. Colgo l'occasione di questo post per segnalare il bel libro edito dalla Round Robin di Luigi Politano, editore a tempo perso, perchè per il resto sta a RED con noi... Il lavoro grafico me lo ha mandato Catia, da qui.