Gli abitanti del piccolo villaggio di Becharaji, nelle aride regioni settentrionali del Gujarat, probabilmente non se lo sarebbero mai aspettato. E forse stentano ancora a crederci. Eppure, ad aggirarsi tra le dense nubi di incenso che avvolgono i templi e gli altari venerati dai loro antenati, oggi c’è un allampanato ex-disoccupato inglese, che recita antiche preghiere in devanagari ed elargisce benedizioni a destra e a manca con aria da santone. Anzi, da divinità. Perché se l’etereo britannico, che fino a qualche mese fa mendicava lavoretti nei quartieri di South London, oggi avesse un bigliettino da visita, potrebbe inciderlo a caratteri cubitali: Steve Cooper, professione dio. E che dio! I fedeli di Becharaji vedono in lui la reincarnazione di Bahuchara, la divinità protettrice di tutte persone che in India rientrano nella categoria di hijra, o rappresentanti del terzo sesso: transessuali, ermafroditi ed eunuchi. Una categoria di persone che anche in una terra difficile e puritana come questa viene rispettata e temuta.
Capita spesso di incontrarli sui mezzi di trasporto pubblici, intenti a spillare rupie ai passeggeri battendo forte le mani e minacciando di sbandierare le proprie grazie davanti a tutti. Come Cooper sia arrivato ad assumere un simile ruolo resta un mistero. Anche se il nuovo Bahuchara bianco ha rivelato al tabloid inglese «The Sun» di essere stato incuriosito inizialmente da alcuni amici indiani di Londra, affascinati dalla sua presunta somiglianza con il nume della loro madrepatria. Certo, non capita tutti i giorni di sentirsi paragonati a un dio vedico degli eunuchi del Gujarat. Cooper avrebbe quindi deciso di studiare l’induismo, per poi intraprendere, all’età di 32 anni, il viaggio alla volta dell’India occidentale. Ma non prima di aver effettuato una rapida ricerca su internet, per trovare un’immagine del dio, che si è fatto tatuare sul braccio sinistro. Secondo il mito, Bahuchara Mata avrebbe reso impotente un uomo che l’aveva molestata, perdonandolo solo dopo che lui ha rinunciato alla sua mascolinità, cominciando a vestirsi da donna. Da allora, la dea si è presa a cuore la causa degli hijra, dei quali è protettrice. Secondo un’altra versione, la dea avrebbe castrato il marito, frustrata dalle sue disattenzioni coniugali, e dal suo vagabondare nei boschi vestito da femmina. Cooper vagabondava per le strade di Londra. Ma ai suoi fedeli questo non sembra importare granché. Arrivato a Becharaji - ha raccontato il dio britannico d’importazione - gli abitanti si sarebbero prostrati al suo cospetto, chiedendogli fertilità e proli numerose. Qualcuna, racconta il tabloid, sarebbe rimasta molto soddisfatta dalle sue prestazioni - spirituali, s’intende. Cooper, che nel frattempo è diventato vegetariano, pare sia uno dei più assidui, severi e indefessi frequentatori delle cerimonie e dei riti del tempio.
Tuttavia ci sarebbe un inconveniente. Il ragazzo, che tra le altre cose si farebbe chiamare «Prema» e si definisce parte integrante della comunità hijra, non è un eunuco. Secondo «India News», la sua popolarità gli ha immediatamente attirato l’invidia e la rabbia degli eunuchi del tempio, tra i quali circolano malignità sulla sua vera sessualità. I più audaci avrebbero persino tentato di svestirlo pubblicamente, pur di mostrare l’inganno. «Prema», da buon inglese diplomatico, ha trovato una soluzione che accontenta tutti, definendosi «sia uomo che donna». A quanto pare, ha avuto successo: il mito del britannico che divenne dio continua a raccogliere consensi.