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Lea Seydoux

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Babele
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Adieu, Laurent

Fignfon sorridente

Lutto nel ciclismo, è morto Laurent Fignon. Il campione francese, che aveva 50 anni, ha vinto Tour de France nell'83 e '84 e il Giro d'Italia '89. (Gazzetta)

Fignfon legge il giornale

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Fignfon legge il giornale

Mi dispiace. Uno che sapeva perdere con grande dignità e vincere senza arroganza. Per alcuni anni è stato il più forte.

Fignfon in testa al gruppo



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Federica Gagliardi

Federica Gagliardi foto profilo facebook

«Non sono né un’ochetta, né una dama, né una tenera. È chiaro?». (Federica Gagliardi al Corriere)

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Federica Gagliardi in costume

La Dama Bianca di Fausto Coppi, Giulia Occhini, non era nè ochetta e nè tenera. Ha catalizzato su di sè l'attenzione di tutti i media degli anni '50 e si è caricata sulle spalle le colpe delle sconfitte del Campionissimo. Credo che essere accostati a lei non sia così disdicevole.

Giulia Occhini con Fausto Coppi



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La Maglia Rosa Di Ivan Basso

Ivan Basso Sale il Mortirolo

Intelligente, lucido, freddo, roccioso, Ivan Basso è un corridore straordinario. La tappa del Mortirolo che si concludeva ad Aprica è stata fantastica e Basso ha conquistato, dopo quattro anni, la Maglia Rosa. La sua squadra, la Liquigas Doimo, è stata perfetta. Il ciclismo delle grandi corse a tappe è uno sport meraviglioso. Se ci fosse la certezza che tutti rispettano le regole saremmo più sereni nel seguire le imprese di questi grandi atleti. Vincenzo Nibali è una speranza per il futuro, ha superato di slancio l'altro buon corridore siciliano che ebbe momenti di gloria una trentina di anni fa, Carmelo Barone (quando correva con Giovanni Battaglin nella Fiorella Cytroen di Pezzi) e Michele Scarponi è un onesto buon corridore che ha meritato la vittoria di tappa. Arroyo ha fatto quanto era nelle sue possibilità per tenere la Maglia Rosa e Evans, il campione del mondo, ha mostrato, questa volta, le sue lacune. La cronaca della tappa. Sono contento che dopo gli errori che ha fatto possa essere tornato in alto: ha annunciato che ci sono tutti i dati delle sue analisi del sangue on line, sul suo sito io non le ho trovate. Se questa volta ci ha imbrogliato non ci saranno appelli.

Ivan Basso maglia Liquigas



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Floyd Landis

Floyd Landis e Armstrong

Dopo avere combattuto in ogni tribunale la squalifica di due anni per la positività nel Tour de France del 2006, Floyd Landis ammette di avere fatto uso di doping ed espande la macchia dei farmaci proibiti accusando Lance Armstrong ed altri tra ciclisti e dirigenti di averlo aiutato a doparsi. (Corriere e Wall Street Journal)

Floyd Landis brinda

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Floyd Landis dopo una vittoria

Il fango su Armstrong era già abbastanza abbondante anche prima. Ora il suo ex fido scudiero lo accusa argomentando e spiegando. Se c'era ancora qualche speranza di salvare il ciclismo ora si fa ancora più dura e, nonostante il bel Giro d'Italia, è uno sport condannato alla marginalità, come il pugilato.

Lance Armstrong taglia il traguardo e vince la 17esima tappa del Tour de France nel luglio 2004



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Franco Ballerini

Ballerini dopo vittoria a roubaix

Franco Ballerini, 45 anni, c.t. della Nazionale di ciclismo, 4 titoli Mondiali e uno olimpico vinti sull'ammiraglia dal 2001, è morto all'Ospedale di Pistoia dopo un incidente avvenuto stamattina intorno alle 8.30 nella zona di Larciano, dove stava partecipando a un rally. (Gazzetta)

Franco Ballerini

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Franco Ballerini

Ballerini era uno che lavorava sodo e che portava a casa risultati. Il ciclismo è stata la sua vita e le corse gli sono costate l'esistenza. Sono colpita da questa notizia, perchè - nonostante tutto - il ciclismo è uno sport dove conta la passione e la serietà e Franco Ballerini era un simbolo positivo di questo sport. E' stato dopo Francesco Moser, quello che ci ha rgalato più Roubaix: la corsa più dura e difficile che ci sia. Con il fango in faccia e con i segni della fatica rimarrà nella memoria di tanti.

Franco Ballerini quando era in attività



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Jacques De Ceaurriz

Jacques De Ceaurriz

È morto ieri, a 60 anni, Jacques De Ceaurriz, direttore di uno dei laboratori antidoping più importanti del mondo, lo "Chatenay Malabry" di Parigi. Le cause della morte non sono ancora state rese note. Ricercatore in farmacologia, De Ceaurriz lavorò in diversi lavoratori prima di diventare professore nel 1992. Cinque anni dopo iniziò ad occuparsi di doping. Lavorava nella periferia della capitale francese e nel 2000 mise a punto, in collaborazione con il collega Francois Lasne il test in grado di individuare l’Eritropoietina (Epo) nelle urine. (La Stampa)

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Non so se il ciclismo sia uno sport così ricco da generare dinamiche "mafiose", ma mi pare che la morte di quest'uomo sia un mistero da seguire...



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Frank Vandenbroucke

Frank Vandenbroucke

All'inizio della sua carriera Vandenbroucke, nipote dell'ex ciclista e direttore sportivo Jean-Luc, era considerato dagli osservatori come uno dei ciclisti di maggior talento della sua generazione. Ma dopo aver vinto la Liegi-Bastogne-Liegi nel 1999, entrò in una spirale negativa di doping e problemi privati che lo tennero lontano dai grandi risultati. Vincitore di 55 gare in una carriera brillante ma tormentata, nel 2005 aveva tentato il suicidio, dopo la separazione dalla moglie e dalla figlia. «Sono andato a cercare la bottiglia (di vino) più cara della mia cantina, un Chateau Petrus 1961, e ho brindato alla mia vita. Avevo chiesto consiglio a un medico: con l'insulina doveva essere finita» ha scritto nella sua autobiografia, pubblicata un anno fa. Altre volte ha cercato di farla finita, l'ultima a giugno del 2008. Di recente aveva ammesso che «andava meglio», senza però poter affermare di «esserne uscito». Ma poche ore dopo la sua morte lo zio e suo primo direttore sportivo, Jean-Luc Vandenbroucke, ha detto al quotidiano sportivo francese L'Equipe di sapere «che Frank non stava bene, era soggetto ad alti e bassi a livello morale. Temevo un tale epilogo». (Corriere)

Frank Vandenbroucke

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Frank Vandenbroucke

Il Pantani belga.

Frank Vandenbroucke



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Enrico Morando

Il clone di Gianfranco D'Angelo confessa il suo amore per Lev (Lejba) Davidovic Bronštejn (??? (?????) ????????? ?????????) Trockij, detto Trotsky. L'inquietudine di Enrico Morando e la sua storia di uomo di tutte le minoranze che ha frequentato. Il trozkismo, l'esperienza da segretario di federazione del PCI ad Alessandria, l'approdo alle idee di Eduard Bernstein, l'iper migliorismo e la pazzia segnalata da Giancarlo Pajetta. L'improbabile aggregazione che sostiene Franceschini segretario e la polemica con Pierluigi Bersani sulla forma partito. La passione per il ciclismo e la tappa del Mortirolo che attende il Partito Democratico. Conversazione tra nostalgia e futuro con un ispiratore della politica veltroniana, con qualche asperità.

Eduard Bernstein



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Rinaldo Nocentini

Rinaldo Nocentini of Italy wears the leader's yellow jersey on the podium after the seventh stage of the 96th Tour de France cycling race between Barcelona and Andorre Arcalis

Rinaldo Nocentini, che s'infila in una fuga partita a quasi 200 km dal traguardo, arriva quarto e per soli 6" indossa la maglia gialla. (Gazzetta)

Claudio Chiappucci

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Rinaldo Nocentini

Incredibile! Un italiano in giallo. Fu così anche per Claudio Chiappucci che poi si convinse di essere forte e per qualche anno fece cose più che egrege.



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Laurent Fignon

Il Tour de France lo vinse da debuttante, al primo colpo. Era il 1982, l’anno in cui il mondo del ciclismo scoprì Laurent Fignon che oggi, a 48 anni, lotta contro il cancro e fa il bilancio di una vita vissuta intensamente, in un’autobiografia dal titolo romanzesco quanto la sua carriera: “Eravamo giovani e spensierati”. (Gazzetta, La Stampa, Le Figaro, Le Point)

Laurent Fignon organizzatore di corse ciclistiche

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Droga, doping, intrugli senza controllo. Nessuno può sapere se questo ha avuto impatto sul sorgere della malattia. Ma nel ciclismo siamo sempre lì: non ci muoviamo di un centimetro, nonostante i massicci controlli.



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