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Lea Seydoux

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Babele
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Léa Dedieu

minigonna

Torna la protesta, in minigonna: incuranti del freddo che attanaglia l’Europa gli studenti francesi si sono passati parola e si presentano a scuola nei licei d’Oltralpe vestiti di poco o nulla. Tutta colpa di un preside incauto che, stufo di vedere dietro i banchi di scuola mutandine griffate che spuntavano dai pantaloni a vita bassa, piercing e abiti troppo succinti, ha deciso di vietarli, scatenando le furie estetico-libertarie di centinaia di teenager. E così uno dopo l’altro si sono accesi i licei di Francia. La rivolta è cominciata al Geoffroy-Saint-Hilaire, nel dipartimento dell’Hessonne, a sud di Parigi, per poi continuare al Condorcet d’Arcachon nella Gironda, la terra di Bordeaux, e in altri istituti del Paese. Leader una ragazza, una diciassettenne, Léa Dedieu, che è riuscita a persuadere i suoi compagni a presentarsi in classe in superminigonna (le ragazze) o in bermuda (i ragazzi), al grido di «Siamo a scuola non in prigione». Performance che per ora è costata tre giorni di sospensione con la motivazione che «gli studenti erano a rischio pedofili nel tragitto verso la scuola». (Corriere)

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minigonna

Le proteste francesi hanno sempre un pizzico di raffinatezza in più rispetto a tutto il resto del mondo.



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