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Lea Seydoux

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Babele
Babele

Tronchetti Inattendibile

Afef e Marco Tronchetti Provera in barca a vela

Marco Tronchetti Provera, nella sua veste di testimone al processo sui dossier illegali, è stato «inaffidabile e inattendibile» ha scritto il Gup del tribunale di Milano, Mariolina Panasiti nella sentenza di non luogo a procedere nei confronti di alcuni degli imputati nel procedimento. «L'attendibilità delle dichiarazioni di Marco Tronchetti Provera, scrive il giudice Panasiti, è risultata gravemente inficiata non soltanto dalle nette smentite alla sua ricostruzione degli avvenimenti fornita dalle contrarie indicazioni rese dagli altri testimoni e, in particolare, da quelli esaminati in fase di udienza; non soltanto da una valutazione logica degli avvenimenti, che conduce a ritenere che le operazioni sopra descritte non potevano essere frutto di una attività autoreferenziale del Tavaroli, bensì di un pieno e soddisfatto interesse aziendale e di esso Tronchetti Provera in particolare; non soltanto dall'analisi della documentazione rinvenuta quale sopra riportata; ma anche da alcune affermazioni pervenute dal predetto in udienza, che icasticamente descrivono quello che è stato durante tutte le indagini l'atteggiamento processuale del Presidente delle due società, sintetizzabile in una radicale negatoria anche degli aspetti più evidenti della vicenda, che assai difficilmente poteva non conoscere, proprio perchè verificatisi in entrambe le aziende da lui dirette». (Corriere)

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Opplà!

Marco Tronchetti Provera parla al telefonino



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La Verità Di Tavaroli

Giuliano Tavaroli

Ma lei e il dottore che rapporti avevate?
"Lui sembra voler interpretare il ruolo del gran signore che ha avuto un maggiordomo un po' infingardo, faccia pure, Tronchetti. Perché in effetti mi sono occupato anche di questioni personali e familiari... "
E cioè?
"Bah, gli esempi sono tanti. Un Natale mi chiama perché le figlie, di ritorno da Saint Moritz, sono state controllate e fermate in frontiera, e io a mia volta chiamo e corro. A Pasqua, un'altra emergenza. Bisognava aiutare il figlio di un amico, un ragazzo con seri problemi, che doveva finire in comunità, ma andava in giro. Tronchetti e il padre avevano paura che potesse commettere delle stupidaggini, eccoci qua, siamo noi che ci attiviamo per farlo sorvegliare ventiquattr'ore su 24, meglio di una mamma. Cose normali, sacrosante, per carità, ma... ".
Ma nell'udienza preliminare, il dottore sostiene che vi vedevate poco, lo stretto indispensabile.
"Non ci vedevamo certo tutti i giorni, ma certo che ci sentivamo e, quando serviva, viaggiavamo anche insieme. E nei casi di emergenza era Tronchetti, o la sua segretaria personale, che mi chiamavano. Bastava chiedere alla mitica signora Longaretti come stavano le cose".
Anche con i tabulati telefonici si sarebbe potuto ricostruire la dinamica dei rapporti. È stato fatto?
"Non mi risulta, sarebbe stato davvero utile analizzarli per dimostrare quanto la Security vivesse "dentro" l'azienda e per l'azienda lavorava. Come investigatore, mi chiedo come mai in Procura non siano state passate in rassegna nemmeno le mie mail, che raccontano giorno per giorno che cosa fosse, nella realtà e non nella fantasia, la sicurezza di Pirelli e Telecom, la nostra vera storia. Sin dall'inizio ho chiesto che fossero esaminati i nostri computer, erano la cartina di tornasole più chiara".
Anche questo non sarà stato fatto dai sostituti procuratori...
"Esatto, non mi risulta".
Ma si troveranno questi vostri computer che erano stati sequestrati?
"Spero di sì, specie se qualcuno vuole capire".
(Repubblica)

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Io tendo a credere a Tavaroli, che, per altro, in questa illuminante intervista conferama quello che tutti - a parte i tifosi dell'Inter - già sapevano: a volte la realtà è quello che sembra.



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Lo Spionaggio Della Security Telecom

Afef e Tronchetti

Dopo quattro anni di indagini da parte dei magistrati e alla vigilia dell' udienza preliminare, Sigfrido Ranucci torna ad occuparsi del caso dello spionaggio operato dalla security Telecom che aveva a capo Giuliano Tavaroli. (RAI TRE)

afef in versione giocatrice dell'inter

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Moratti e Tronchetti Provera in tribuna con il Siena 11 maggio 2008

L'inchiesta di Report sulla Telecom di Tronchetti Provera fa solo un po' di luce su come si possa fare il bello e il brutto tempo nella politica, negli affari e in altre attività, compreso il calcio. Si tratta di un comportamente, che se fosse confermato dalla magistratura, farebbe impallidire la faccia tosta di Claudio Scajola. Se Tronchetti Provera non ammetterà cosa stesse facendo la security della Telecom su suo ordine, allora Scajola potrà non acclarare mai che qualcuno gli ha pagato una casa...

Marco Tronchetti Provera e Giuliano Tavaroli



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Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Marco Tronchetti Provera Dossieraggio illecito Telecom provvedimento anomalo Politica Imprenditori Dossier Gravi Reati Magistratura Telecom Gruppo Pirelli Telecom Emanuele Cipriani detective privato Dossier Segretati Sigfrido Ranucci spionaggio security Telecom Giuliano Tavaroli Fabio Ghioni sicurezza informatica del Gruppo Telecom hacker intercettazioni telematiche Fratello di Afef Afef Kroll Corriere della Sera centro di ascolto clandestino base militare Aviano Posto Banca Saint Tropez Francesco Caroleo Grimaldi Aspiranti dipendenti Afef Jnifen Società Off Shore Bernabè Dino Fialdini Meeting Spiare Pensionato Giocatori Inter Arbitro De Santis Pirelli Calciopoli Fatturare all'Inter John Poa Scotland Yard Bell Colannino Oak Fund Sismi Marco Mancini Manca Misura Sismi Cesa Udc Aldo Brancher Margherita Fancello Fiordaliso Rammendatrice Luca Chianca Ombra Divina Agenzia americana Divine Shadow RCS Hacker Value Partners Fastweb Tiger Team Telecom Brasile Lisbona Telefonica Giancarlo Valente Naji Nahas Svizzera Conto del Presidente Brescia Dual Risk Management Dual Service Dual Risk Management Fulvio Guatteri G4 Clemente Gasparri Bobo Maroni Guglielmo Sasimini Tiglio I Tiglio II Tecla Cloe Olinda Clarice Berenice Raissa Spazio Industriale Morgan Stanley Pirelli Real Estate Pirelli Broadband Solutions Access Gateway Galea Segreto di Stato Facoltà di non rispondere Lo Spionaggio Della Security Telecom

permalink | inviato da claudiocaprara il 17/5/2010 alle 23:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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I Furbetti Del Palloncino

Massimo Moratti guarda il telefonino

Moratti può anche indignarsi ma mettere il naso dentro quelle centinaia di migliaia di telefonate di cui non abbiamo mai saputo nulla per impossibilità di controllarle tutte, per trascuratezza della procura che indagava, o semplicemente perché gli inquirenti non vi trovavano elementi interessanti dal punto di vista penale è più che opportuno. Ed è anche giusto che la giustizia sportiva si rimetta in moto per stabilire il da farsi.  Dopo quello che è successo nel calcio il diritto a indignarsi e a sospettare ce l'hanno in molti prima ancora degli addetti ai lavori stessi. Senza contare che giudicare vergognosa l'iniziativa di Vieri è quanto meno singolare se detto dal rappresentante di un club che ha fatto intercettare e pedinare un giocatore, gesto questo sì disdicevole e da condannare. (Fabrizio Bocca, Repubblica)

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L'Inter non è migliore delle altre società, perdeva solo che era più scarsa dal punto di vista sportivo e dal punto di vista societario. Io non so se alla fine spunteranno reati penalmente perseguibili, ma il calcio, come l'economia e come la politica e come la "società civile" vive di equilibri di potere. Se ci sono reati è sacrosanto che siano copiti e puniti, se ci sono abusi è giusto che la giustizia sportiva sia intervenuta, anche se la fretta può avere causato qualche sottovalutazione o avere enfatizzato elementi che oggi possono apparire più opinabili e chiari. Ciò che è successo con Calciopoli è stata una rivoluzione fatta in modo cruento e grazie ad un giocatore, la Telecom, che ha utilizzato le tecnologie investigative (magari anche legalmente), per colpire gli avversari sportivi. Che sia saltato Moggi è un bene, ma non ci sono santi nè eroi vestiti di nerazzurro, solo furbetti più o meno autorizzati (come in molte altre società).



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Bobone

Bobo Vieri ha militato nell'Inter dal 1999 al 2005

Christian Vieri torna all’attacco del suo vecchio amore e ricorre all’artiglieria pesante: chiede alla Procura federale della Figc che revochi lo scudetto 2005-2006, assegnato all’Inter nel dopo Calciopoli, e che siano interdetti dalle cariche societarie il presidente Massimo Moratti e il vicepresidente Rinaldo Ghelfi. (La Stampa)

Bobo Vieri e Ronaldo

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Bobo Vieri e Pippo Inzaghi

Una personcina così per bene come Massimo Moratti... Con il suo amico e socio Tronchetti Provera... Sono stupefatto! Loro non sapevano nulla e se sapevano dormivano.

bobo vieri e melissa satta in posa



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Di Girolamo Vuota Il Sacco

Nicola di Girolamo avanza

«Pur non avendo preso parte attiva alla operazione Phuncard, di cui però ero a piena conoscenza, ho ricevuto come compenso la somma complessiva di circa 200 mila euro che mi vennero consegnati in contanti», ha aggiunto Di Girolamo. Altri soldi, però, sarebbero stati intascati dall'ex parlamentare: «Il mio compenso è variato in ragione dei profitti sempre crescenti dell'operazione e si è determinato alla fine nella cifra di circa 4 milioni di euro. Secondo le decisioni di Mokbel, però, tale compenso doveva rimanere come fondo comune per l'acquisizione di partecipazioni della holding Runa, costituita a Singapore, nella somma di 2 milioni e mezzo di euro, mentre ho ricevuto come quota personale la somma complessiva di un milione e mezzo che mi è pervenuta sulla società Gis (un milione) e sulle società Antiche Officine Campidoglio (500 mila). In realtà dalla Runa, che inizialmente è stata dotata di un fondo di circa 5 milioni, non so che operazione è stata realizzata». (Corriere e Repubblica)

Nicola Di Girolamo nella fondazione italiani nel mondo

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Nicola Di Girolamo ultimo discorso al senato

L'ex senatore Di Girolamo aveva come obiettivo quello di rilanciare il Made In Italy nel mondo e lo ha fatto a suo modo. In questi giorni ha cominciato a vuotare il sacco... Ed è un sacco particolarmente pieno... di soldi.

Il PD aveva un violentatore segretario di una sezione periferica (ed è già una cosa gravissima), questi hanno fatto senatore un pezzo da 90 dell'ndrangheta... Ma non contenti lo hanno difeso fino a dieci giorni fa, vero Presidente Schifani?

Nicola Di Girolamo ad un tavolo



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La Deposizione

Marco Tronchetti Provera e Giuliano Tavaroli

Le divisioni Security di Telecom e Pirelli guidate da Giuliano Tavaroli erano una entità autonoma e autoreferenziale — sostiene Marco Tronchetti Provera —, Tavaroli utilizzava il mio nome che nelle dinamiche aziendali è un buon alibi per far passare come urgenti cose che non lo sono, io l’ho visto solo 1 o 2 volte al mese per un totale di 55 volte in 4 anni, mai ho ordinato o saputo di dossier illeciti formati dalla struttura e dai fornitori privati di Tavaroli (come il detective Emanuele Cipriani) con soldi dell’azienda, e laddove sembra che ciò sia accaduto io non so il perché. Nelle prime tre ore di deposizione, richiesta dall’imputato Cipriani e ammessa dal giudice Mariolina Panasiti nell’udienza preliminare sul dossieraggio illegale Telecom-Pirelli, il teste Tronchetti, presidente di Pirelli ed ex azionista di controllo di Telecom, non muta posizione rispetto a quanto affermò ai pm già il 27 giugno 2008. (Corriere)

Marco Tronchetti Provera

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Marco Tronchetti Provera e Afef in maglietta

... E io mi chiamo Paperino...

La Deposizione di tintoretto



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Via Gradoli 96

Via Gradoli 96

«Sì, Lucia è una delle due sorelle di Gennaro Mokbel, me l’ha confermato direttamente lui— dice Ambra Giovene l’avvocato che lo difende —. Però da tempo non hanno più rapporti stretti. Ma perché tutto questo interesse per Lucia Mokbel. Forse per via Gradoli?». Già, via Gradoli, dannato epicentro di storie oscure tra Prima e Seconda Repubblica. Storie recenti di trans frequentati dall’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo (con relativo strascico di morti), storie più lontane di grandi misteri come il covo utilizzato da Mario Moretti durante il sequestro di Aldo Moro, che oggi si intrecciano con l’inchiesta su frode fiscale e riciclaggio che vede tra i protagonisti Gennaro Mokbel, arrestato nei giorni scorsi. Gennaro è il fratello di Lucia che, appunto abitava nell’appartamento di fronte a quello delle Brigate Rosse scoperto per una «strana» infiltrazione d’acqua. La donna ebbe un ruolo non marginale nella vicenda perché segnalò per prima le stranezze di quell’appartamento. (Corriere)

Via Gradoli 96

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Via Gradoli 96

La sorella dell'ambasciatore della mafia nella Roma del potere abiatava nell'appartamento di fronte a quello affittato dal quartier generale dei brigatisti rossi durante il sequestro Moro, sopra a quello frequentato dall'ex governatore Marrazzo. A via gradoli si fa la storia d'Italia.

Via Gradoli 96



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Gennaro Mokbel

Gennaro Mokbel

Gennaro Mokbel è poco più che un ragazzino quando i poliziotti dell’Ucigos bussano alla sua porta e trovano in casa Antonio D’Inzillo, un ex-esponente dei Nar accusato di aver ucciso Enrico De Pedis, il boss della Magliana. L’uomo che avrebbe gestito il sequestro di Emanuela Orlandi, secondo le testimonianze di Sabrina Minardi, ex-amante proprio del boss che venne sepolto tra gli onori nella cripta della basilica di Sant’Apollinare. (Corriere)

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Nella galleria degli orrori che da più di 7 anni popolano questo blog questo personaggio trova una sua posizione di tutto rispetto. Certo si chiarirà tutto e risulterà estraneo ai fatti, ma l'uomo che si rivolge ad un Senatore della Repubblica così: "A me non me ne frega un c... di quello di quello che dici tu... Puoi diventa' pure presidente della Repubblica, per me sei sempre il portiere mio, cioè, nel mio cranio sei sempre il portiere, nel senso che tu sei uno schiavo", è un simbolo di un'Italia che non avrei mai voluto vedere.



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Nicola Di Girolamo

Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo insieme al boss della 'Ndrangheta Franco Pugliese

"I fatti contestati non mi appartengono. Non ho mai avuto contatti con mafia, camorra e 'Ndrangheta". Così ha dichiarato il senatore Pdl Nicola Di Girolamo nel corso della conferenza stampa che ha convocato per precisare ai giornalisti la propria posizione in merito all'inchiesta che lo vede accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale e di essere stato eletto all'estero con il contributo determinante di una famiglia mafiosa. (L'Espresso)

Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo insieme al boss della 'Ndrangheta Franco Pugliese

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Il boss della 'Ndrangheta Franco Pugliese a sinistra, insieme a Gennaro Mokbel

Magari Di Girolamo è innocentissimo, gli auguro di dimostrarlo rapidamente, ma che cosa ha detto Pisanu due giorni fa? Siamo in una condizione peggiore di quella del 1992.

Il senatore Di Girolamo con alcuni invitati alla festa elettorale dell'aprile 2008 a sinistra, con la giacca chiara, Gennaro Mokbel



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