Chiamami Peroni (di Simone Collini)

Chiamami Peroni (di Simone Collini)

La guarda sciogliersi la coda con movimenti lenti, la testa inclinata mentre una mano scuote la massa di ricci e l’altra infila distrattamente l’elastico sul collo della bottiglia poggiata sul muretto.

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Fattorino (di Citto Maselli)

Fattorino (di Citto Maselli)

Intanto mi colpisce la perfezione della composizione. Come in certi quadri di Andrea del Sarto dove la composizione piramidale viene inventata e portata alla sua massima perfezione ed espressività, qui le tre presenze umane che segnano tre angoli.

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Ora di punta (di Tommaso Labate)

Ora di punta (di Tommaso Labate)

L’occhiale da sole scuro, accompagnato da uno sguardo fiero, sicuro, a volte aspro, senz’altro duro, le dona un tocco di Keith Richards, l’uomo dei Rolling Stones…

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Solitario sul sentiero (di Nicola Zingaretti)

Solitario sul sentiero (di Nicola Zingaretti)

Sarà per il soggetto – l’errare solitario di un uomo attraverso il deserto – e forse sarà anche perché la terra in primo piano somiglia così tanto alla superficie della luna, ma la cosa che mi è venuta in mente, è una delle poesie più struggenti di Giacomo Leopardi.

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Eyes wide shut (di Andrea Pezzi)

Eyes wide shut (di Andrea Pezzi)

Dopo un primo impatto pieno di fascinazione ho cominciato a dare ragione a quelli che definiscono il sistema inglese come una “beer democracy”: una società tenuta in piedi dalla birra delle 5pm e nella quale gli essere umani sono tutti sottomessi al sistema.

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Palazzo Chigi (di Pasquale Cascella)

Palazzo Chigi (di Pasquale Cascella)

Lì, a Palazzo Chigi, la politica deve misurarsi con il potere ma guai a farsi potere di Palazzo, con la maiuscola di pasoliniana memoria. Ma nessuno – non Nenni, nè altri – ha mai trovato la fatidica “stanza dei bottoni” dove andare ad attivare i meccanismi riformatori.

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