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Un adolescente si trova su un muro su Venice Beach a Los Angeles , California, 21 luglio, 2010

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Georg Ratzinger

Georg Ratzinger con il fratello Papa

Il vescovo di Ratisbona ha ammesso che sono stati commessi abusi sessuali nell’ambiente del famosissimo coro di ragazzi di Ratisbona all’epoca in cui esso era diretto dal fratello di papa Benedetto XVI. (La Stampa)

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Georg dice di non saperne nulla, ma il colpo per il prestigio pontificio è notevole.

 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201003articoli/52849girata.asp

La rivelazione in una lettera scritta
dal vescovo di Ratisbona ai genitori.
Georg Ratzinger: "Non ne so niente"
BERLINO

Il vescovo di Ratisbona ha ammesso che sono stati commessi abusi sessuali nell’ambiente del famosissimo coro di ragazzi di Ratisbona all’epoca in cui esso era diretto dal fratello di papa Benedetto XVI.

La rivelazione choc del vescovo è contenuta in una lettera scritta ai genitori e pubblicata sul suo sito internet. Il fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger ha detto di non essere a conoscenza di casi di abusi sessuali commessi nell’ambiente del coro di ragazzi di Ratisbona, di cui all’epoca era direttore. Lo ha detto lo stesso Georg Ratzinger alla radio bavarese Bayerischen Rundfunk, secondo quanto scrive l’agenzia stampa tedesca Dpa.

Nella lettera inviata ai genitori dei ragazzi del coro di Ratisbona, il vescovo di Ratisbona dice di «essere venuto a conoscenza di un caso di abusi sessuali negli anni ’50». «Il direttore del convitto dell’epoca, a quanto ci risulta, è stato condannato. Successivamente è morto», si legge ancora nel sito del vescovado. Il portavoce del vescovo Clemens Neck, ha dichiarato alla France Presse di «avere informazioni su presunti abusi commessi tra il 1958 e il 1973», sui quali «vogliamo si conduca un’inchiesta trasparente». Il fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger (86 anni), è stato alla guida dello storico coro di Ratisbona fondato nel 1975, dal 1964 al 1993

http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/09/news/scuse_fratello_ratzinger-2563200/

 Il fratello del Papa sulla vicenda di abusi sugli ex ragazzi del Coro dei Passeri
"Avevo saputo che il rettore del convitto li picchiava sistematicamente"

Ratisbona, padre Ratzinger si scusa
"Anch'io talvolta li ho picchiati"

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI


Ratisbona, padre Ratzinger si scusa "Anch'io talvolta li ho picchiati"

Padre Georg Ratzinger

BERLINO - Padre Georg Ratzinger, il fratello maggiore di Papa Benedetto XVI, si è scusato con gli ex ragazzi del Coro dei Passeri del Duomo di Ratisbona per le percosse e gli abusi subìti in passato. E rivela due fatti per la prima volta: che egli stesso qualche volta ha dato ceffoni ai bimbi del Coro. E che dai suoi piccoli coristi aveva saputo che il rettore dell'Internat, il convitto in cui i ragazzi vivevano, li picchiava sistematicamente, con durezza e spesso persino senza alcun motivo che potesse spingerlo a decidere una punizione.
 
Il fratello del Pontefice ha fornito queste rivelazioni un una lunga intervista uscita stamane sulla Passauer Neue Presse, il quotidiano conservatore e cattolico bavarese, molto vicino alla Chiesa e alla Csu (Unione cristiano-sociale, il partito cattolico-arciconservatore al potere in Baviera). Le sue risposte offrono nuovi, pesanti dettagli sul clima di violenza e paura nelle istituzioni cattoliche, e inaspriscono di fatto il clima, a pochi giorni dall'incontro in Vaticano tra il Papa e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Robert Zollitsch.

"Io ero felice a ogni prova del Coro", racconta padre Georg Ratzinger, "ma devo ammettere che spesso diventavo depressivo, perché non raggiungevamo i risultati che volevo. E all'inizio io ho spesso distribuito schiaffi, anche se poi mi sentivo con una cattiva coscienza per averlo fatto". Egli aggiunge di non aver mai picchiato nessun ragazzo fino a procurargli lividi o lesioni.

Sempre nell'intervista alla Passauer Neue Presse, egli racconta che quando il Coro era in viaggi per concerti fuori sede, "i ragazzi mi hanno raccontato cosa succedeva al convitto". E quindi egli sapeva, come ammette, che il rettore, indicato in nome della privacy solo con l'iniziale M., "dava schiaffi molto violentim e anche che lo faceva per motivi molto futili". Ma il convitto era un'istituzione indipendente, quindi egli, come maestro del Coro, non aveva l'autorità di denunciarlo. E comunque non seppe mai di abusi sessuali, quindi di abusi sessuali non si parlò mai. In ogni caso "io fui molto felice, mi sentii sollevato quando nel 1980 furono vietate le punizioni corporali". "Anch'io, da piccolo, presi dei ceffoni", egli nota.

La situazione per la Chiesa cattolica si fa dunque sempre più difficile nel paese del Papa. Ieri la ministro della Giustizia tedesca, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ribadendo la richiesta di una urgente Tavola rotonda tra governo, istituzioni scolastiche e chiese sul problema di abusi sessuali e violenze, ha accusato il Vaticano di aver a lungo coperto i casi con un muro di silenzio. Un muro, ha sottolineato, che veniva da una direttiva emanata dalla Congregazione della dottrina della fede nel 2001, quando cioè la dirigeva l'allora cardinale Joseph Ratzinger.

© Riproduzione riservata (09 marzo 2010)



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