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La Malapianta

Roberto Saviano

Ma nell'ultimo secolo e mezzo, la 'ndrangheta è cresciuta a livelli esponenziali, passando dai capitali accumulati con i sequestri di persona alla presenza dei propri broker in Colombia. È divenuta intermediaria privilegiata fra i maggiori produttori di coca e le mafie più longeve, partner di massima fiducia dei narcos. Questo è il reale, enorme potere della criminalità calabrese che del suo mostrarsi povera e arretrata ha fatto un punto di forza. La 'ndrangheta ha goduto per decenni di un silenzio quasi totale perché percepita come la sorella stracciona di mafia e camorra, priva di alcun fascino per cinema e letteratura. In questo modo le vicende che l'hanno riguardata sono sempre state riportate a margine della cronaca locale, persino più di quanto sia accaduto con la camorra. E se non fosse stato per la strage di Duisburg, nell'estate del 2007, quelle storie sarebbero rimaste appannaggio dei pochi in grado di recepirle e interpretarle. La malapianta sarebbe rimasta invisibile al resto d'Italia e del mondo. (Roberto Saviano su L'Espresso)

Strage di Duisburg

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strage di Duisburg

Roberto Saviano non è un genio. Le cose che scrive sono ragionevoli e frutto di un'accurata conoscenza delle questioni, ma non sono cose a cui poteva arrivare solo lui. E' diventato un simbolo, ma sono sicuro che potevano diventare bravi, allo stesso modo, altri giornalisti che lavorano nel Sud. Anzi, non escludo affatto che ci siano tanti Saviano sconosciuti che rischiano la loro vita per raccontare delle storie. Saviano però ha scritto Gomorra ed ha fatto conoscere la camorra al mondo e la sua vita è diventata il suo lavoro, la sua narrazione, la sua esperienza blindata, la non vita a cui è costretto. Roberto Saviano è un eroe suo malgrado, perchè c'è uno stato potente e criminale - parallelo a quello legale - che lo minaccia e lo perseguita. Sono pochi i paesi del mondo dove succedono queste cose: ma sono sempre troppi i posti dove ci sono delle Aung San Suu Kyi, dei Jafar Panahi, dei Guillermo Fariñas... E sarebbe bello che da noi non ci fosse bisogno di Roberto Saviano. Questo ragazzo riesce a gestire la propria condizione con grande difficoltà e con durezza. Lo dice chiaramente, ma lo si capisce anche da come scrive. La recensione del lavoro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è bella, ma ciò che mette più in luce - ed i passaggi più interessanti - riguardano ciò che Saviano legge di sè in quel libro.



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