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Lea Seydoux

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Babele
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Caduta Di Stile

letizia moratti ve lo fa così

«Si deve ritenere che le modalità di rimozione dei dirigenti, per quanto censurabili sotto diversi profili, non abbiano travalicato il limite dell’illecito penale». Bastano queste due righe alla dodicesima pagina di un documento che ne contiene 21 a sintetizzare i motivi per cui il gip Maria Grazia Domanico ha accolto la richiesta della procura di Milano. La Moratti era stata indagata il 29 novembre del 2007 per abuso d’ufficio. (Corriere)

letizia moratti la figlia di Stanlio

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stanlio-letizia-moratti

Non ho mai ritenuto che Letizia Moratti fosse un mostro e in alcuni momenti ho anche pensato che potesse essere lei una delle più autorevoli candidate a sostituire Silvio Berlusconi alla guida del centrodestra. Ha fatto molto bene il presidente della Rai, non ha affatto sfigurato come Ministro dell'Istruzione, ma sta facendo così così, anzi malino, come sindaco di Milano. La vicenda delle consulenze d'oro non mi pare neppure la prova peggiore che ha riservato ai suoi concittadini. Ma certamente non è una bella storia, anche se si è chiusa senza danni materiali per lei. E' una pessima caduta di stile.



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Il Segreto Dei Suoi Occhi

Il segreto dei suoi occhi  Soledad Villamil e Ricardo Darìn

Nelle intenzioni dell'autore Il segreto dei suoi occhi non è un film noir. Il "piatto forte, le forze motrici di questo film sono un amore non dichiarato durato anni, la frustrazione e il vuoto percepito dai personaggi principali. Il genere noir è solo il vassoio sul quale la pietanza principale viene servita".  (Sentieri Selvaggi, Il Messaggero)

Il segreto dei suoi occhi ascensore

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Il segreto dei suoi occhi

Per fortuna che c'è ancora il cinema! E' sempre più raro provare godimento, nutrire i propri neuroni attraverso immagini povere, di vite normali. E' sempre più difficile essere felici di vedere una grande storia in una sala buia, su un enorme schermo... Per fortuna che ci sono ancora grandi artigiani delle immagini, delle storie, delle parole… degli sguardi. "Il Segreto dei Suoi occhi" è un film magnifico: il più bello che ho visto dai tempi de "Le Vite degli Altri". Il regista ci accompagna per più di due ore a svelare una storia torbida che si svolge, incalzante, in un periodo opaco della storia argentina. Una storia che ci lascia senza fiato. Lo fa con una grandissima proprietà di gestione delle emozioni, con una magistrale capacità di fare muovere gli attori e con una sceneggiatura un po' barocca, ma alla fine assai efficace. Attorno all'indagine sul "caso Morales", uno stupro agghiacciante e spietato, si intrecciano relazioni di amicizia, di odio e un'amore discreto e profondo, l'ingiustizia di una situazione politica in rapida degenerazione e la dilagante arroganza di un potere senza scrupoli, nè coscienza. C'è una sequenza molto bella per la quale il regista si è giocato la metà del budget: l'avvicinamento ad uno stadio di calcio durante la partita. Non aggiunge nulla alla storia, ma ci fa capire che - se ne avesse i mezzi - questo Juan José Campanella ci poteva anche stupire con effetti speciali. In realtà ci lascia di stucco con delle idee fulminanti, con dei colpi di scena, con delle trovate melodiche (senza avere paura di diventare troppo svenevole). E' un film di grandi passioni, di sentimenti repressi e un elogio leggero ma deciso della coscienza civile, dell'onestà, del senso del dovere. Non è un film di propaganda, non c'è nessuna prosopopea, non c'è neppure un senso di "formazione delle masse": ma è un film di quella sinistra che amo. Di quella che usa la testa, non la pancia. Tutto è piano, naturale, discreto. Ci sono due donne di un fascino assoluto. Di una vediamo il cadavere tumefatto, ma ci innamoriamo di lei e entriamo nella testa di Joaquin Esposito, siamo con lui a pensare a quel bastardo che l'ha ridotta in quel modo, a cercare con lui la strada per arrivare all'assassino. Poi c'è la procuratrice, la sua capa: troppo bella e giovane per essere raggiungibile, troppo elegante e raffinata per essere la persona con cui dividere la vita, troppo istruita e di buona famiglia per poterle dichiarare tutta la propria passione. Una scena vale il biglietto del cinema: quella dell'ascensore. Non sto a spiegarla. E' una magistrale prova registica e una trovata che sfiora la genialità. La seconda è il non-bacio più bello della storia del cinema degli ultimi vent'anni. In quel negarsi a vicenda, in quel desiderio represso e in quella storia che appare impossibile, c'è la forza di un'amore travolgente, ancor più grande perchè non consumabile. Una passione che non può avere fine: il segno di un amore eterno e incancellabile. 

 



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Il Pelo Di Flavio Carboni

 Flavio Carboni in un'aula giudiziaria

Il faccendiere Flavio Carboni, coinvolto nell'inchiesta della procura di Roma sugli appalti per gli impianti eolici in Sardegna, è stato arrestato dai carabinieri nella capitale. (Il Messaggero)

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"L’inchiesta sul business dell’eolico in Sardegna è aperta su due fronti. Da un lato la pista dei soldi, con le presunte tangenti versate dall’autista e dalla compagna di Carboni, indagato per associazione per delinquere e riciclaggio, a Verdini. Dall’altro i contatti del comitato d’affari con la magistratura. Il sospetto è che l’organizzazione, oltre a controllare grossi appalti, tentasse di condizionare sentenze civili e penali, e addirittura anche le nomine del Csm. Operazioni messe in atto grazie alla mediazione di Lombardi, il geometra, applicato come magistrato in alcune commissioni tributarie e finito al centro delle intercettazioni per i suoi contatti con le toghe". In sostanza saremmo di fronte ad un'associazione segreta che - forte delle esperienze del passato - invece che avere come obiettivo il cambiamento della politica in Italia, la presa del potere e un disegno alternativo e autoritario di governo, oggi si accontenta di prendere soldi, di utilizzare la politica ungendone i gangli decisionali. Il fatto che un personaggio come Flavio Carboni, uomo che detiene tanti segreti italiani nella cassaforte della sua memoria, è piuttosto inquietante. Tempo fa pubblicavo qui, a proposito di Carboni, questo frammento di un articolo de La Stampa: "Dopo un avvio da discografico dalle scarse fortune, il suo nome compare nelle cronache giudiziarie dei primi Anni 80 inizialmente per le speculazioni in Sardegna sulla costa di Olbia (Olbia 2) come socio di un allora sconosciuto imprenditore milanese, Silvio Berlusconi (a cui venderà la sua villa in Costa Smeralda) cui venne presentato da Romano Comincioli (oggi senatore Pdl), e come grande amico del cassiere della mafia Pippo Calò, poi come braccio destro del banchiere dell’Ambrosiano Roberto Calvi, ucciso il 17 giugno del 1982 sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra, e quindi come referente della banda della Magliana e perfino dello Ior, la banca del Vaticano, negli strascichi seguiti al fallimento e al buco da 2000 miliardi (dell’epoca) del Banco Ambrosiano. Più Carboni stringe alleanze e amicizie nel mondo degli affari (frequenta anche il principe Caracciolo), negli ambienti della massoneria soprattutto, ma anche dei cosiddetti «servizi deviati» (vedi l’amicizia con Francesco Pazienza), più il suo nome circola come una trottola impazzita nei fascicoli che scottano aperti dalle Procure di mezza Italia". Poche righe per capire come il lupo possa anche perdere il pelo, ma ne deve ancora avere una certa quantità sul suo stomaco mai pieno, sullo stato del suo vizio ci informeranno le cronache giudiziarie...



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Jack Abramoff

Jack Abramoff

DA POTENTE broker di Washington a pizzaiolo in un locale di Baltimora, nel Maryland. È la curiosa storia di Jack Abramoff, 51 anni, lobbista milionario tra i più influenti d’America, finito al centro di un’inchiesta che nel secondo mandato di George W. Bush - nel 2006 - ha visto coinvolti parlamentari e funzionari del Congresso e lo ha portato in galera per truffa, corruzione ed evasione fiscale. Condannato a quattro anni, Abramoff il 9 giugno ha potuto lasciare il penitenziario di Cumberland dopo aver scontato 3 anni e 6 mesi ed è stato avviato per gli altri sei mesi in un centro di reinserimento che, la settimana scorsa, gli ha trovato lavoro in una pizzeria kosher di Baltimora. (Secolo XIX)

Jack Abramoff impermeabile

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Jack Abramoff cappellino

Vedrei bene anche Calisto Tanzi a fare le piadine romagnole a Pinarella di Cervia...

Jack Abramoff con Bush (ma pare fotomontaggio)



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Bertolaso: Il Tempo E' Scaduto

Guido Bertolaso spiega situazione

L'appartamento di via Giulia "mi venne messo a disposizioni gratuitamente da un mio amico personale che, come ho già detto, non era Diego Anemone". Così il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso replica alle parole dell'architetto Zampolini 1 che ai magistrati di Perugia avrebbe detto di aver pagato lui l'affitto per l'appartamento del sottosegretario. (Repubblica)

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Basta. Se Bertolaso deve passare tutte le sue giornate a precisare, a puntualizzare a replicare alle accuse, ai sospetti, non può fare bene il proprio mestiere. E' il momento di fare un passo indieto (anche se forse il momento più opportuno era assai prima di oggi).



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Ercole Incalza

Ercole Incalza

Oltre mezzo milione di euro per comprare un appartamento a Ercole Incalza, potente funzionario del dicastero delle Infrastrutture. È questa la nuova operazione immobiliare gestita nel 2004 dall’architetto Angelo Zampolini per conto di Diego Anemone. Dopo le case acquistate per il ministro Claudio Scajola e per il generale dei servizi segreti Francesco Pittorru, l’indagine condotta dai magistrati di Perugia rivela che anche l’attuale capo della «Struttura tecnica di missione», uno dei collaboratori più stretti del ministro Altero Matteoli, ha goduto dei favori del costruttore ora indagato per corruzione. E l’ha fatto sei anni fa, quando era consulente di Pietro Lunardi, che all’epoca occupava la stessa poltrona. (Corriere)

altero matteoli in parlamento

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Matteoli e Lunardi

Continuano ad emergere nuovi casi, nuovi nomi, nuovi sospetti. La Cricca era arrivata talmente a fondo nella struttura dello stato che ne troveremo incrostazioni ancora per molto tempo...

Diego Anemone esce dal carcere di Rieti



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Le Dimissioni Di Scajola

Claudio Scajola parla

Il punto è che il ministro continua a dire che il prezzo giusto di quell’appartamento, è quello ridicolmente fissato a 3400 euro a metro quadro. E’ un insulto alla nostra intelligenza. Ovviamente qualcuno di voi, oltre della zuppa si nutre di carta stampata. E si può chiedere come mai ciò non lo abbia scritto nel pezzo della settimana scorsa. Il motivo è molto semplice: un’intervista è un intervista, non un articolo di opinione. E in questo caso l’opinione l’ha autorevolmente espressa il direttore. (Zuppa Di Porro)

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Non so esattamente se Claudio Scajola abbia delle qualità, ma quando fa delle sciocchezze le fa enormi e tutte le volte è costretto a dimettersi. Sull'acquisto dell'appartamento dalle sorelle del Papa ci sarà da ridere per un bel po' (per non piangere). Luca ha segnalato questo post davvero notevole del vice direttore de Il Giornale, che è una delle pietre tombali del ministro che aveva come missione quella di riportare il nucleare in Italia. A lui, in effetti, la bomba nucleare è scoppiata... in casa.



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Angelo Zampolini

casa via merulana di Claudio Scajola

Quattro testimoni smentiscono la versione fornita dal ministro Claudio Scajola sull’appartamento acquistato a Roma, zona Colosseo, nel 2004. «Fu lui — dicono — a consegnare gli ottanta assegni circolari per un totale di 900.000 euro». Soldi che sarebbero stati messi a sua disposizione dal costruttore Diego Anemone. Si allarga l’indagine della magistratura di Perugia. E si concentra su 240 conti correnti gestiti dall’architetto Angelo Zampolini, al quale il costruttore si era affidato per alcune operazioni riservate. «Trasferimenti di denaro - dice l’accusa - effettuati nell’ambito di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio». (Corriere)

Qualificate fonti investigative spiegano che sui 240 conti riconducibili al Gruppo Anemone si sta facendo un lavoro certosino. Ogni operazione per contanti poi cambiati in assegni circolari viene tracciata, ne viene individuato il beneficiario e quindi il dato viene incrociato con un altro tipo di risultato: l'elenco dei lavori che, negli anni, l'impresa Anemone ha svolto per grandi committenti pubblici e piccoli, ma assai famosi, committenti privati. Non è dato sapere  -  oggi  -  quanto tempo questo lavoro di ricostruzione porterà via, ma se ne cominciano a intravedere le coordinate. "La grande disponibilità di contanti di Anemone  -  spiega ancora la fonte investigativa  -  si giustifica con le importanti e numerose commesse che il costruttore ha ricevuto nel tempo dal Vaticano. Come è già apparso chiaro nelle indagini della Procura di Firenze per la vicenda di don Evaldo Biasini (il frate missionario sollecitato da Anemone alla vigilia dei suoi incontri con Guido Bertolaso e utilizzato da Anemone come "cassaforte" per i pagamenti urgenti ndr.), i committenti vaticani devono essere stati per Anemone una fonte di contante sicura, perché extraterritoriale. Al resto, pensavano gli altri". I professionisti ridotti a "tasche", "a disposizione": Zampolini, Gazzani e la pletora di finti consulenti imbarcati nelle società che il commercialista apriva e chiudeva per conto del suo "principale". Anemone, poi, avrebbe pensato a far quadrare i conti, ricaricando i "costi" del sistema (case, tendaggi, macchine, escort, viaggi) sulla bolletta delle Grandi Opere dei cui appalti, invariabilmente, risultava vincitore. (Repubblica)

Claudio Scajola con frullino

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Claudio Scajola soddisfatto

Angelo Zampolini è diventato un altro uomo chiave racconta della vicenda di cui sarebbe stato coinvolto il ministro Scajola e racconta per filo e per segno come erano i flussi del "sistema Anemone" fuori dal Vaticano. Della vicenda ne ha parlato anche Il Post. Appare evidente che Scajola si deve dimettere. Rapidamente.

Angelo Balducci, Diego Anemone e Mauro Della Giovampaola a pranzo a Roma nel 2008



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Thai Rak Thai

Raduno delle camice rosse a Bangkok

Nella lontanissima Thailandia una massa di contadini poveri e arrabbiati ha invaso la metropoli Bangkok per riportare al potere un miliardario. Si tratta del presidente del partito Thai rak Thai: i Thai amano i Thai. I rivoltosi accusano i governativi di essere una cupola di algidi snob e di aver fatto fuori l’ex premier (il miliardario dell’amore) grazie a un ribaltone parlamentare propiziato dalla compiacenza dei poteri forti e dalle inchieste della magistratura. Il miliardario, in esilio dopo una condanna per corruzione, possiede un impero di telecomunicazioni, una squadra di calcio fra le più importanti d’Europa e una quantità imprecisata di villone. Eppure i poveri ribelli sostengono che lui è uno di loro e prendono a calci le auto di media cilindrata della borghesia intellettuale di Bangkok - impiegati, insegnanti, funzionari pubblici - che li disprezza e da cui si sentono disprezzati. Per rappresaglia il governo ha oscurato la tv del miliardario, il cui portavoce (un cantante) ha minacciato pesanti ritorsioni. Ora, è evidente che quella è la Thailandia e certi fenomeni populisti non potrebbero mai attecchire qui da noi. Ma da osservatori, sia pure distaccati, ci poniamo egualmente un quesito: come è possibile che un povero contadino si senta rappresentato da un miliardario e accusi di snobismo e insensibilità sociale chi sta appena un po’ meglio di lui? Chissà se qualche thailandese si degnerà di risponderci. (Gramellini su La Stampa)

THAILANDIA camicie rosse spargono sangue per protesta

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THAILANDIA ancora scontri tra camicie rosse e poliziaok

Sono in una fase gramelliniana (ogni tanto mi capita): ieri pensavo di fare un post sullo stesso tema. Per fortuna l'ha scritto lui, non l'avrei mai fatto così bene.

THAILANDIA ancora scontri tra camicie rosse e poliziaok

THAILANDIA ancora scontri tra camicie rosse e poliziaok

Thailand's King Bhumibol Adulyadej leaves from Siriraj Hospital to the Grand Palace in Bangkok December 5, 2009



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Cesare Cursi

Cesare Cursi con fini

Una tangente di 100.000 euro stanziata nel 2005 dal colosso farmaceutico Ferring per un mediatore e per un senatore, allora sottosegretario alla Salute nel secondo governo Berlusconi e oggi responsabile nazionale per la Sanità del Pdl, allo scopo di far registrare il nuovo farmaco anti-infertilità Meropur al prezzo maggiore (3 euro in più a fiala) voluto dalla società produttrice. E fondi neri aziendali per 2 , 7 milioni d i euro nel 2002-2006, creati con false fatture d’acquisto di decine di migliaia di «libri scientifici», per corrompere medici e far sì che sempre più endrocrinologi prescrivessero ai pazienti l’ormone della crescita commercializzato Zomacton dalla ditta. Per queste due imputazioni di corruzione la Procura di Milano, oltre a indagare il senatore del Pdl Cesare Cursi e i vertici dell’epoca della multinazionale farmaceutica Ferring (culla in Svezia, base in Svizzera, 3.700 dipendenti e 850 milioni di euro di fatturato in 45 Paesi), chiede al gip Gaetano Brusa che la divisione italiana, ora affidatasi all’avvocato Massimo Dinoia, sia temporaneamente interdetta dal contrattare con il Servizio Sanitario Nazionale. (Corriere)

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Nell'ultimo giorno di campagna elettorale l'apertura del Corriere spara questa notizia. Mettiamo che sia vero tutto e il pm abbia fatto nel modo migliore il suo lavoro. Come è possibile che questa notizia esca proprio oggi? A me pare del tutto inconcepibile, non si tratta di non disturbare il manovratore in un momento delicato: si tratta di sensibilità morale, di volontà di inquinare ulteriormente il clima politico. Ammesso e non concesso che in qualche caso dovesse anche essere, oggi la colpa non è di chi pubblica la notizia.



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