Una ragazza che guarda (di Gloria Denti)

Lug 29, 17 Una ragazza che guarda (di Gloria Denti)
Fotografa
La nostra prima volta. Era nei corridoi infiniti della sede dell’ENI all’EUR, nella primavera del 2012. La sua passione – e, ne sono convinto, ciò che alla fine farà nel tempo pieno che le concederà il mestiere di mamma – è la fotografia.
Una ragazza che guarda
Marrakesh, in una mattina di maggio del 1990
La foto. Quegli occhi non si dimenticano. Era lì ferma all’uscita di una medrasa: alta, slanciata, illuminata dal sole in mezzo ad una folla. Ho fatto tre scatti per cercare di metterla a fuoco. Il suo sguardo fu una fucilata.

Marrakesh, 1990

Uno sguardo è sempre due cose allo stesso tempo: l’intensità di chi guarda e il sentire di chi è guardato. Questi due elementi vivranno di vita propria eternamente, costruendo due storie diverse intorno a un unico istante .
Ma cosa succede quando quell’attimo è catturato e reso immortale da una fotografia?
Ogni persona che incontrerà quell’immagine e incontrerà quegli occhi sentirà a suo modo un’emozione e costruirà su di essa una storia.
Una mattina a Marrakech, sarà stato settembre, il sole splende e gli odori di spezie invadono l’aria ardente, una fanciulla vestita di rosso esce di fretta quella mattina presa dalle mille cose da fare raccoglie i capelli con un foulard; la città è affollata e rumorosa come al solito, ma lei è distratta, vaga tra un pensiero e l’altro, ma è come se una sensazione d’attesa per qualcosa di inaspettato facesse da sottofondo a quei pensieri. Tutto d’un tratto,  sentendosi osservata, si volta colta da una paura quasi piacevole, perché magari avrebbe trovato risposta alla sua attesa…. Ecco lì di fronte a lei un giovane straniero, non più che trentenne, eccoli lì in piedi, il viso  nascosto dietro una Nikon, le sue dita trafficano girando la ghiera dell’obiettivo, quando ecco il rumore meccanico dello scatto a segnare quell’istante che da quel momento avrebbe vissuto per sempre.
In quegli occhi di giovane donna il ragazzo legge  diffidenza e provocazione, forse un briciolo di irritazione; dall’altra parte della Nikon la ragazza e è in realtà incuriosita e forse un po’ spaventata…
I due esitano un istante, lui sbircia spostando lievemente la macchina fotografica, scopre gli occhi, i due si fissano imprigionati in uno sguardo che l’argento della pellicola ha reso immortale, ma già in quel momento quello sembra un attimo lungo cento anni.
Lui abbassa lievemente lo sguardo, vorrebbe riporre la macchina nella borsa di pelle che porta a tracolla, vorrebbe avere le mani libere quando andrà incontro alla ragazza, ma come per magia posata la macchina la ragazza è svanita: sarà scappata o forse era solo frutto della sua immaginazione. Lo scoprirà solo quando l’alchimia dello sviluppo darà vita a quell’immagine….
La vera magia era avvenuta, però, nel cuore di  quel giovane curioso, aveva scoperto l’amore di giocare con il tempo e lo spazio imprigionandolo,  quell’istante, quell’attrazione che i due giovani avevano vissuto gli sopravviverà in quell’immagine … quella ragazza è  già diventata per lui l’amore per la fotografia e l’attrazione che lui ha provato in quel momento diventerà la passione di una vita.. da quell’istante girerà alla ricerca di emozioni da conservare e regalare…

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