
Il decreto legge n. 92, entrato in vigore il 5 agosto 2008, estende il potere dei sindaci italiani di emettere ordinanze "su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico". Vari comportamenti sono ora proibiti e soggetti a sanzione: in alcuni casi si prevedono ammende fino a 10.000 euro e il sequestro del materiale relativo all’infrazione commessa.
Le misure interessano i turisti che frequentano spiagge e località balneari qualora circolino senza indossare una maglietta o indossando un bikini, giochino a pallone, costruiscano castelli di sabbia, raccolgano conchiglie e prelevino sabbia (Eraclea), fumino (spiaggia di Is Aruttas), utilizzino i risciò durante i fine settimana di luglio e durante tutto il mese di agosto (Mintumo), ascoltino la musica ad alto volume dalle 13:00 alle 16:00, facciano volantinaggio, prendano il sole in topless, pratichino il nudismo (Lido di Dante), occupino il posto in spiaggia lasciando un asciugamano, portino cani e gatti (Sirolo), consumino cibo (Positano, Ravello, Venezia, Capri, Firenze), calzino zoccoli (Positano e Capri), si rinfreschino nelle fontane, taglino l’erba durante i fine settimana o nelle ore pomeridiane (Forte dei Marmi), parcheggino o accedano con mezzi a motore nelle aree boschive (Emilia Romagna), pratichino massaggi o vendano prodotti. Altre ordinanze riguardano invece comportamenti vietati nelle città quali chiedere l'elemosina, bivaccare in strada tra le 22:00 e le 6:00 (Genova), farsi un piercing in determinate parti anatomiche (Bologna), appoggiare i piedi sulle panchine (Viareggio), sedersi sulle panchine dopo le 23:00 (Voghera), sostare in più di due persone nei parchi pubblici dopo le 23.30 (Novara), sedersi nella piazzetta (Capri), utilizzare giochi pirotecnici durante le feste private, ad esclusione del sabato (Positano), dar da mangiare ai piccioni (varie città), utilizzare lo skateboard (Viareggio), fumare nei parchi (Verona, Napoli, Bolzano), baciarsi in macchina (Eboli), bere da bottiglie di vetro e, a volte, anche da bottiglie di plastica (Genova), raccogliere funghi (Alto Adige) e frutti di bosco (Gran Paradiso) nonché vendere cibi crudi tra giugno e settembre (Emilia Romagna). Ovviamente è proibito anche rubare o danneggiare i cartelli che recano messaggi di divieto.
Alcune ordinanze locali arrivano addirittura a infliggere ammende a chi indossa un burqa per le vie del paese (Azzano Decimo) e pongono in essere attuazioni inaccettabili della direttiva sulla libera circolazione (ai fini dell’ottenimento del permesso di residenza, a Cittadella è richiesto un reddito superiore a 5.000 euro).
Fermo restando che gran parte di questi divieti sembrerebbero assurdi perfino in un film di fantascienza, vi propongo la stessa domanda che ho posto al Consiglio Europeo con un'interrogazione scritta firmata insieme a Jeanine Hennis-Plasschaert: considerando che l’Italia rappresenta un’importante meta turistica per i cittadini europei, che questi potrebbero essere vittime di una simile varietà di disposizioni stabilite a livello locale e che dovrebbero essere sempre tutelati nel proprio diritto a difendersi, non sarebbe quantomeno opportuno che le autorità italiane fornissero loro informazioni appropriate in merito ai divieti e che, in caso di multe e di ricorsi contro dette multe, i cittadini avessero il diritto di ricevere assistenza in una lingua a loro comprensibile? (Marco Cappato)
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Ci sono cose che singolarmente sorprendono e magari divertono, ma leggendole tutte insieme fanno una certa impressione... Anche di questo parlerò con Marco Cappato, un candidato alle elezioni europee che non voterò, ma che ha fatto bene il suo lavoro di parlamentare a Bruxelles e Strasburgo in questi anni. L'intervista andrà in onda su RED, martedì mattina alle 10 e un quarto.