Parole per Imola: Cambiamento Climatico

Lug 17, 17 Parole per Imola: Cambiamento Climatico

Antonio Zambrini è un riferimento per tutti coloro che si sono occupati di ambiente, natura e valorizzazione delle risorse del territorio. Potrebbe essere presentato in tanti modi, lo faccio ricordando a tutti la sua ultima fatica editoriale, fatta a quattro mani con Roberto Paoletti (diventato ottimo fotografo naturalista per l’occasione). Comprate e consultate: Flora spontanea dell’Appennino Tosco-Romagnolo.

 

CAMBIAMENTO CLIMATICO

Quando rientri dall’estero e, per l’ennesima volta, ti accorgi di rientrare nel paese di Pulcinella, sei tentato di dire che bisogna solo sperare nella buona stella che, fortunatamente, continua a proteggerci malgrado tutto. Non saprei effettivamente come coniugare un tema così complessivo come il global warming con le elezioni comunali di un paesone, ma siccome ho l’inutile vizio di pensare che le cose possano non peggiorare rispondo volentieri (alla proposta di Caprara. nda) anche se, lo ammetto, resta il retro pensiero di fondo che sia troppo tardi. Troppo tardi non soltanto per i grandi temi che coinvolgono miliardi di persone ma perché la sfida numero uno per Imola, quella dei piani degli anni ’80 di mantenere cunei, dei corridoi verdi fin dentro la città, è irrimediabilmente persa. Impermeabilizzazione del suolo, cementificazione, riduzione delle alberature sono, per il mezzo secolo cruciale che attende chi ci sarà, irreversibili.

Cosa potrebbe allora tentare di fare un’amministrazione locale? Io ragiono, spontaneamente e sempre, in termini di risparmio di energia, di materiali e di aumento del verde e quando non faccio ciò sono cosciente di quello che sto scegliendo di fare. Dubito che una percentuale significativa di imolesi lo faccia e forse nessuno lo fa nelle amministrazioni. Quindi l’operare nelle istituzioni con un occhio attento al riscaldamento globale non si può tradurre in un “programma di settore” ma in un attenzione costante ed in una costante pressione per una adeguata legislazione nazionale. Se proprio vogliamo specificare dei punti elencherei i seguenti, con qualcuno non legato al tema, ma che credo utile per il vivere cittadino.

Zero (quasi) espansioni edilizie e commerciali, solo incentivi al riuso dell’esistente. Forme di sostegno ad ogni ad ogni progetto di verde pubblico e privato. Riuso ragionato dell’acqua e controlli sulle dispersioni di acque fognarie.  Agire perché cambino o si facciano delle leggi nazionali che tutelino le amministrazioni nella tutela del verde e dell’ambiente.

Liquidazione dei pozzi senza fondo delle partecipate autodromo e Osservanza che sottraggono risorse a tutto il resto. Cambiare la politica delle case popolari; costerebbe un decimo e non creerebbe aree un po’ ghettizzate l’integrare/sostenere gli affitti in case private, abbondanti ad Imola. Stesso discorso per il trasporto urbano. Iniziare a studiare convenzioni col privato che assicurino il servizio a costi minori. Apertura ad asili e assistenze private con potenziamento dei controlli. Il tema del controllo è che questi sono, di regola, cartacei e orientati, solo a chi è quasi in regola. Il controllare delle amministrazioni tutte è, di fatto, orientata a colpire chi agisce più o meno correttamente e ignorare o premiare, come si fa adesso, chi invece se ne frega completamente delle regole.  Bisogna smettere di angheriare i cittadini con metodiche tipo la nuova raccolta differenziata.

Continuare la realizzazione di piste ciclabili e della regolamentazione delle strade. Possibilità di uscire da Imola da via Selice.  Divieto dell’avvicinarsi in auto alle scuole ad orari di entrata e uscita dei ragazzi. Azione della polizia municipale sulle auto ferme col motore acceso. Una azione di controllo dei gruppi di ciclisti sportivi, costantemente dediti a violare il codice della strada girando affiancati e ignorando le piste ciclabili. Illuminare i monumenti solo in determinate occasioni, non di continuo.

Attivare canali di sostegno, protezione e accoglienza per i perseguitati politici e chiudere l’accettazione di chi inizia male la permanenza in Italia dichiarandosi falsamente omosessuale, profugo, ecc. Con una fertilità di 6,9 figli per donna in Africa Occidentale non si può minimamente incidere sul problema ed è demenziale che una nazione spenda più per falsi rifugiati che per cultura ed ambiente insieme. Premere per leggi nazionali chiare sui minori falsamente abbandonati. Nessun ruolo privilegiato alle associazioni religiose degli stranieri. Revisione dei previlegi in tema di oneri di urbanizzazione alla Chiesa ma solo sostegno eventuale ad azioni specifiche.

Una maggiore attenzione agli inizi di degrado urbano (sicurezza, accattonaggio nei giorni di mercato, posteggiatori abusivi, writers,ecc.). Penalizzazione per i negozi che lasciano aperta la vetrina coi condizionatori accesi. Abolizione delle giornate di divieto di circolazione a meno di situazioni di emergenza.

Concludo con una nota rasserenante. Le previsioni a più di 5-10  anni non hanno mai preso in niente. Le ipotesi del Club di Roma hanno clamorosamente toppato sui tre punti chiave quali la disponibilità del petrolio, la disponibilità alimentare, la speranza di vita. E’ un dato di fatto consolatorio.

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