Parole per Imola: Speranza

Set 26, 17 Parole per Imola: Speranza

Romano Linguerri racconta come si genera la speranza e come si alimenta. Nato a Riolo Terme nel 1957, maturità classica, dal 1989 lavora in chirurgia presso l’Ospedale di Imola. Da tempo è anche volontario per l’AVSI in ospedali pubblici e privati in Uganda. E’ fondatore e animatore dell’Associazione Tommaso Moro

 

SPERANZA

Oggi la mancanza di speranza sembra veramente caratterizzare la vita di molti, stiamo ancora subendo le conseguenze di una crisi economica grave, le grandi migrazioni di interi popoli ci trovano impotenti e disorientati, i politici non sembrano in grado di mettere in campo un progetto e di esercitare una guida che ci possa portare fuori dalle secche.

Eppure credo che sperare dovrebbe fondarsi sulla certezza che la vita e il mondo sono positivi: in tutta la realtà c’è un germe buono che può riprendere a fiorire in qualsiasi momento.

Esiste oggi la possibilità di essere confermati in questa certezza? Sì, esiste. Basta guardare con attenzione ciò che ci circonda: vedo in ospedale dove lavoro tanta abnegazione da parte degli operatori verso i malati che va oltre il proprio dovere.

Vedo gente che senza interesse si mobilita per gli altri. Vedo imprenditori rischiare per costruire nuove attività per fare nuovi posti di lavoro. Vedo molti di noi lamentarsi degli immigrati, che sono troppi, che rubano, che sono violenti: ma la realtà è che non abbiamo buttato a mare nessuno, e quando arrivano in paese c’è una specie di corsa a soccorrerli.

Foto tratta dal sito di AVSI relativa ai progetti della ONG in Uganda

Bisogna valorizzare e riscoprire il seme radicato nel profondo del nostro io da cui rinasce continuamente la forza di lottare e costruire.

Non si potrà prescindere dal constatare che questo seme affonda le sue origini nelle nostre radici cristiane, nella grande storia dell’Italia e dell’Europa, secoli nei quali, pur in mezzo a tremende contraddizioni, guerre politiche, economiche, di religione, abbiamo conosciuto e visto il valore della persona, la sua inviolabilità, la sua forza, la sua libertà.

Tutto questo i popoli europei l’hanno imparato dalla storia, l’hanno visto germogliare nella terra greco-giudaica resa ancora più fertile dal cristianesimo, l’hanno guardato in atto nelle vite dei santi credenti e dei santi non credenti.

Continuo a riporre fiducia nel nostro Paese, nell’Europa e nel mondo intero. E’ però evidente che più è grande e fondato il nostro sentimento più siamo chiamati a sacrificare tutto per costruire il futuro: lavoro e sacrificio personale sono il prezzo che ognuno di noi deve pagare per mantenere viva la speranza.

 

 

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