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Lea Seydoux

la foto del giorno
Babele
Babele

Nella Città Dei Fratelli Cervi

Il "lodo Bonferroni" stilato a Roma quella sera con Berlusconi, ha messo infatti volutamente in pista un candidato Pdl debole come Fabio Filippi, tallonato da vicino nei sondaggi dal leghista Angelo Alessandri. E' come se don Camillo, redivivo, fosse oggi il leader del Pci e Peppone della Dc. (Repubblica)

Foto della Famiglia Cervi, con tutti i fratelli e al centro Alcide Cervi

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L'amara storia della corsa allo scranno della città del tricolore e dei fratelli Cervi, che il nostro Presidente del Consiglio non conosceva... Forse ora ci sono tanti del PD che non conoscono la storia dei sette figli di Alcide.

 



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Luciano Gaucci: Il Ritorno


Luciano Gaucci

“Andreotti è uno dei miei migliori amici. Forse il migliore. Mi chiama e mi dice: ‘Luciano, dovresti comprarti la Lazio. Domani va’ da Geronzi e chiudiamo l’affare. Se non lo fai tu, quelli spariscono e a noi romanisti la Lazio ci serve’. Io gli dico: Giulio, mi puoi chiedere tutto ma non di fare il presidente della Lazio, io so’ giallorosso come te. E così non se ne fece niente, ma commisi un errore, l’avrei comprata con quattro soldi e ci avrei fatto un buon profitto, però c’è un limite a tutto”. Il mascalzone latino Luciano Gaucci è tornato da qualche giorno in Italia dopo un esilio (o una latitanza) durato 3 anni a Santo Domingo, durante i quali è successo di tutto. Hanno messo in galera suo fratello Antonio, cieco e cardiopatico (poi è morto), e i suoi figli Alessandro e Riccardo per la bancarotta del Perugia calcio e per associazione a delinquere. Dopo la prima difesa, che come sempre per lui corrisponde con l’attacco, ha patteggiato la pena: 3 anni e non ne parliamo più. L’indulto ha fatto il resto. Ora è a Roma.
(Panorama)

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Personaggio d'altri tempi (o forse no), una macchietta italiana, uno che è stato in mezzo ad una quantità di imbrogli e storielle, un personaggio di Alberto Sordi... L'aneddoto su Andreotti è strepitoso.

 



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Antonella Spaggiari


Antonella Spaggiari

La scelta di Antonella Spaggiari di sfidare Graziano Delrio, ha avuto l’effetto di ricompattare, anzi cementificare il vertice del Pd, almeno così sembra alla luce dei risultati della Direzione provinciale in cui è stata approvata all’unanimità la relazione del segretario Giulio Fantuzzi, nella quale si chiarisce al di là di ogni dubbio, che Antonella Spaggiari è un avversario politico come gli altri e forse anche più degli altri, con il Pd che si è riconosciuto nelle dichiarazioni del segretrario nazioanle Franceschini. «E’ un lutto che il Pd, ha già elaborato e la Spaggiari non è di destra per la sua storia politica, ma oggettivamene fa il gioco della destra», ci ha detto un dirigente Pd che ha partecipato ai lavori. (
Via Emilia e Espresso)

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Mi ha molto colpito la vicenda reggiana. Antonella Spaggiari è stata un buon sindaco. Era un dirigente del PCI - PDS - DS che ad un certo punto fu chiamata nella segreteria nazionale del DS dall'allora segretario, Walter Veltroni. Evidentemente il suo percorso, dopo, non è stato più tanto lineare. Oggi si candida a sindaco di Reggio Emilia contro il candidato ufficiale del PD, nonchè sindaco uscente Graziano Delrio. E' una brutta storia. La guardo da lontano, ma mi pare il segno di un malessere che oltre ad essere profondo è difficilmente rimarginabile e difficilmente isolabile, impossibile da confinare ad un luogo circoscritto. Il PD fa acqua da tutte le parti e purtroppo non si cerca una misura che possa andare oltre la risposta all'emergenza. Come era ampiamente prevedibile la scelta di fare Franceschini segretario a tempo si sta rivelando una cura peggiore del male. Non per colpa di Franceschini, che fa anche meglio di quello che si poteva prevedere, è che non può che gestire l'esistente e questo è un disastro. Temo irreversibile.

 



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Il Pensionato Ivano Sacchetti
 
Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti

La strada era sempre quella e ogni sera, anche a sessant'anni, Ivano Sacchetti aveva deciso che doveva essere così, che doveva essere come al solito e che lui doveva essere come gli altri: un po' pendolare, un po' operaio, un po' vecchio comunista. (Il Foglio via Dagospia)

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La giornata da pensionato di chi è stato definito il "vero Cuccia delle cooperative".

 



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Piazzale Flaminio

Piazzale Flaminio nel 1944 

Io che non sono romano ho sempre pensato che questa città avesse qualcosa di inspiegabile. Me ne sono sempre fatto una ragione: non capivo, ma mi adeguavo. Pensavo che fosse qualcosa che potevano capire solo i romani DOC, ma ero anche persuaso che loro sapessero esattamente cosa fosse, magari perchè lo avevano imparato alle elementari, perchè in casa, ad un certo punto qualcuno chiamava da parte i ragazzi e lo spiegava con circospezione e confidenziale discrezione... Perchè solo loro dovevano sapere. 
Uno dei grandi misteri era certamente la viabilità di Piazzale Flaminio. Lunedì sera, dopo avere fatto un esame medico che non mi ha aperto orizzonti nuovi, sono arrivato lì dove spesso saltavo il marciapiede, dove facevo fantasiose infrazioni a diversi articoli del codice della strada. Lì dove tutto è cambiato e sembrava di essere arrivati a Reggio Emilia. La cosa più facile, economica e semplice per ottenere il risultato: arrivare dall'altra parte del Tevere. Ero stupefatto.
Matteo Orfini ne ha fatto una poesia. Io, evidentemente, dopo una cosa che mi sembra funzionare come dovrebbe, comincio - dopo 11 anni - a sentirmi un po' a casa.



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