A Berlino che giorno è? (di Gianni Carino)

Feb 11, 15 A Berlino che giorno è? (di Gianni Carino)
Gianni Carino
Grafico
La nostra prima volta. A Eataly a Bologna, ci ha presentato Sergio Staino. Pare che sia proprio lui che ha ispirato i tratti di Bobo. Persona squisita, gentile e molto vivace.
A Berlino che giorno è?
Berlino Est, dicembre 1988.
La foto. Era pomeriggio, la mattina andavamo a letto. Da lì a pochi mesi tutto sarebbe cambiato e il mondo stava per diventare, finalmente, più grande e più libero… Almeno tutti noi giovani democratici e di sinistra ne eravamo convinti.
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Berlino, 1988

Questa strada la fa tutti i giorni. Finito il servizio torna in caserma e passa dalla piazza. Anche adesso, ma torna in caserma per cambiarsi e andare a casa della sua ragazza. Ha un permesso di due giorni. Questa sera verranno altre coppie di amici e insieme ascolteranno il disco che il suo amico gli ha procurato. Non è il concerto di settembre, ma raccoglie quasi tutte le canzoni del concerto. Sarà una bella serata.
Anche le voci dei ragazzi che giocano sulla pista sono gioiose e i nonni che sono con loro sembrano più vivaci nel chiacchiericcio che filtra dal fuori fuoco della lontananza. Le sedie aspettano il pubblico e il pubblico aspetta uno spettacolo, forse una gara di schettini. Intanto le sedie sono allineate e nessuno le ruba. Restano dove sono anche di notte. Neanche i clochard ne approfittano. Restano ferme e allineate. Tutti i giorni Helmut porta il nipote a giocare nella pista e prima di sedersi con la signora Ruth allinea le sedie o, almeno, va a controllare se sono allineate.
Dall’altra parte della piazza c’è il palazzo dove suo figlio fa il portinaio, da quindici anni e l’anno prossimo andrà in pensione e queste abitudini dovranno cambiare.
Questa sera Wolfgang, un invitato dalla sua ragazza,  porterà i gewurz gurken che fa sua nonna che con la carne stanno benissimo, sono buoni. Lui prenderà qualche birra: qualcuna in più non fa male e poi mangiare ascoltando il Boss è veramente rilassante e dobbiamo farlo prima delle 22, perché se no i vicini vengono a bussare. Reclamano il silenzio e hanno ragione perché si alzano all’alba. Solo di sabato sera si può superare l’orario: il sabato è la festa e si mangia e si beve. Quante volte lui e suoi commilitoni vanno a raccogliere persone ubriache la notte del sabato! Li raccolgono nel furgone e li portano a smaltire la sbornia. La domenica mattina li mandano a casa con qualche rimprovero che si aggiunge a quelli delle mogli.
Lunedì mattina tutti puntuali al lavoro per un’altra settimana. Forse ci vuole qualcosa di forte per cambiare queste abitudini. Le abitudini sono barriere difficili da superare, come il muro.

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