
«Pur non avendo preso parte attiva alla operazione Phuncard, di cui però ero a piena conoscenza, ho ricevuto come compenso la somma complessiva di circa 200 mila euro che mi vennero consegnati in contanti», ha aggiunto Di Girolamo. Altri soldi, però, sarebbero stati intascati dall'ex parlamentare: «Il mio compenso è variato in ragione dei profitti sempre crescenti dell'operazione e si è determinato alla fine nella cifra di circa 4 milioni di euro. Secondo le decisioni di Mokbel, però, tale compenso doveva rimanere come fondo comune per l'acquisizione di partecipazioni della holding Runa, costituita a Singapore, nella somma di 2 milioni e mezzo di euro, mentre ho ricevuto come quota personale la somma complessiva di un milione e mezzo che mi è pervenuta sulla società Gis (un milione) e sulle società Antiche Officine Campidoglio (500 mila). In realtà dalla Runa, che inizialmente è stata dotata di un fondo di circa 5 milioni, non so che operazione è stata realizzata». (Corriere e Repubblica)

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L'ex senatore Di Girolamo aveva come obiettivo quello di rilanciare il Made In Italy nel mondo e lo ha fatto a suo modo. In questi giorni ha cominciato a vuotare il sacco... Ed è un sacco particolarmente pieno... di soldi.
Il PD aveva un violentatore segretario di una sezione periferica (ed è già una cosa gravissima), questi hanno fatto senatore un pezzo da 90 dell'ndrangheta... Ma non contenti lo hanno difeso fino a dieci giorni fa, vero Presidente Schifani?

http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_11/digirolamo-dirigenti-sapevano_13563b58-2d31-11df-a00c-00144f02aabe.shtml
L'ex senatore del Pdl interrogato dai magistrati romani
Di Girolamo: «Dirigenti Telecom Italia Sparkle e Fastweb sapevano di truffa»
«Presi 4 milioni di euro, di cui 1,7 sono restati a me, gli altri per un fondo comune per acquisto holding Runa»
L'ex senatore del Pdl interrogato dai magistrati romani
Di Girolamo: «Dirigenti Telecom Italia Sparkle e Fastweb sapevano di truffa»
«Presi 4 milioni di euro, di cui 1,7 sono restati a me, gli altri per un fondo comune per acquisto holding Runa»
ROMA - «Vi erano dirigenti di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle ben consapevoli della illiceità delle operazioni che dovevano consentire di accumulare grosse somme di denaro frutto dell'attività illecita attraverso il meccanismo della frode dell'Iva». Lo ha affermato l'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, nell'interrogatorio di martedì scorso ai magistrati romani nell'ambito dell'inchiesta sul presunto riciclaggio di due miliardi di euro, con 365 milioni sottratti al fisco.
RICICLAGGIO - «Pur non avendo preso parte attiva alla operazione Phuncard, di cui però ero a piena conoscenza, ho ricevuto come compenso la somma complessiva di circa 200 mila euro che mi vennero consegnati in contanti», ha aggiunto Di Girolamo. Altri soldi, però, sarebbero stati intascati dall'ex parlamentare: «Il mio compenso è variato in ragione dei profitti sempre crescenti dell'operazione e si è determinato alla fine nella cifra di circa 4 milioni di euro. Secondo le decisioni di Mokbel, però, tale compenso doveva rimanere come fondo comune per l'acquisizione di partecipazioni della holding Runa, costituita a Singapore, nella somma di 2 milioni e mezzo di euro, mentre ho ricevuto come quota personale la somma complessiva di un milione e mezzo che mi è pervenuta sulla società Gis (un milione) e sulle società Antiche Officine Campidoglio (500 mila). In realtà dalla Runa, che inizialmente è stata dotata di un fondo di circa 5 milioni, non so che operazione è stata realizzata». Ha aggiunto Di Girolamo: «Erano previste circa 10/13 quote di 2 milioni e mezzo di euro ciascuna per la costituzione della Runa; di coloro che dovevano partecipare ciascuno con una singola quota ricordo oltre a me, Mokbel, Ricci, Toseroni, Focarelli, Breccolotti, Murri, Fanella, gli inglesi». L'ex senatore ha fatto anche i nomi dei funzionari che a suo dire erano al corrente della questione e cioè Stefano Mazzitelli, già amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle, Massimo Comito, ex responsabile delle regioni europee della stessa Telecom e Antonio Catanzariti che è stato responsabile del Carrier sales Italy.
Redazione online
11 marzo 2010
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/11/news/riciclaggio_di_girolamo_ai_magistrati_i_vertici_della_telecom_sapevano-2595094/
Le ammissioni e le accuse dell'ex senatore Pdl durante i primi interrogatori
"La frode ammontava a 360 milioni. Focarelli era la mente, Mokbel il braccio"
Riciclaggio, Di Girolamo: "Per me 1,7 milioni
I dirigenti Fastweb e Sparkle sapevano"
ROMA - "I vertici sapevano". E' l'accusa che l'ex senatore Nicola Di Girolamo muove durante i primi interrogatori, avvenuti due giorni fa in carcere, davanti ai magistrati romani Giancarlo Capaldo, Francesca Passaniti e Giovanni Bombardieri, nell'ambito dell'inchiesta sul maxiriciclaggio di soldi sporchi della 'ndrangheta in cui sono coinvolti i manager di Fastweb, Telecom Sparkle e il faccendiere Gennaro Mokbel. Ma l'ex parlamentare è un fiume in piena di rivelazioni: ammette anche di aver intascato complessivamente un milione e 700 mila euro, per il suo contributo a queste operazioni illecite; e che la frode al fisco in tutto ammontava a 360 milioni di euro.
I vertici aziendali. Alcuni dirigenti (ora ex) delle società coinvolte nell'inchiesta sapevano che le operazioni di telefonia che hanno consentito di frodare il fisco per 365 milioni di euro, erano irregolari e illecite: per Telecom Italia Sparkle l'ex amministratore delegato, Stefano Mazzitelli, l'ex responsabile dell'Area regioni europee della società, Massimo Comito, e l'ex responsabile del Carrier sales Italy, Antonio Catanzariti. Mentre per Fastweb i dirigenti erano l'ex responsabile Grandi aziende, Bruno Zito, e l'ex dipendente della Divisione residenziale, Giuseppe Crudele. Di Girolamo li definisce "le persone con cui Carlo Focarelli (la mente finanziaria della truffa ai danni del fisco, secondo gli inquirenti) diceva di avere contatti operativi per le operazioni di traffico telefonico ed immagino proprio che fossero a conoscenza dell'illiceità delle operazioni". Nessun riferimento a Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb: in una nota la societa fa notare come i due personaggi coinvolti siano stati entrambi già licenziati.
Gli altri protagonisti. "Ideatore delle operazioni sotto il profilo tecnico e delle relazioni all'interno delle società telefoniche era Carlo Focarelli, il quale però, per la compiuta realizzazione delle stesse, necessitava del Mokbel (e di questo lo stesso Mokbel si vantava spesso dicendo che senza di lui non si sarebbe potuto fare nulla) per la predisposizione degli assetti societari e personali necessari alle frodi ed al reimpiego. Mokbel aveva infatti a disposizione persone, quali ad esempio Fabio Arigoni, Augusto Murri, Fanella e Breccolotti, di assoluta fiducia, mediante cui venivano realizzati gli assetti societari indispensabili alla realizzazione delle frodi ed al reimpiego del denaro ricavato illecitamente". Queste la descrizione che dei due fa l'ex senatore.
I conti a Hong Kong. "Sono a conoscenza - rivela Di Girolamo - che Focarelli fece aprire, accompagnandoli, dei conti correnti ad Hong Kong e in altra nazione che non conosco ad alcuni dirigenti delle società coinvolte, per far confluire sugli stessi parte dei compensi illeciti".
L'ammontare della truffa. Il profitto illecito legato alla frode Iva, messa in atto dall'organizzazione gestita da Gennaro Mokbel, è "sostanzialmente di circa 360 milioni". "Di tale somma - si legge nel verbale dell'interrogatorio a dire del Mokbel, circa 140 milioni erano divisi tra il cosiddetto 'gruppo Mokbel', il cosiddetto 'gruppo Focarelli' ed il cosiddetto 'gruppo degli inglesi'; la restante parte, depurata dei costi di gestione dell'intera operazione (costituzione di società eccetera) e dal profitto apparentemente lecito che doveva essere 'guadagnato' dalle società, che altrimenti non avrebbero avuto ragione di effettuare quelle medesime operazioni commerciali, era il profitto illecito dei dirigenti delle società telefoniche Fastweb e Telecom Sparkle".
Il super-compenso. Si aggirava intorno a 1,7 milioni di euro il guadagno di Di Girolamo per il "lavoro" reso al "gruppo Mokbel". Di Girolamo ricevette circa 200 mila euro per l'operazione 'Phuncard', "pur non avendo preso parte attiva all'operazione - afferma - di cui però ero a piena conoscenza", e altri 4 milioni per l'operazione 'Traffico telefonico'. "In realtà - precisa l'ex senatore - secondo la decisione di Gennaro Mokbel di tale compenso doveva rimanere come fondo comune per l'acquisizione di partecipazioni in una Holding costituita a Singapore, la società contenitrice Runa, la somma di 2,5 milioni. Mentre ho ricevuto come quota personale la somma complessiva di 1,5 milioni che mi è pervenuta sulla società Gis".
(11 marzo 2010) Tutti gli articoli di Cronaca