Lo spirito delle scale (di Pippo Civati)

Nov 26, 14 Lo spirito delle scale (di Pippo Civati)

Giuseppe Civati (detto Pippo)

Parlamentare

La nostra prima volta. Forse nel 2007 quando cominciò a farsi notare da consigliere regionale lombardo. Veniva spesso a Nessuno Tv ed era spesso brillante e convincente… Le sue scelte, dopo l’uscita dal PD, a mio parere, meno. Ma resta una persona interessante.

Lo spirito delle scale

Nella torre degli Asinelli, a Bologna. 2013

La foto. Ogni tanto risalgo i gradini che portano alla cima della Torre degli Asinelli, è sempre emozionante e la vista di Bologna da lassù non ha paragoni.

 

Bologna, 2013 (iPhone)

Bologna, 2013 (iPhone)

Lo spirito delle scale è quello che, secondo una espressione francese che però troviamo anche in altre lingue e in altre tradizioni, ci accompagna spesso nei momenti decisivi della nostra vita. Quando ci siamo già salutati, abbiamo chiuso la porta alle nostre spalle, e iniziamo a scendere le scale, forse proprio per la leggerezza con cui lo facciamo, ci viene in mente qualcosa che avremmo voluto dire, e non abbiamo detto. Quella cosa così importante che avrebbe cambiato il senso di tutto quanto, o forse avrebbe dato a tutto quanto quel senso che sarà impossibile dare alle cose, una volta discese le scale. Così come capita di fronte a una provocazione, a chi non ha la battuta pronta, o a chi ce l’ha, ma in quel momento è troppo colpito per saperla trovare, per avere quel guizzo che consente di rispondere e pareggiare o addirittura ribaltare il risultato. E a quel punto le scale si trovano a rappresentare una spirale in cui scivoliamo e che invece ci piacerebbe poter percorrere a ritroso, facendo risalire alle lancette dell’orologio i gradini che abbiamo percorso, poter riaprire la porta e potergliene dire quattro, o anche soltanto una, a chi ci ha provocato, o commosso o offeso. E invece il riflesso è quello di iniziare a correre, a precipizio, a rottadicollo, da scrivere così, tuttoattaccato, fermandoci giù, in basso, nella penombra, quasi al buio, al fondo delle scale che però purtroppo non è il fondo solo delle scale, ma molto di più: ed è solo allora che ci prende una stanchezza indicibile e una delusione totale, per il non detto e per la fuga che non ci ha portato se non in basso, dove è impossibile risalire. E però hanno inventato i citofoni, e alla fine si può premere un pulsante, e anche se con qualche ritardo (fuori tempo, d’accordo) possiamo tornare sul luogo del delitto e recuperare. Non è la stessa cosa, ma non tutto è perduto: in fondo, appunto, non è che una metafora.

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