
«Non intendo più candidarmi a nulla. Nel 2010 non farò più il sindaco di Venezia, né il deputato. Basta. Quante volte occorre essere sconfitti in una vita?». Massimo Cacciari si ritira? «Continuerò a dire la mia, ma non accetterò più impegni organizzativi. Ho già dato, serve realismo...» (Corriere)

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Quante volte bisogna perdere? Dipende dalle sconfitte. La definitiva è solo una. Cacciari, Cacciari... Io ho sempre trovato Massimo Cacciari una persona di intelligenza superiore, ma troppo aristocratico per fare politica anche con il cuore e con il fegato. A lui bastava mostrare il cervello per pretendere l'adorazione di tutti.
Ho fatto un rapido sondaggio con alcuni amici sapere a chi accostavano Cacciari se fosse stato un calciatore. I nomi che sono venuti fuori sono: Falcao, Ronaldinho, Giannini, Capello, Beccalossi, Bulgarelli, Antognoni, Zico... Qualcuno mi ha detto: "un numero 10 di provincia tipo Stroppa (che segnò per il Milan in una finale di coppa intecontinentale) o Maiellaro che appena passa a una grande squadra finisce subito in panchina". Ma io preferisco paragonarlo a "Il Dottore": Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, meglio noto come Sócrates. Colto, dotato di una tecnica sopraffina, grandi geometrie, ma lento, spesso involuto e soprattutto più portato all'estetica del gesto atletico che alla sostanza. Grandi mezzi, grandi potenzialità, ma svolgiato, spesso distratto. Uno a cui non è mai piaciuto soffrire e che non si dannava l'anima nè per coprire, nè per rincorrere le palle vaganti. Un giocatore meraviglioso da vedere, quanto difficile da sostenere per la squadra. Giocò anche nella Fiorentina ed era in Italia la formazione perfetta per lui: la compagine che aveva buoni giocatori, spesso giovani, spesso di grande qualità ma che per una ragione o per un'altra non arrivava mai ad un obiettivo prestigioso. La squadra delle eterne promesse mancate.
Massimo Cacciari, che mi sta simpatico anche per il sangue imolese che scorre nelle sue vene, lo associerò per sempre alle elezioni regionali del 2000: era il candidato del centro sinistra nel Veneto, contrapposto ad un agente di Publitalia allora sconosciuto, tal Giancarlo Galan. I sondaggi lo davano in vantaggio di 20 punti, per la sua popolarità, perchè aveva fatto benissimo il sindaco di Venezia, perchè ai sondaggi di solito rispondono solo quelli che leggono i giornali. A lui erano legate molte delle speranze di vittoria di quella tornata elettorale... fu piallato. Ancora adesso per scherzare con i miei colleghi dell'epoca dico: "I dati del Veneto non sono ancora definitivi, possiamo sperare in Cacciari...", ma, come la Fiorentina degli anni 70, Cacciari non si impone mai, troppo bello da vedere per potere fare gol.
