
Romy Schneider fu spiata dalla Stasi fino al giorno della sua morte, il 25 maggio 1982: a rivelarlo è la «Bild» che ha scoperto un voluminoso dossier raccolto dai servizi segreti della Germania est sull'attrice austriaca, accusata di aiutare anche finanziariamente l'opposizione al regime comunista nella Ddr. (Corriere)

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Era una delle mie preferite. La sua classe e il suo sguardo mi hanno fatto amare il cinema. Bisognerebbe andare a Berlino per vedere questa mostra e dedicare le vacanze di Natale a rivedere i suoi film. Io rivedrei 100 volte Ludwig del divino Luchino Visconti.

http://www.corriere.it/esteri/09_dicembre_21/romy_schneider_stasi_spiata_87834c4c-ee47-11de-9127-00144f02aabc.shtml
Il dossier rivelato dalla «bild»
La Stasi spiava Romy Schneider
L'attrice austriaca seguita dai servizi segreti della Germania Est per il suo appoggio all'opposizione

BERLINO - Romy Schneider fu spiata dalla Stasi fino al giorno della sua morte, il 25 maggio 1982: a rivelarlo è la «Bild» che ha scoperto un voluminoso dossier raccolto dai servizi segreti della Germania est sull'attrice austriaca, accusata di aiutare anche finanziariamente l'opposizione al regime comunista nella Ddr. Steffen Meyer, portavoce della «Birthler-Behoerde», l'authority che conserva l'enorme archivio della Stasi, ha spiegato al quotidiano di Amburgo che la «Sissy» del grande schermo fu seguita fin dal suo primo sostegno al Comitato per la protezione della libertà e del socialismo (Schuetzkomitee), l'organismo creato a Berlino Ovest nel 1976 che si batteva per la liberazione dei prigionieri politici nella Ddr.

LA DOCUMENTAZIONE - Il 28 dicembre 1976 il ministero per la Sicurezza dello Stato, responsabile della Stasi, impartì l'ordine «urgente» di spiare le attività di Romy Schneider e sui documenti raccolti venne apposto il 19 gennaio 1978 il timbro «Segreto!». Nel rapporto riguardante «la persona di Romy Schneider, nata a Vienna nel 1938, cittadina austriaca, attrice, abitante a Berlino, Winklerstrasse 22» venivano indicati come obiettivi di indagine la documentazione dei titoli di viaggio suoi e degli accompagnatori, oltre all'ordine di avvertire immediatamente l'unità spionistica da mobilitare. Nel caso in cui l'attrice avesse attraversato il territorio della Ddr per recarsi a Berlino Ovest, tutti i dati che la riguardavano dovevano essere trasmessi alla Sezione XX/5 della Stasi. Una delle accuse principali rivolte all'attrice era stata di aver guadagnato alla causa dell'opposizione al regime della Ddr due grandi personalità del cinema francese come Yves Montand e la moglie Simone Signoret. In un rapporto stilato da un colonnello della Stasi nello stile così ben illustrato dal film «La vita degli altri», è scritto infatti che «Sch. ha appoggiato lo 'Schutzkomitee' con versamenti in denaro ed ha ottenuto l'iscrizione di Yves Montand e di Simone Signoret». In un altro rapporto è scritto che Romy Schneider «ha firmato il 25.9.1981 la 'lettera aperta' al compagno L. Breznev di Havemann (lo scienziato-filosofo dissidente della Ddr, ndr)». L'attività di spionaggio nei confronti dell'attrice ebbe termine il 7 giugno 1982, qualche giorno dopo la sua scomparsa all'età di 43 anni, con questa annotazione manoscritta sul dossier segreto: «deceduta il 25.5.1982».

21 dicembre 2009
http://www.bild.de/BILD/unterhaltung/leute/2009/12/21/romy-schneider/so-geriet-sissi-ins-visier-der-stasi.html

Die Akte Romy?Schneider

So geriet Sissi ins Visier der Stasi

Von H.-W. SAURE
Millionen sahen im ZDF „Sisi“ – die Neuverfilmung des Klassikers von 1955. Damals hatte sich die große Romy Schneider als Kaiserin Elisabeth in die Herzen der Zuschauer gespielt. Doch auch die Stasi interessierte sich für den Weltstar ...

Romy Schneider unterstützte die DDR-Opposition. Auch mit Geld. Deshalb wurde sie überwacht und ausspioniert.

Sie galt als Staatsfeindin der DDR.

Das belegen Stasi-Akten, die die Birthler-Behörde auf Antrag von BILD herausgab.

Sprecher Steffen Mayer: „Romy Schneider geriet aufgrund ihres politischen Engagements ins Visier der Stasi. Der DDR-Geheimdienst legte Karteikarten über sie an und sammelte Informationen.“

Romy Schneider engagiert sich in einem „Schutzkomitee Freiheit und Sozialismus“. Dieses wurde 1976 in West-Berlin gegründet und setzte sich für die Freilassung von politischen Häftlingen der DDR ein.

Als sie einen öffentlichen Aufruf unterschreibt, betrachtet das die Stasi als Kriegserklärung.

Am 28. Dezember 1976 wird vom Ministerium für Staatssicherheit ein „Suchauftrag“ gegen Schneider erlassen. Sondervermerk: „Eilt“. Am 19. Januar 1978 folgt ein „Fahndungsersuchen.“ Rechts oben in der Ecke des Befehls steht: „Geheim!“
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Mit dem Dokument werden gegen die „Person Schneider, Romy – geboren am 23.9.1938 in Wien, österreichische Staatsbürgerin, Schauspielerin, wohnhaft Berlin, Winklerstraße 22“ – folgende Fahndungsmaßnahmen erlassen:

• Dokumentierung der Reiseunterlagen
• Dokumentierung mitreisender Personen.
• Verständigung der auftraggebenden Einheit.

Das heißt: Sobald die Schauspielerin durch die DDR (Transit) fährt, werden alle Daten an die Stasi-Hauptabteilung XX/5 gemeldet.

In einem weiteren Aktenvermerk hält ein Stasi-Oberleutnant fest: „Sch. unterstützte die Aktivitäten des ‚Schutzkomitees‘ durch finanzielle Zuwendungen und gewann Yves Montand und Simone Signoret als Mitglieder.“ Weiter heißt es: „Am 25.9.1981 trat sie als Unterzeichnerin des ‚offenen Briefes‘ von Havemann (Regime-Kritiker, d. Red) an den Genossen L. Breshnew (Staatschef der Sowjetunion, d. Red.) in Erscheinung.“

Die Stasi-Akte endet am 7. Juni 1982, wenige Tage nach dem Tod von Romy Schneider (†43). Handschriftlich ist vermerkt: „29.5.82 verstorben.“






