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Lea Seydoux

la foto del giorno
Babele
Babele

Nichi E Rosi Oggi Sposi

Nichi Vendola: "Noi siamo come Enea, con Anchise in spalla, stiamo arrivando in un nuovo luogo e non per rifondare una nuova Troia, ma per rifondare una nuova città". Rosi Bindi: "Quella città si chiama Ulivo!" di fronte alla più grande platea della festa democratica di Torino miele a fiumi, roba da far impallidire Walter Veltroni...



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Uscita D'Emergenza Dalla Palude

sergio chiamparino interviene

Invocare il congresso a meno di un anno dall'elezione di Bersani non è certificare il suo fallimento?
«Ho pronunciato la parola congresso e l'ho subito ritirata, perché è tabù. Ma sono convinto che ci voglia un'iniziativa dove tornare a giocare da protagonisti, già da settembre. Non vogliamo fare il congresso? Troviamo un luogo dove dire con chiarezza le quattro o cinque priorità su cui sfidiamo il governo. Se serve, metto a disposizione qualcosa a Torino».
Non penserà mica al Lingotto, da cui partì Veltroni?
«Ci vuole una cosa così. Un nuovo Lingotto. Altrimenti non ci resta che scegliere a quale albero impiccarci. Il problema del Pd non è la leadership e lo dimostra il fatto che in tre anni abbiamo avuto tre elezioni, tre leader e tre sconfitte. Dico il Lingotto perché allora avevamo una consistenza onorevole ed è stato il momento in cui si avvertiva, più forte, l'eco del tentativo di tirare su la schiena».
(Corriere)

sergio chiamparino uscita d'emergenza

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sergio chiamparino sulle scale

A me Chiamparino sta simpatico. E' un burbero, ma che sa avere rapporti con le persone, è intelligente, non un cuor di leone, ma uno equilibrato e sensibile alle cose che accadono nel paese. Si è dimostrato il migliore sindaco dell'ultima covata di otto anni fa. Ora che possa essere lui il leader del centrosinistra non lo so. Ne dubito. Non sono convinto che sia l'uscita di emergenza dalla palude. Non so se ha il profilo sufficiente e non vedo neppure quale percorso possa compiere in 6 - 8 mesi per acquisire l'enorme quantità di cose che gli mancano. Secondo me lui e Bersani dovrebbero vedersi molto spesso e condividere una strategia, perchè se si fabbrica un nuovo dualismo è proprio finita.

Sergio Chiamparino legge l'Unità



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Raffaele Donini

De Maria e Donini

Sotto il sole del Due Agosto, mentre segue il corteo per il trentennale della strage alla stazione, il segretario del Pd bolognese Raffaele Donini parla con Pier Luigi Bersani. E «intercettato» dalle telecamere di CorriereTv traccia un quadro tutt’altro che rassicurante sui potenziali candidati che si riscaldano a bordopista in vista delle primarie per il 2011. Mentre Bersani illustra al leader locale del partito le prospettive delle prossime alleanze: «Escluso Berlusconi noi ci rivolgiamo a tutti». (Corriere)

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raffaele donini eletto segretario PD bolognese

Andrea De Maria era segretario del PD bolognese ed era considerato troppo leggero per reggere "la federazione del partito più forte dell'occidente capitalistico". Non troppo in fretta è stato più o meno defenestrato ed è stato sostituito da un ragazzo che si chiama Raffaele Donini che ha esordito ieri, in grande stile, con una conversazione molto riservata che è stata registrata dalle telecamere della tv del Corriere. Nonostante la mia pluriennale frequentazione di ambienti democratici bolognesi non avevo mai sentito parlare di Donini e forse c'era un motivo. Come si fa ad essere tanto ingenui da parlare di queste cose in mezzo a decine di migliaia di persone? Se De Maria era leggerino, questo com'è? E poi ci meravigliamo che il candidato a sindaco più forte che esprime il PD bolognese è Maurizio Cevenini, l'uomo che deve la sua fama alla quantità abnorme di matrimoni che ha celebrato e alla gestione della pesca alla festa de l'Unità. Mi capiranno i lettori imolesi: sarebbe come se Germano Martelli fosse il prossimo sindaco di Imola. Con tutto il rispetto per un vecchio militante… ma governare una città è un'altra cosa dalla gestione delle serie e dei premi. 

 





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Il Bassolino Di Terlizzi

Nichi Vendola Attento

Nichi Vendola, si presenta come elemento di rottura, parla alla sinistra e indica la sua linea, usando anche termini ispirati dai giochi di carte: «Noi diciamo no ai governi tecnici e a quelli delle larghe intese: le primarie non sono una minaccia per il Pd o per il centrosinistra, e io mi candido per sparigliare questi giochi». Queste le parole d'ordine espresse a Bari, durante gli "Stati generali delle fabbriche di nichi" davanti a una platea di circa duemila persone provenienti per il 40% dal resto d'Italia, in molti dal Settentrione. La manifestazione è stata seguita anche attraverso il web e i social network: la fan page di facebook di Nichi Vendola ha raggiunto quota 167.000, con 4.800 nuovi fan negli ultimi tre giorni. (Corriere)

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Conosco Nichi dal febbraio del 1985. Era sconosciuto ai più, ma arrivò sul palco del congresso della FGCI a Napoli e tenne un discorso che emozionò e infiammò la platea. La forma del suo eloquio barocco e le ardite metafore erano una novità in un'organizzazione ancora orfana del Principe D'Alema (che se ne era già andato da 5 anni). Da allora, il ragazzo di Terlizzi, ha fatto molta strada. Soprattutto ha vinto le elezioni in Puglia. La grande impresa è stata la prima vittoria, perchè la seconda volta, qualche mese fa, nonostante il nervosismo e gli autogol del PD, si è trattato di una formalità. Nichi si è fatto amare dal suo popolo e probabilmente ha fatto anche un buon lavoro di amministratore. Io non ci avrei scommesso. Perchè una cosa sono i discorsi e un'altra è la prova del governo. Meglio così. Oggi abbiamo un leader politico importante. Uno capace di rappresentare una parte significativa del Paese: la Puglia. Se Nichi esce dalla Puglia riprende il ruolo di ottimo oratore e basta. Diventa un fenomeno locale in trasferta. Se dovessi paragonare il livello di Vendola a quello di qualche altro dirigente del centrosinistra, mi viene in mente solo Antonio Bassolino. Qualcuno ricorderà che ad un certo punto Don Antonio era considerata la grande speranza della sinistra: nel 1998 per non frustrare le legittime aspirazioni di Bassolino, D'Alema gli fece anche fare il Ministro del Lavoro. Lo fece malissimo, perchè non si può dirigere una regione e poi fare anche il ministro, ma fu il modo per ridimensionarlo e riportarlo a più miti consigli. Nichi è ambizioso e presuntuoso. E' intelligente ed è l'ultimo esemplare della sinistra comunista del No alla svolta di Occhetto che è sopravvissuto. Questo è un elemento che lo motiva e che lo rende forte nel cercare di essere l'uomo della rivincita. Psicologicamente è un elemento molto importante. Io gli faccio molti in bocca al lupo. Ma sono convinto che oltre il Tavoliere farà molta fatica a mietere soddisfazioni. L'ultima volta che si è messo in gioco, nella corsa alla segreteria di Rifondazione Comunista, è stato sconfitto da Paolo Ferrero che, con tutto il rispetto, non è un Andreotti di sinistra.



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Nonno Brontolone

Romano Prodi e Pier Luigi Bersani si abbracciano

Gli iscritti al Partito democratico di ogni regione italiana dovrebbero cioè eleggere, naturalmente tramite le primarie, il proprio segretario regionale. L’esecutivo nazionale dovrebbe essere semplicemente formato dai venti segretari regionali, avendo il coraggio di cancellare gli organi nazionali che si sono dimostrati inefficaci. A questi venti “uomini forti” dovrebbe essere demandato il compito di eleggere il segretario nazionale, di decidere sulle grandi strategie politiche del partito e, naturalmente insieme agli organi regionali, le candidature per le rappresentanze parlamentari. La forza dei segretari regionali dovrebbe essere ponderata non in base agli iscritti ma in base ai voti riportati alle elezioni politiche, perché il raccolto di un partito non si basa sulle tessere ma sui voti. (Romano Prodi su Il Messaggero)

Romano Prodi cerca le lenti giuste

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Romano Prodi acconciato per la laurea

Bella idea! Azzeriamo tutto e già che ci siamo azzeriamo anche il PD, tanto se continuiamo così ci azzerano gli elettori. Prodi, ha mantenuto la promessa: fa il nonno. Siamo noi che non avevamo capito che faceva il nonno brontolone del PD. Tra la paralisi e l'azzeramento, al momento voto per la paralisi, magari con la terapia della musica facciamo più latte, come le mucche del Wisconsin. D'altra parte una proposta come questa è il segno del disorientamento totale in cui versa il centro sinistra italiano. In una situazione come questa, ha voglia il povero Bersani a mettere insieme i cocci...

Romano Prodi e Pier Luigi Bersani uno sopra l'altro



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Le Ragioni Della Ragione e Quelle Del Sangue

Nichi Vendola dopo vittoria

Ma in quell’affermazione del governatore pugliese c’è un fondo innegabile di verità. Perché se D’Alema non fosse andato in Puglia il risultato del candidato del Pd sarebbe stato ben peggiore. Del resto, D’Alema aveva capito che le primarie non si potevano non fare. Principalmente per due motivi. Primo, «perché una parte del nostro popolo le voleva e negargliele sarebbe stato come consentire a Vendola di avere una sfera di influenza su una fetta del nostro elettorato ». Secondo, «le primarie sono l’unico modo perché il Pd possa appoggiare Vendola alle elezioni regionali, perché è il candidato che è uscito vincente da una consultazione condivisa, in cui ognuno si è impegnato a sostenere il vincitore». (Corriere)

nichi vendola sorride

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Pierluigi Bersani guarda il cielo e Massimo D'Alema

Il problema è che D'Alema non ha ragione sulla lettura politica: ha ragionissima. Ma non ha i generali. La sua lettura teorica si scontra con la mancanza di uomini in grado di incarnare questa politica, di renderla popolare, di incanalare il consenso verso questa ragione. Francesco Boccia era più forte elettoralmente nel PD cinque anni fa, quando era meno conosciuto, anche se oggi è più solido. Perchè? Perchè è un professorino: uno che non so quanto dialetto pugliese mastichi, uno che non si è mai fatto vedere alle 5 del mattino al rientro dei pescherecci, nè in un campo di grano a fine maggio. Se lo ha fatto non trasmette calore e capacità di parlare al popolo. Esprime le sue idee senza sangue. Nichi Vendola è un Bassolino pugliese (più fragile politicamente, ma ugualmente forte nel carattere e nella volontà di mantenere la sua posizione, anche perchè si sente - e lo è oggettivamente - l'ultimo baluardo della sinistra bertinottiana di una volta). Massimo D'Alema è uno che sa reagire alle sconfitte, ma ricominciare a tessere la tela della convergenza tra centro e sinistra, in un clima molto difficile nel PD, non sarà cosa semplice e l'esito non è detto che sia felice.

Massimo D'Alema riflessivo e preoccupato



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Le Primarie Pugliesi

Nichi vendola ascolta

Per scegliere il candidato che dovrà correre alle regionali del prossimo marzo si potrà votare dalle 8 del mattino alle 21, nei circa 200 seggi allestiti per l’occasione in tutta la regione. (Corriere)

Francesco Boccia seduto

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Tutte le volte che vedevo notizie sulla Puglia, in questi mesi, ho avuto un senso di disagio. Se fossi stato pugliese non credo che sarei andato a votare per le primarie. Non mi pare che ci siano le basi per un confronto reale e gli scontri nella maggioranza hanno messo in evidenza il lato peggiore dei protagonisti della politica di quella regione. Nichi Vendola non ha fatto bene il governatore, Fitto l'avrebbe fatto molto peggio. Il disegno politico del "laboratorio Puglia" che può portare ad un accordo tra UDC e PD è sensato e opportuno, ma non può essere calato dall'alto, deve avere una base di consenso reale. Boccia è un bravo ragazzo, rispetto a cinque anni fa è cresciuto ed è diventato più solido e capace, ma gettarlo in una campagna elettorale di una settimana è come buttarlo nel tritacarne. Vincerà Vendola e perderemo la Regione. Il tutto poteva avvenire con minore "mancanza di eleganza".



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Nichi Vendola E Michele Emiliano

Il sindaco di Bari Emiliano con il governatore Vendola

«A questo punto le primarie le chiedo io a Vendola, sono io che chiedo a Vendola di andare alle primarie e glielo chiedo serenamente senza acredine», ha detto. Pronta la risposta del governatore. «Credo che se Emiliano e il Pd scelgono la strada delle primarie abbiamo l’occasione di tornare a fare politica normalmente», ha commentato. Ma c’è un ma. «Ovviamente non ci sono subordinate possibili», ha chiarito. Ora resta da chiarire quale sarà il percorso. (La Stampa)

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Visto che si è imboccata la via delle primarie per scegliere qualunque cosa, in una realtà come quella pugliese appare inevitabile questa singolar tenzone. Nichi Vendola si è impuntato, tenendo una posizione orgogliosa, ma impolitica. In tutta questa vicenda non è che il PD esca in forma particolarmente brillante. Ma se c'è una possibilità di vincere in Puglia è solo con una coalizione di cui faccia parte in modo convinto l'Udc. Vendola per questo non è il candidato giusto. A volte il sacrificio personale è un elemento distintivo del grande leader.



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He's Back!

Walter Veltroni guarda con le mani sulla fronte

«Bersani è un segretario rispettato da tutti. Da me, che conosco le diffi­coltà di quel lavoro, lo sarà più che da altri. Spero che rispetti tutte le opi­nioni. Io vinsi le primarie con il 76%, e certo non ho dato al partito una conduzione solitaria: negli organi di­rigenti era rappresentato ogni orien­tamento, e le decisioni sono state pre­se senza dissensi. Bersani è stato elet­to con il 53%; il 47% non ha votato per lui. Sono convinto che la sua in­telligenza lo spinga a capire che il Pd va diretto rispettando le identità, le culture, le differenti posizioni. C’è bi­sogno di un Pd unito». (Corriere)

Walter Veltroni ride stralunato

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Walter Veltroni Reggimento

Quando un uomo della forza, della qualità e della storia di Walter Veltroni decide di tornare a partecipare alla vita del partito che ha fondato è una cosa positiva e importante.

Giornalisticamente (e per la promuovere la propria posizione) Veltroni ha fatto bene a fare questa intervista al Corriere della Sera, ma poteva limitare la dose di veleno che ha distribuito. Semplificazioni e stoccate appaiono gratuite o frutto di un arretrato di amarezza non ancora smaltito. Vedo poca politica e una certa dose di volontà di ripicca. Essere caustici e sarcastici non so quanto possa aiutare in questa fase a rendere di nuovo espansiva la politica del PD.

Ricordo, tanti anni fa, qundo arrivando a Las Vegas c'erano degli enormi manifesti con la faccia dura di Mike Tyson e la scritta enorme He's Back! Fu un ritorno effimero, perchè vinse il primo incontro con un signor nessuno e al secono finì KO. Sono certo che un peso massimo della politica come Veltroni non farà la stessa fine. 

mike tyson boxe



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Tribuna Politica Con Giuseppe Fioroni

Dura un'ora, ci sono tante domande, ma siceramente è una trasmissione per amanti della politica, quindi punto ad avere almeno 5 milioni di contatti... Quando ci arriviamo faccio un post. In studio con Beppe Fioroni, Claudio Sardo, Alessandro Trocina, Elisa Calessi, Pasquale Chessa, Stefano Cappellini, Chiara Geloni. Modera Claudio Caprara.



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