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Un adolescente si trova su un muro su Venice Beach a Los Angeles , California, 21 luglio, 2010

la foto del giorno
Babele
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Cavalli Di Razza

romano prodi scettico in bianco e nero

Romano Prodi durante il suo ultimo viaggio in Cina ha firmato un contratto per diventare commentatore di politica internazionale per la tv di stato Cctv. (TGcom)

«Non esiste nessuna ipotesi di mia candidatura, checchè ne scrivano alcuni giornali». Walter Veltroni mette a tacere le voci di una sua corsa alle Regionali di marzo. (Il Giornale)

Secondo fonti del Pse, il nuovo incarico di cui si sta discutendo nella famiglia socialista potrebbe essere quello di presidente di tutte le fondazioni europee dei 27: ovvero D'Alema, che è già presidente della fondazione Italianieuropei, andrebbe a dirigere la «madre» di tutte le fondazioni simili d'Europa, che rientrano nella famiglia progressista e democratica europea. Un incarico propedeutico alla creazione del «pensiero progressista nuovo» invocato ieri dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani nel suo intervento al congresso. (Il Tempo)

Massimo D'alema fiut fiut

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Walter Veltroni si regge il mento

I cavalli di razza del PD stanno mordendo il freno tra televisioni, fondazioni e libri, invece di prendere il sentiero della pensione e trovano pace e non pongono limiti alla fantasia. Ne hanno ben donde, quello che c'è dietro di loro non è proprio una scuderia di purosangue pronti a correre e a vincere su ogni traguardo. Romano Prodi, Walter Veltroni e Massimo D'Alema sono ancora meglio degli altri, peccato che non siano in grado di stare in un'unica stanza insieme per più di trenta secondi. Sono stato esagerato nel valutare il tempo?


http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo468194.shtml

Prodi fa il commentatore in tv
Il Professore assunto dai cinesi
Romano Prodi durante il suo ultimo viaggio in Cina ha firmato un contratto per diventare commentatore di politica internazionale per la tv di stato Cctv. Il Professore ha una lunga frequentazione con i cinesi, sin dai tempi che lo videro prima premier e poi presidente della Commissione europea. L'occasione della firma una lezione alla Scuola sino-europea di diritto a Pechino.

Tanti gli argomenti trattati e interessanti le risposte date da Prodi alle domande degli studenti. "Che ne pensa di Berlusconi?" chiede uno studente. "Non lo capisco - è la risposta - ma la democrazia è la democrazia e la maggioranza è con lui". E l'Europa? "il Trattato di Lisbona è un passo importante, ma non certo un balzo: restiamo a metà del guado". "quali sono le differenze tra governare l'Italia e l'Europa? "Fare il premier nel mio Paese vuol dire combattere ogni giorno senza agenda, nella Ue l'agenda è tutto".


http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/12/08/1102248-trombato_massimo_punta_ancora_sull_europa.shtml?refresh_ce

Notizie - Politica
E il «trombato» Massimo punta ancora sull'Europa

Pse Dopo la bocciatura come ministro degli Esteri della Ue Spunta l'idea di un nuovo incarico per il lìder Maximo

Dopo la maretta seguita alla mancata nomina di Massimo D'Alema a ministro degli Esteri dell'Ue, affossata dai socialisti, il Pd e il Pse provano a ricucire i rapporti: e spunta fuori l'ipotesi di un nuovo incarico europeo «di rilievo» per il lìder Maximo. Incarico che comunque il Pd non considererebbe un risarcimento. A far sapere che per D'Alema i socialisti e i progressisti Ue hanno in serbo dell'altro, è Martin Schulz, presidente del gruppo S&D al Parlamento europeo (gruppo che riunisce Pse e Pd). Parlando con l'Ansa a margine del congresso socialista a Praga, Schulz ha spiegato che sono in corso trattative per un nuovo incarico «di rilievo» per D'Alema. «Non c'è alcun problema con il Pd e con Massimo D'Alema dopo le nomine europee - ha detto - e stiamo discutendo insieme che tipo di ruolo Massimo potrà avere in futuro nella famiglia democratica e progressista». «Ieri (domenica ndr) con Massimo abbiamo avuto un incontro molto positivo», ha aggiunto il capogruppo, molto criticato anche nel Pd all'indomani delle nomine europee che hanno visto tramontare la candidatura di D'Alema in favore di Catherine Ashton, la baronessa britannica digiuna di politica estera. Secondo fonti del Pse, il nuovo incarico di cui si sta discutendo nella famiglia socialista potrebbe essere quello di presidente di tutte le fondazioni europee dei 27: ovvero D'Alema, che è già presidente della fondazione Italianieuropei, andrebbe a dirigere la «madre» di tutte le fondazioni simili d'Europa, che rientrano nella famiglia progressista e democratica europea. Un incarico propedeutico alla creazione del «pensiero progressista nuovo» invocato ieri dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani nel suo intervento al congresso. Il Pd - a Praga come osservatore perché fuori dal Pse - non vuole saperne di «strappi» con i socialisti o di «risarcimenti» post nomine. «Non è questione di risarcimenti, la vicenda dimostra come purtroppo in Europa prevalga ancora il meccanismo intergovernativo invece di quello comunitario, propriamente europeo», ha detto Bersani. Ma i socialisti non intendono rinunciare alla «grande esperienza» dell'ex leader dei Ds, come l'ha definita Schulz. E d'altronde D'Alema non ha ridotto il respiro europeo del suo impegno: «I progressisti devono battersi per un'Europa più unita, per un profilo più europeo e un programma che sia di più che la somma di istanze nazionali», ha detto al Pse. Ma è presto per parlare di nuovi incarichi. La costruzione di un nuovo pensiero progressista potrebbe riguardarlo, ma il se e il quando «dipenderà da loro» e «mi informeranno a tempo debito», ha concluso.

http://www.ilgiornale.it/interni/veltroni_le_regionali_no_grazie/09-12-2009/articolo-id=405478-page=0-comments=1

Veltroni «Le Regionali? No grazie»

«Non esiste nessuna ipotesi di mia candidatura, checchè ne scrivano alcuni giornali». Walter Veltroni mette a tacere le voci di una sua corsa alle Regionali di marzo. «Il Pd è il partito che ho lungamente sognato e contribuito a far nascere. Ora che la stagione congressuale è finita ho annunciato di voler tornare in pieno a partecipare alla vita del partito, con le mie idee, con la passione di sempre, con l’impegno che le amarezze dei momenti più difficili non hanno scalfito. Ma guardo al futuro. Prodi è caduto per colpa dei piccoli partiti in cerca di visibilità personale».



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