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Un adolescente si trova su un muro su Venice Beach a Los Angeles , California, 21 luglio, 2010

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L'Onda D'Addario

Patrizia D'Addario

«Assolutamente no, non lo rifarei. Con tutto quello che ho passato e che sto passando ancora... Potete pure controllare nella mia borsa: non ho più nemmeno il registratore che accendevo sempre ad ogni incontro». Per la prima volta Patrizia D’Addario dice che non rifarebbe nulla di quello che ha fatto, dalle serate con il presidente e fili che mi manovrano», dice e torna indietro con la memoria: «Se fosse stato un complotto per incastrarlo, la prima sera sarei rimasta a Palazzo Grazioli invece di tornare in albergo. Non sapevo che Berlusconi avrebbe chiesto di vedermi una seconda volta». Parla anche del giallo dei soldi. Il settimanale della Mondadori scrive che, controllando i suoi conti in banca, i magistrati avrebbero trovato quasi un milione di euro. Da dove vengono? «Non si tratta di un milione di euro — dice lei — ma di una somma di molto inferiore ed il libretto è intestato non solo a me ma anche a mia madre e ad altri miei familiari. Quei soldi sono il risultato della vendita di alcuni immobili oltre che della mia attività. Non ho mai nascosto di fare la escort». (Corriere)

Patrizia D'Addario

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Patrizia D'Addario tubino nero

In effetti diventare una "star" ha effetti di logoramento psicologico non indifferenti: le pressioni, i timori, la paura, la difficoltà a gestire una situazione oggettivamente molto complicata, sostenere ogni accusa... La D'Addario ha pensato di cavalcare l'onda, ma l'onda, implacabile, la sta travolgendo. Tra un po' finiranno le ospitate e fatalmente il ricordo si affievolirà. Uno su mille ce la fa.

 

 

http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_06/addario-replica-panorama-conto-estero_81773930-1340-11df-aca8-00144f02aabe.shtml


LA REPLICA DOPO LE ACCUSE A PANORAMA

La D'Addario pentita:
«Non rifarei più niente»

«Nessun complotto. I soldi sul conto? Io e la mia famiglia ne abbiamo su un libretto bancario»


BARI — «Assolutamente». Assolutamente sì o assolutamente no? Tre secondi di silenzio che sembrano non finire mai. «Assolutamente no, non lo rifarei. Con tutto quello che ho passato e che sto passando ancora... Potete pure controllare nella mia borsa: non ho più nemmeno il registratore che accendevo sempre ad ogni incontro». Per la prima volta Patrizia D’Addario dice che non rifarebbe nulla di quello che ha fatto, dalle serate con il presidente e fili che mi manovrano», dice e torna indietro con la memoria: «Se fosse stato un complotto per incastrarlo, la prima sera sarei rimasta a Palazzo Grazioli invece di tornare in albergo. Non sapevo che Berlusconi avrebbe chiesto di vedermi una seconda volta». Parla anche del giallo dei soldi. Il settimanale della Mondadori scrive che, controllando i suoi conti in banca, i magistrati avrebbero trovato quasi un milione di euro. Da dove vengono? «Non si tratta di un milione di euro — dice lei — ma di una somma di molto inferiore ed il libretto è intestato non solo a me ma anche a mia madre e ad altri miei familiari. Quei soldi sono il risultato della vendita di alcuni immobili oltre che della mia attività. Non ho mai nascosto di fare la escort».

Nessun complotto, dunque? «È stato Gianpaolo Tarantini a scegliermi per andare da Berlusconi. Ed era lui, insieme a Barbara Montereale ed al mio ex fidanzato Giuseppe Barba, a sapere delle registrazioni che avevo fatto dentro palazzo Grazioli. Non si possono dare colpe ad altre persone». Adesso Patrizia D’Addario dice di «non aver paura» perché «anche se dovessi fare la fine di Giovanna D’Arco, voglio lottare fino alla fine». E racconta due episodi del maggio di un anno fa, pochi giorni prima che il caso finisse sui giornali: «In quel periodo ero oggetto di continue minacce telefoniche. Prima ho subito un tentato stupro in casa, poi una sera sono stata avvicinata da due persone che dicevano di essere delle forze dell’ordine. Uno di loro mi ha costretto con la forza ad entrare in macchina e poi mi ha detto che il suo sogno era farmi finire in galera. Purtroppo quella volta il registratore che avevo in borsa si era bloccato».

Due episodi gravi per i quali la donna non ha presentato denuncia. Ma che poi ha raccontato ai magistrati insieme ad un furto in casa e ad un tentativo di speronamento sulla tangenziale di Bari. «E adesso — scandisce — penso di avere il diritto di sapere chi fossero quelle persone». L’espressione tesa, la voce che a volte trema, lei dice che adesso vorrebbe «finalmente riprendere a fare la vita d’artista». In città circolano voci di una trattativa per un film con un famoso attore francese. E nei prossimi giorni sarà a Sanremo, invitata da alcune radio private in pieno Festival.

Lorenzo Salvia
06 febbraio 2010(ultima modifica: 07 febbraio 2010)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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