
«Non lo dico per essere originale a ogni costo, ma credo invece che il timing dell'operazione sia perfetto – ha spiegato Marchetti pochi giorni fa –. Per troppi anni i marchi della moda e del lusso hanno guardato con scarso interesse a internet, ma nel 2009 c'è stata la svolta. Le paure cominciano a svanire e i brand hanno capito il potenziale del web non solo come canale distributivo, ma di comunicazione e di contatto con i clienti finali, che ormai sono globali, proprio come internet». Mentre i grandi marchi meditavano (o perdevano anni preziosi, a seconda dei punti di vista) Marchetti ha fatto di Yoox.com una sorta di multinazionale tascabile dell'e-commerce: nei primi nove mesi del 2009 i ricavi hanno raggiunto quota 106,7 milioni, in aumento del 48,8% rispetto ai 71,7 milioni dello stesso periodo del 2008. (Il Sole 24 Ore e Il Giornale)
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La quotazione in borse di Yoox è un'ottima notizia e fa sperare che il settore sia in una fase controcorrente rispetto alla vecchia economia. Anche in Italia, nonostante i ritardi e le diffidenze, molte cose si muovono. Non ho mai conosciuto Federico Marchetti, che è quasi un mio conterraneo, ma già da anni faccio acquisti au Yoox e funziona tutto piuttosto bene. Il primo passo a Piazza Affari è molto incoraggiante.
http://www.ilgiornale.it/economia/yoox_negozi_made_italy_fanno_boom_borsa_piu_8/04-12-2009/articolo-id=404042-page=0-comments=1
Yoox, i negozi del made in Italy fanno boom in Borsa: più 8%
di Maddalena Camera
Yoox non ha certo raccolto quanto Google nel primo giorno di esordio in Borsa. Ma per il sito che vende online alcuni tra i marchi più prestigiosi del made in Italy, da Valentino all’Emporio Armani, è stato ugualmente un buon successo facendo registrare un rialzo dell’8,3%. Tanto che l’amministratore delegato di Borsa Italiana, Massimo Capuano, ha parlato di un ritorno della voglia di Ipo a Piazza Affari. «Siamo in contatto con società che si stanno preparando alla quotazione - ha detto -: non posso dire in quali settori, sono abbastanza distribuiti, non ne prevale uno in particolare, ma sono tutte società di piccole e medie dimensioni».
Il 2009, infatti, complice la crisi non è stato un buon anno per i collocamenti. Quello di Yoox è il primo e anche l’ultimo dell’anno. Oltretutto era oltre un anno e mezzo che nessuna matricola sbarcava sul mercato principale e la prima Ipo del segmento Star a distanza di ben due anni. L’ultima debuttante sul Mta è stata infatti Molmed, nel 2008.
Le cose per la società bolognese sono andate comunque bene dato che ha raccolto sul mercato 95 milioni di euro. Una cifra che comunque è impossibile da paragonare con i 2,7 miliardi di dollari raccolti da Google al suo esordio. Ovvio che anche i numeri del bilancio sono diversi. Google al suo esordio nel 2004 faceva già registrare utili per 106 milioni di dollari mentre quelli di Yoox nei primi nove mesi del 2009 sono stati pari a 2,8 milioni di euro. Per il fondatore Federico Marchetti, 40 anni, si tratta comunque di un miracolo. «Sono orgoglioso di questo passo. Dare vita a un’azienda 10 anni fa, portarla avanti con successo e vederla oggi in Borsa è una cosa che mi rende molto orgoglioso. Senza tutte le persone che hanno creduto in Yoox fin dagli inizi, probabilmente non saremmo arrivati a quello che è Yoox oggi. Ossia un’azienda globale, che distribuisce in oltre 57 Paesi del mondo, in forte crescita e con un modello di business unico al servizio del mondo della moda».
Il collocamento ha valutato Yoox 217 milioni di euro e al fondatore Marchetti sono andati 32 milioni di euro. Il titolo è stato accompagnato in Piazza Affari da Goldman Sachs e Mediobanca (joint global coordinator) e dall’advisor Eidos Partners.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2009/2010-per-ricominciare/approfondimenti/Yoox-com-Borsa-pioniere-italiano.shtml?uuid=08e024e6-dff1-11de-bb10-a6c8fe24412b&DocRulesView=Libero&fromSearch
Yoox.com, oggi arriva in Borsa il pioniere italiano
di Giulia Crivelli
Sono dieci anni che Federico Marchetti, fondatore di Yoox.com, si sente guardato con sospetto o, alternativamente, con invidia e, in casi più rari, con ammirazione. In molti nel 1999 pensavano che la sua pazza idea di mettersi a vendere moda su internet partendo dall'ostico mercato italiano, con l'ambizione di diventare un player europeo e poi mondiale, sarebbe naufragata in poco tempo. Marchetti, classe 1969, ha smentito scettici e invidiosi e dato ragione a chi aveva creduto, finanziandolo, nel suo progetto di e-commerce. In primis Elserino Piol, uno dei pochi venture capitalist davvero visionari che l'Italia abbia avuto negli ultimi anni.
Oggi alle 8,30 i titoli Yoox inizieranno a essere scambiati sul segmento Star di Borsa italiana, evento molto atteso, perché la società di Marchetti è l'unica matricola di Piazza Affari dell'intero 2009 e ha registrato una "oversubscription" di oltre 4,3 volte l'offerta globale: il ricavato dell'Ipo, al netto di spese e commissioni per il consorzio, ammonterà a circa 94,9 milioni e la capitalizzazione, sulla base del prezzo d'offerta, dovrebbe arrivare a 216,7 milioni.
Un'altra scelta apparentemente bizzarra, quotarsi nell'anno in cui nessuno ha avuto il coraggio di farlo: «Non lo dico per essere originale a ogni costo, ma credo invece che il timing dell'operazione sia perfetto – ha spiegato Marchetti pochi giorni fa –. Per troppi anni i marchi della moda e del lusso hanno guardato con scarso interesse a internet, ma nel 2009 c'è stata la svolta. Le paure cominciano a svanire e i brand hanno capito il potenziale del web non solo come canale distributivo, ma di comunicazione e di contatto con i clienti finali, che ormai sono globali, proprio come internet». Mentre i grandi marchi meditavano (o perdevano anni preziosi, a seconda dei punti di vista) Marchetti ha fatto di Yoox.com una sorta di multinazionale tascabile dell'e-commerce: nei primi nove mesi del 2009 i ricavi hanno raggiunto quota 106,7 milioni, in aumento del 48,8% rispetto ai 71,7 milioni dello stesso periodo del 2008.
Ma la crescita a due cifre prosegue da anni e riguarda anche la reddittività: la società riesce a sfruttare una struttura di costi leggeri e un modello di business facilmente scalabile, potendo spalmare i costi fissi sui maggiori volumi di vendita. Il margine operativo lordo è salito dagli 1,4 milioni del 2006 (dato che fa riferimento ai vecchi principi contabili) ai 6,8 milioni del 2008, passando per 2,9 milioni del 2007. Nei primi nove mesi del 2009 l'Ebitda è quasi triplicato, da 2,7 milioni a 7,2 milioni. E non è più solo questione di aumentare le vendite di vestiti e accessori (sono ormai centinaia i marchi disponibili su Yoox). Dal 2006 Marchetti aiuta i marchi ad aprire boutique virtuali che si rispettino e gli "online store powered by Yoox" sono già 16, tra cui Emporioarmani.com e Diesel.com.
Da due anni, inoltre, all'indirizzo Yoox.com si possono comprare anche oggetti di design e collezioni create ad hoc per il portale, in edizione limitata. «Per molto tempo siamo stati inseguiti, ora qualcuno comincia a raggiungerci. Noi continueremo a correre più veloci, chi innova è condannato a non riposare mai sugli allori, specie ai tempi di internet».
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