Parole per Imola: Partecipazione

Gen 08, 18 Parole per Imola: Partecipazione

Valter Baruzzi è laureato in Pedagogia presso l’Università degli Studi di Bologna, con diploma di specializzazione in Psicologia di comunità. Io lo conosco da tanti anni. Nel 1982 si dimise da consigliere comunale per protesta contro la delibera delle “Lottizzazioni collinari”. Gli subentrò il primo dei non eletti della lista del PCI, che ero io… In seguito lui ha continuato a fare politica in una grande associazione culturale, l’ARCI, quando era un’organizzazione assai più influente di quanto è oggi. Ma la sua competenza si è definita a livello nazionale nell’Arciragazzi e in seguito nell’Associazione Camina, di cui è stato direttore scientifico fino al 2014. Per una decina d’anni ha insegnato Educazione alla cittadinanza presso l’Università di Bologna. Dal 2014 è membro dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia e l’adolescenza. Nell’ambito del suo lavoro è stato promotore e protagonista di notevoli progetti di strategia partecipativa a livello regionale e nazionale e, io credo, il suo contributo può essere assai rilevante sul piano programmatico per l’Imola del futuro. Mi auguro che anche questo blog possa essere uno spazio di approfondimento e di proposta su questi temi.

 

PARTECIPAZIONE

Da tempo abbiamo superato la fase in cui la partecipazione era rivestita di significati ideologici e considerata intrinsecamente “buona”, quasi un fine cui tendere. La partecipazione, infatti, oggi è considerata più che altro un metodo, che si avvale di tecniche e strumenti in grado di facilitare il dialogo fra cittadini e amministrazione pubblica.

Anche nel nostro Paese c’è chi parla di partecipazione facendo riferimento ad una ampia tipologia di esperienze volte a coinvolgere i cittadini nell’analisi e nella soluzione di problematiche inerenti la collettività e, talvolta, anche nella scelta degli orientamenti politici e amministrativi di una città. E tuttavia si possono incontrare amministratori pubblici che si chiedono: “Perché debbo organizzare esperienze di partecipazione per dare la parola ai cittadini? Ci penso io a decidere, non sono stato eletto per governare?”

Occorre anche tener conto del fatto che il termine partecipazione può essere usato con finalità e caratteristiche molto diverse, a volte antinomiche: lo si usa, ad esempio, come sinonimo di concertazione o riferendolo a situazioni in cui si intende far discutere i cittadini su decisioni già prese, come se si potessero modificare.

Pescando nel vario panorama di esperienze possibili, elenchiamo di seguito tre tipologie di partecipazione che ci aiutano a comprendere meglio di che cosa parliamo:

1. Partecipazione “insorgente”, creativa, autonomamente promossa da cittadini e associazioni su temi specifici, per interagire con le amministrazioni pubbliche, con l’intento di contrastare l’avvio o la prosecuzione di interventi ritenuti dannosi per le comunità o di sollecitare l’avvio di azioni ritenute indispensabili. Quando si verifica sentiamo parlare di “comitati”.

2. Partecipazione (formale) promossa da enti pubblici nel quadro delle procedure previste da leggi e regolamenti: ad esempio nell’ambito dei processi di “Valutazione d’impatto ambientale” o nell’ambito di Programmi complessi di riqualificazione urbana. Si realizza un allargamento della platea dei soggetti istituzionali e non, coinvolti nelle decisioni in varie forme di collaborazione e concertazione.

3. Partecipazione (informale) promossa da enti pubblici, intesa come dialogo diretto con associazioni e cittadini, per meglio costruire gli interventi pubblici con il contributo della popolazione.

In questa scheda ci occuperemo brevemente della partecipazione del “terzo tipo”, cominciando col considerare che ci sono almeno due motivi che oggi inducono a ritenere la partecipazione un approccio politicamente utile, anzi indispensabile, a chi sceglie di assumere una responsabilità politico-amministrativa locale con l’intenzione di porsi al servizio della sua città e del bene comune:

La presenza di situazioni complesse che, per evitare conflitti paralizzanti, richiedono capacità di dialogo e di analisi approfondita dei problemi emergenti, per elaborare ipotesi di soluzione, che tengano conto anche del punto di vista degli abitanti, oltre a quello degli attori che tradizionalmente sono coinvolti nei tavoli di concertazione;

La necessità di condividere la responsabilità di amministrare una città con la più ampia platea di cittadini/e per riavvicinarli alla dimensione politica e amministrativa del loro territorio, nella prospettiva del bene comune.

La prima istanza risponde all’esigenza di produrre risultati in tempi ragionevoli, adeguati alle situazioni.

La seconda all’esigenza di attivare sedi e contesti laboratoriali in cui giovani e adulti/e possano mettere in gioco, sviluppare e rafforzare la cultura e le competenze della cittadinanza democratica, attraverso il dialogo faccia a faccia e il confronto di interessi e punti di vista legittimi seppur divergenti, potendo contare su informazioni, dati e argomenti qualificati.

Per tentare di chiarire i termini della questione proponiamo la tabella seguente (ispirata al lavoro della sociologa americana Sherry Arnstein) frutto di un lavoro coordinato dall’associazione Camina, al quale hanno partecipato anche amministratori e tecnici di amministrazioni pubbliche.

Non sono inserite azioni manipolative, ma ogni livello descrive azioni potenzialmente coerenti, sebbene solo il livello V e VI descrivono contesti di effettiva partecipazione dei cittadini.

 

 

Livello 0

Accesso alle informazioni

Rendere le informazioni accessibili: prevede che i cittadini “cerchino” l’informazione e la possano trovare con semplicità.

L’amministrazione comunica attraverso diversi strumenti i contenuti e i risultati del suo lavoro: ad esempio trasmettendo (video on-line, streaming, …) le sedute del Consiglio comunale.

Livello I

Informazione

Parlare ai cittadini: gli amministratori e i tecnici presentano ai cittadini orientamenti e progetti che hanno elaborato e li informano del lavoro svolto.

Livello II

Consultazione

Dare la parola ai cittadini: gli amministratori e i tecnici pongono quesiti, con l’intenzione di ascoltare e recepire le istanze dei cittadini.

Livello III

Concertazione

Dialogare con i rappresentanti di associazioni e gruppi che tutelano particolari interessi economici e sociali e sono considerati attori, soggetti dei processi politico-amministrativi; si confrontano diversi punti di vista, alcuni dei quali contribuiscono a orientare i progetti e le iniziative, mentre altri vengono abbandonati, in favore di proposte frutto del dialogo.

Incontro di interessi e quindi scambio di tipo negoziale.

Livello IV

Progettazione partecipata

Dialogare nell’ambito di workshop e laboratori con i cittadini, che intervengono direttamente, in quanto abitanti esperti del territorio in cui vivono; sono considerati attori, soggetti dei processi politico-amministrativi, nel cui ambito si confrontano diversi punti di vista, alcuni dei quali contribuiscono a orientare i progetti e le iniziative, mentre altri vengono abbandonati, in favore di proposte frutto del dialogo.

Si tratta di un processo di apprendimento reciproco dove anche i bisogni delle minoranze possono essere argomentati e accolti, del tutto o in parte, in un clima di dialogo cooperativo e di gestione pacifica dei conflitti.

I diversi punti di vista e interessi vengono argomentati e nell’incontro si comprendono le posizioni degli altri. Serve informazione, per una crescita della conoscenza che consenta un “ampliamento dell’immaginario “, necessario per superare stereotipi.

L’amministrazione contribuisce a creare le condizioni per cui i cittadini possano dialogare fra di loro e con l’amministrazione stessa.

Livello V

Iniziativa dei cittadini

Dialogare e accogliere: i cittadini assumono l’iniziativa, dialogano fra di loro e fanno proposte all’amministrazione comunale, che si impegna ad accoglierle se coerenti con le linee politico-amministrative e collabora con i cittadini nel realizzarle.

L’amministrazione si a attrezza per dialogare ed interagire con i cittadini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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