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Lea Seydoux

la foto del giorno
Babele
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Julian Assange

Julian Assange

Di Wikileaks sappiamo tutto, cioè non sappiamo nulla. Per paradosso, il sito creato da Julian Assange per praticare l’arte della trasparenza perfetta, inchiodando governi e agenzie sulla croce delle loro colpe con pubblicazioni scomode, è un fiume torbido, una notte in cui tutti i segreti sono ugualmente pubblicabili, a eccezione dei propri. Se Wikileaks avesse uno statuto il primo articolo reciterebbe: pubblicare tutto. E tutti gli altri articoli rimanderebbero al primo. Ma proprio per onorare l’idea che ogni apparato sia malaffare in potenza, Wikileaks non ha uno statuto, non ha società registrate né strutture legali dai contorni definiti, soltanto cibernetici comandamenti incisi su server protetti in Svezia, Belgio, Islanda e chissà dove ancora. ?(Il Foglio)

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L’evoluzione della specie. Bel pezzo de Il Foglio, che riprende Il Post, che riprende il Wall Street Journal sul nuovo fenomeno del web e sulla figura di Julian Assange.

 



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Mappa Degli Abusi Sessuali Dei Preti

Mappa Preti Pedofili

Questa mappa ospita solo i casi dimostrati e verificati, e nasce dalla convinzione che le terribili storie di cui si parla non siano singole orribili storie, per quanto numerose, ma che raccontino un pezzo importante e ineludibile del rapporto della Chiesa con la propria missione e con la propria organizzazione. E che vadano viste anche da lontano, per capire e per capire come fare in modo che non sia più così. (Il Post)

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Un ottimo lavoro de Il Post che rappresenta graficamente ciò che di sicuro si è verificato a proposito di abusi su minori da parte di membri della Chiesa Cattolica.



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BP

bp

Cresce in Louisiana la rabbia dell’America nei confronti della BP per i danni provocati dall’ incidente alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. Il ministro dell’Interno Usa, Ken Salazar, ha detto di essere «molto arrabbiato e molto frustrato» con il gruppo petrolifero inglese perchè «di scadenza mancata in scadenza mancata continua a non onorare le promesse fatte». Oggi i tecnici BP hanno ribadito che entro martedì, «mercoledì al massimo», procederanno con un nuovo tentativo di chiudere la falla della piattaforma.  (La Stampa)


uccello nel petrolio


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Piattaforma in fiamme


Sull'incidente piattaforma petrolifera Deepwater Horizon Obama si gioca una parte importante della sua credibilità. Dopo i rapporti non proprio idilliaci con l'Italia, le normali competizioni con la Francia, si può consumare una crisi anche con gli amici inglesi, dove - per altro - non sono certo più i tempi di Tony Blair.


barack obama sorride



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Il Fegato Di Steve Jobs

steve jobs

Già reduce da un tumore maligno al pancreas, Jobs rischiava di morire se non si fosse immediatamente sottoposto ad un trapianto del fegato. Ma l’impresa si rivela difficilissima. Insieme a lui, oltre 3.400 californiani erano in lista d’attesa per un nuovo fegato nel 2009. Di questi, soltanto 671 sono riusciti nel loro intento. E 400 sono morti. Tra gennaio e marzo del 2009, Jobs si imbarca in un disperato tour de force, precluso ai comuni mortali. Con il suo jet privato attraversa in lungo e in largo gli Stati Uniti, sborsando cifre da capogiro a medici ed ospedali per iscriversi al più alto numero possibile di liste di attesa. La pratica, nota in America come multiple-listing, permette ai malati molto ricchi di aumentare le proprie chance di ricevere un trapianto in un paese dove i donatori sono assai meno dei beneficiari e, nell’assegnare un organo, gli ospedali danno la precedenza alle proprie liste d’attesa «statali», prima di consultare il registro nazionale. In ognuno di questi ospedali, Jobs è costretto a ripetere ex novo l’estenuante e costosissima batteria di test, consulti e check-up. Un’opzione proibita all’americano medio visto che le polizze assicurative rimborsano, al massimo, una sola immatricolazione. All’inizio di marzo, finalmente, arriva il miracolo. Uno degli ospedali dove Jobs si è iscritto, il Methodist University Hospital di Memphis, in Tennessee, ha un fegato per lui: appartiene a un ragazzo di vent’anni, deceduto in un incidente stradale. (Corriere)

steve jobs da giovane

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steve jobs e steve wozniak con il blue box

La pazzesca storia del trapianto di fegato di Steve Jobs raccontata da Forbes.

steve jobs



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Waltraud Klasnic

Waltraud Klasnic

La Chiesa cattolica austriaca ha deciso di nominare una donna come «rappresentante indipendente» delle vittime, per indagare sui casi di abusi sessuali commessi da esponenti del clero. Lo ha detto alla tv di Stato l'arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, annunciando che il ruolo sarà affidato a Waltraud Klasnic, ex governatrice regionale. «Vogliamo far uscire le indagini dalla Chiesa e affidarle a un rappresentante indipendente», ha detto il vescovo. La rappresentante - è stato spiegato - assumerà l'incarico quanto prima e provvederà a nominare un'équipe, di cui non potrà far parte nessun ecclesiastico, per il lavoro di indagine. (Corriere)

The body of the late Pope John XXIII lies in a tomb in St. Peter's Basilica at the Vatican October 28, 2008

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marc cassot interpreta papa giovanni paolo II 19 settembre 2007

Dopo le chiacchiere qualcosa di concreto. In quanti non sono ancora convinti che siamo di fronte ad uno tsunami epocale per la Chiesa cattolica? E' qualcosa di paragonabile al crollo del muro di Berlino e all'11 settembre 2001.

Pope Benedict XVI watches as a dove is released as a symbol of peace over Saint Peter's square, during his weekly Angelus prayers at the Vatican January 25, 2009



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Sì A Obama

Risultati del voto sulla riforma sanitaria nel tabellone

Attualmente circa-40-50 milioni di americani non hanno copertura sanitaria con assicurazioni private. La riforma della Sanità consente a circa 32 milioni di cittadini americani che oggi non hanno alcun accesso a cure mediche di sottoscrivere una polizza assicurativa con una compagnia privata. Pagando il premio, non dovranno in caso di malattia pagare di tasca propria prestazioni mediche, ospedaliere o medicinali. La riforma prevede finanziamenti pubblici e incentivi per sottoscrivere una polizza. La riforma non introduce una sanità pubblica come quella dei Paesi europei e non copre tutta la popolazione. (Corriere)

l'applauso di barack obama al voto sulla riforma sanitaria

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fans festeggiano per il voto sulla riforma sanitaria

Sono contento che Barack Obama sia più solido, concreto e determinato di quanto temessi. E' un bel giorno per la politica. E' un bel giorno per noi americani delle colonie.

Usa riforma sanitaria Giannelli



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Colleen Larose

Colleen Renee LaRose nelle sue diverse immagini

È forse la prima jihadista americana, una donna minuta di 46 anni dai capelli biondi e dagli occhi azzurri che reclutava terroristi in Europa e – si sospetta - era stata incaricata da Al Qaeda di assassinare il vignettista svedese Lars Vilks, l’autore delle sacrileghe effigi di Maometto del 2007. Il suo nome di guerra è «Jihad Jane», o anche «Fatima LaRose» quello vero Colleen Renee LaRose. (Corriere e Guardian)

Colleen Renee LaRose

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Colleen Renee LaRose

Bella storia di terrorista islamica della porta accanto, ma anche per l'acume investigativo con cui è stata utilizzata questa "preda": preziosa per i terroristi islamici almeno quanto lo fosse per l'FBI.



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Il Suffisso CN

Barack obama presidente cinese

"Il nostro obiettivo è cambiare il mondo", è uno slogan di Eric Schmid, il chief executive di Google. Lo stesso Schmid che quattro anni fa, all'inaugurazione del motore di ricerca in mandarino, con l'indirizzo locale segnato dal suffisso ". cn", dichiarò: "Siamo qui in Cina per rimanerci sempre". Ora quelle due affermazioni - cambiare il mondo, rimanere in Cina - sono diventate tra loro inconciliabili. Se Google non accetta le regole di Pechino, e la censura delle autorità locali, la sua avventura cinese dovrà chiudersi. Lo scontro epico che si è aperto fra la più grande potenza di Internet e la più grande nazione del pianeta, è destinato a ridefinire nei prossimi anni l'architettura globale del web, i limiti geopolitici della libertà d'informazione, e il nuovo concetto di sovranità nello spazio online. (Rampini su Repubblica)

barack obama macbook pro

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Cinesi al lavoro sui computer

Più che un'inchiesta, Rampini si pone un interrogativo, già dipanato nell'attacco del pezzo. Il tema è enorme ed affasicnante, ma per ora siamo all'enunciazione del problema. Avremo almeno dieci anni per vedere quale sarà la soluzione.

CHINA GOOGLE



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Oltre Ogni Irragionevole Dubbio

La sede di Google a Pechino

In una nota pubblicata sul sito, il ministero degli Esteri afferma che gli «irragionevoli» attacchi degli Usa negano la realtà: «Chiediamo agli Stati Uniti di rispettare i fatti e smettere di utilizzare la cosiddetta libertà su internet per formulare accuse senza fondamento. Internet in Cina è aperta e siamo il Paese più attivo nello sviluppo della rete - viene affermato -. Alla fine dell'anno scorso i netizens cinesi hanno raggiunto la cifra di 384 milioni e ci sono 3,68 milioni di siti e 180 milioni di blog. Pechino gestisce internet in accordo con le sue leggi e con le pratiche internazionali». La nota si conclude esprimendo la speranza che gli Usa rispettino gli impegni presi dai rispettivi leader per lo sviluppo delle relazioni bilaterali. (Corriere)

La Cina è l’unico Paese dove le grosse aziende americane non agiscono secondo uno status di oligopolio: entro i confini della Repubblica Popolare, Google, Microsoft, Yahoo, Cisco, Yahoo non sono le prime della classe, e non riescono a farsene una ragione. (Majunteo)

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La guerra economica tra Cina e Stati Uniti si è spostata sull'uso del web, sulla censura, sulla diversa. E' una partita non solo psicologica tra le due superpotenze del mondo e ci dobbiamo aspettare nel prossimo futuro molti altri round.

Soldati cinesi



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Non Un Bel Nobel

Barack Obama e il Segretario di Stato Hillary Clinton

La scelta di inviare altri 30 mila soldati in Afghanistan ad alcuni appare ora stridente con l'assegnazione del premio. Una voce contro il numero uno della Casa Bianca si è levata da Fidel Castro, l'ex lidèr maximo di Cuba (che per motivi di salute ha passato le redini del Paese al fratello Raul) che ha definito Obama «cinico» per la decisione di accettare il Nobel proprio in concomitanza con l'intensificazione dell'impegno militare americano a Kabul. L’ex numero uno del regime cubano aveva inizialmente accolto con favore il conferimento del Premio al presidente degli Stati Uniti, ma ha poi fatto retromarcia. «Perché Obama ha accettato il premio Nobel quando invece ha deciso di portare le guerrra in Afghanistan fino al limite estremo - si chiede Castro sul suo sito ufficiale -?. Non era obbligato a compiere un gesto così cinico». (Corriere)

Brittany Bajent (L) and Amanda Meyer kiss an  sculpture of the head of U.S. President Barack Obama as it sits on display in the Grant Park area of downtown Chicago, Illinois June 13, 2009

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A man walks past posters of African-American leaders and U.S. President Barack Obama before the Fifth Summit of the Americas near the meeting venue in Port of Spain April 16, 2009

Non sono un'obamiano pentito, anche perchè non ho il pedigree per esserlo. Tra lui e la Clinton tifavo per la seconda e, pur riconoscendo la strepitosa forza innovativa del ragazzo di Honolulu, pensavo che potesse rivelarsi uomo più di immagine che di sostanza, più di velocità di comprensione dei nuovi media che capace di dare ad essi contenuti forti di riforma del sistema americano. Oggi, nonostante i limiti - che sono umani - mantengo un notevole grado di fiducia nei suoi confronti. Non è solo la più moderna icona mondiale. Mi pare più solido di quanto potesse essere prevedibile e soprattutto più determinato e concreto di quanto la sua affasciante retorica potesse far immaginare. Il ragionamento di Fareed Zakaria che ho postato ieri sulla sua strategia di politica estera, la scelta di puntare sulla ripresa partendo dal lavoro delle imprese smettendo di elargire risorse agli istituti di credito, l'ambiziosa e rivoluzionaria riforma sanitaria mi convincono a pensare ad Obama come motore per le idee di una moderna sinistra di governo. Se vogliamo avere una speranza per la sinistra, siamo obbligati a desiderare che Obama non fallisca.

La scelta di accettare il Premio Nobel per la Pace invece mi ha deluso. E' stato lui per primo ad essere sorpreso del conferimento del premio. Certo non è cosa da tutti i giorni ottenere il riconoscimento più prestigioso del mondo. Nessuno potrebbe rinunciare a cuor leggero. Ma se Barack Obama - non certo per le motivazioni adottate da Fidel Castro - avesse detto: grazie, ma aspettate qualche anno, perchè sono qui per meritarmi quel premio e non riceverlo "sulla fiducia", avrebbe fatto meglio e avrebbe evitato che mezzo mondo storcesse il naso.

Ecco la scandalosa Viviane Castro, sfilare senza veli. Quest’anno ha deciso di coprirsi le nudità con l’immagine del presidente degli Stati Uniti Barack Obama



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