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Un adolescente si trova su un muro su Venice Beach a Los Angeles , California, 21 luglio, 2010

la foto del giorno
Babele
Babele

Italia
Gianluca Zambrotta dopo gol ukraina.jpg

La forza dell'Italia la vedremo davvero nelle prossime due partite. Sono convinto che faremo una grande prova con la Germania.
Abbiamo fatto una buona figura, a prescindare da come andranno le cose in semifinale.
L'Ukraina era più debole dell'Australia, ma la vittoria è netta e senza discussioni. Sono contento per Zambrotta. Toni non ha fatto una grande partita, ma chi la butta dentro ha sempre ragione...
Le prime due semifinaliste le ho azzeccate.

Gol di Toni a Ukraina.jpg



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Germania
In semifinale 2006.jpg

Una bella partita, molto tattica all'inizio poi il gol di Ayala l'ha fatta lievitare. Meritavano gli argentini, ma questi sono i Mondiali. Fantastici. Ritengo che la Gemania sia alla portata dell'Italia, mentre credo che con l'Argentina non avevamo scampo (ancor più che con il Brasile). Sperando che i nostri ragazzi non facciano scherzi.



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Mezza Grande Boucle
Ivan Basso Tour 2005 (01).jpg

Doveva essere il Tour di Ivan Basso. Ma la gara ciclistica a tappe più importante del mondo, per il corridore varesino, è finita prima di cominciare. Per lui come per gli altri ciclisti esclusi dall'organizzazione della Grande Boucle in seguito all'inchiesta sul doping in corso in Spagna. (www.corriere.it)

* * *

Quando succedono queste cose è sempre difficile avere un'opinione. Le prove, nella giustizia sportiva, riguardano una sfera evanescente, soprattutto quando i tempi di decisione sono ristretti. Basso è un grande, per questo dovrebbe essere più controllato, ma anche più tutelato. Se sia dopato oltre il lecito non lo so. Ma se non si trovano criteri più oggettivi di valutazione non credo che il ciclismo possa sopravvirvere e farà la fine del pugilato (che ha lasciato il posto al wrestling).



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Фотография
Giovanissimo tifoso russo.jpg

Фотография

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... Gallina beccami se so cosa vuol dire! E' che voglio fare concorrenza a Lucio sul mercato cirillico.



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Huang Jiangxiang
Parata cinese.jpg

Ricordate quella brutta frase che Silvio Berlusconi ricavò da un libro sui bambini cinesi «bolliti»? A Pechino, dove la memoria non difetta, l'hanno ripescata alla grande per rifilare una lezione politica al popolare commentatore sportivo che durante la diretta Italia-Australia sul canale satellitare di Stato (Cctv 5) aveva urlato frasi da curva e provocato un mezzo incidente diplomatico con gli amici di Canberra. «Rigore, rigore, rigore... Grosso ce l'ha fatta, ce l'ha fatta... Facchetti, Cabrini, Maldini, le loro anime si sono infuse in lui... Gooooooool... è finita... lunga vita all'Italia... Hiddink ha raccolto ciò che ha seminato... devono andarsene a casa, anzi non devono nemmeno tornare in Australia, molti giocano in Europa... Addio». Apriti cielo, diluvio di proteste via Internet. Scandalo. Ieri il China Daily, voce quotidiana del governo, non si è tirato indietro. E ha piazzato un articolo in prima pagina e un commento al vetriolo in quarta. Caro Huang Jiangxiang (il commentatore tv), vuoi davvero tifare Italia? Affari tuoi ma non darlo a vedere davanti a una platea di alcune decine di milioni di telespettatori, tanti quanti ne aveva alle 11 di sera (cinese) il match mondiale. E, soprattutto, sappi che il tuo isterismo fa il paio con quello dell'ex premier italiano quando disse che «i cinesi avevano bollito i bambini per fertilizzare i campi». In pratica: tifi Italia? Ricordati per chi tifi. Ricordati quelle parole di Silvio Berlusconi. Dunque un consiglio: «Smettila di parlare con i piedi». Huang, il giornalista, alla fine ha salvato il posto per il rotto della cuffia. Autocritica a metà e scuse pubbliche. Giustificazione: «Sono un essere umano, non una macchina, non un computer». L'onore è salvo. Berlusconi o non Berlusconi lui continua a impazzire per gli azzurri. Forse alla prossima diretta, Italia- Ucraina, il commentatore sarà un altro. (Fabio Cavalera sul Corriere della Sera)


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Ottanta Nostalgia
berlinguer8.JPG

Stefano Marroni sostiene che gli anni Ottanta, almeno in Italia, sono durati poco: dalla morte di Berlinguer a Tangentopoli.
Montanelli li ha chiamati gli "Anni di Fango", che vennero dopo i '70, che erano "di Piombo" e gli erano costati le gambe. In America sono cominciati prima, con l'elezione di Ronald Reagan, simbolo dell'apologia dell'individualismo. In Russia si sono sovrapposti alla stagione di Gorbaciov.
Uno speciale del TG2, Ottanta Nostalgia (curato, per l'appunto, da Stefano), che è andato in onda qualche domenica fa - una delle migliori cose che ho visto in tv quest'anno - ne mostra le immagini ed è stato come sfogliare il mio album di famiglia. Anche se - come è ovvio - tutto è raccontato con una sintesi a volte un po' fumettistica, ho trovato tante cose che mi sono piaciute.
Mi ha fatto impressione ascoltare l'annuncio del medico dell'ospedale di Padova che l'11 giugno 1984, dice: "L'On. Enrico Berlinguer è mancato di vivere alle ore 12 e 45". I pugni chiusi e i segni della croce di Piazza San Giovanni. La presenza di Giorgio Almirante. Immagini che sono scolpite nel mio cuore e nella mia memoria, come se tutto fosse successo ieri.
Dallas, Dinasty, la rivolta dei Puffi, la morte di Alfredino Rampi (che aveva l'età di Alessandro oggi), l'arrivo delle reti commerciali, Drive In, Dj Television, Cacao Meravigliao... La televisione subisce una mutazione radicale (si avvia a diventare quella che è oggi).
Mi ha fatto ricordare che Giovanni Spadolini salutò gli Azzurri prima di partire per la Spagna, dicendo loro: "La storia è fatta di episodi, una vostra vittoria al Mondiale sarebbe ricordata più del mio Governo..."
Era il tempo del sogno di Napoli incarnato in Diego Armando Maradona, e lì si fermava.
Poi l'epopea di Bettino Craxi. L'uomo che nel bene e nel male ha saputo cogliere lo spirito di quell'epoca. Nei giorni della nascita del suo Governo, Vasco Rossi cantava "Vita spericolata". L'alleanza della sinistra con i ceti nuovi che emergevano nella rivoluzione produttiva di quegli anni fu la grande intuizione del PSI. Sono gli anni "dell'individualismo metodologico" teorizzato da Claudio Martelli e sintetizzato nella fase più alta della parabola craxiana, con la pirotecnica Conferenza di Rimini (quella dei bisogni e dei meriti e dell'incontro con D'Alema e Veltroni nel camper). "Se negli anni '70 chi non faceva politica era un disadattato, negli anni '80 chi la faceva era strano".
Nani e Ballerine emergono in quel periodo, se paragonati a quelli di oggi, erano "di altissimo livello" (come dice Pierangelo Buttafuoco).
"... Il peggio sembra essere passato, la notte è un dirigibile che ci porta via..." è il "Sabato Italiano" di Sergio Caputo che musicalmente mette la pietra tombale sugli anni '70.
"Erano anni idioti" dice Maria Laura Rodotà, io avrei detto erano anche anni idioti. Mani Pulite li chiude gettando via tutta l'acqua sporca, ma in mezzo c'era anche il bambino...



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Britney Spears su Harper's Bazaar
Britney su Harper s Bazaar.jpg

Britney Spears posa nuda e incinta di sette mesi per il numero di agosto della rivista Harper's Bazaar. La cantante sfodera anche un nuovo look: abbandonato il frivolo capello biondo la star 24enne esibisce una chioma mora che la fa sembrare più adulta. (testo da www.repubblica, foto da www.corriere.it)

Britney su Harper s Bazaar 1.jpg

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La metto perchè è la più clikata del web e non ne capisco il motivo, ma riflettere sulla "fan culture" è una cosa che mi eccita e Britney Spears è un sibolo degli anni '90. Trovo la sua parabola degna di attenzione.



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permalink | inviato da il 29/6/2006 alle 23:30 | Versione per la stampa

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Zdenek Zeman
Zeman2.jpg

Zeman, lei che ha sempre denunciato tutto prima, pensava davvero fosse tutto così organizzato? «Otto mesi di intercettazioni sono solo un piccolo squarcio di quanto è successo negli ultimi 10 anni. Perchè è accaduto molto di più di quanto oggi leggiamo...». (Il Romanista)

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Zdenek Zeman è una persona intelligente e a me piace, mi è simpatico e trovo sempre interessanti le sue interviste e i suoi ragionamenti. Non è detto che si debba essere d'accordo con lui. Certe volte lo sono. E' un'estremista e qualunque estremismo mi dà fastidio. Credo che la sua coerenza sia ammirevole, ma è un eclettico, si è ritagliato un ruolo quasi folkloristico, un po' come Agroppi, Mosca, Mughini... Sono persone che apprezzo, che sto ad ascoltare, ma che hanno una maglietta tatuata nella pelle.



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Luciano Moggi (3)
Luciano Moggi001.jpg

Luciano Moggi ribadisce quanto dichiarato martedì in tv: "C'è bisogno di un capro espiatorio, ma io non lo so fare...". L'ex direttore generale della Juventus, intervistato anche dalla Cnn dopo "Ballarò" in merito allo scandalo del calcio italiano, che lo vede nell'occhio del ciclone, assicura: "I giudici faranno il loro lavoro, ma le lobby resteranno, le cupole non esistono, parlarne sarebbe semplicistico e banale. Ognuno segue i propri interessi, siamo tutti amici ma anche uno per uno, è normale. Io gli interessi della Juventus li ho curati sempre facendo le cose legalmente". Sulle intercettazioni che lo riguardano, Moggi nega: "Io non ho mai telefonato ad arbitri, altri hanno telefonato. Non ho mai cercato di influenzare i risultati delle partite, ma solo di non avere svantaggi. Da parte di un dirigente di club, è un obbligo". (Sportal)

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Ho recuperato oggi l'intervista di Floris a Moggi. Credo che si tratti di una pagina di televisione da incorniciare. Floris è stato molto bravo e l'esibizione di Moggi meriterebbe volumi di studio e di approfondimento. Me la caverò in poche righe.
Lo si è capito in questi 60 giorni: a mio parere la storia del "sistema Moggi" è fondamentalmente una panzana. Le intercettazioni riguardano persone che chiacchierano, che cazzeggiano, che si riferiscono a trances de vie, ad un menage, alla normalità. Il sistema non nasce con Moggi, esisteva già e non ci sono anime belle, innocenti, perchè tutti hanno avuto la propria parte in commedia. Quello che emerge dalle intercettazioni non ha a che fare con la concretezza della prova, è un'Italia (com'era un'Italia quella delle intercettazioni di Ricucci, in realtà assai simile a quella di Moggi, di Vittorio Emanuele...), forse è l'Italia. E' la "società civile", che - come vediamo - non è molto migliore della politica...
Ciò che emerge dalle intercettazioni di cinque - sei personaggi sono forse elementi che possono aiutare a trovare prove, ma per il momento non ci sono, almeno dal punto di vista giudiziario. Ma chi dice che gli stessi elementi non si potrebbero trovare nelle telefonate di Moratti o di Rossella Sensi? Certo, ci sono gli estremi per la giustizia sportiva per definire delle penalizzazioni, delle retrocessioni, ma da qui a dire che c'è un'associazione a delinquere che agiva ne passa... Andava bene? No di certo, ma il problema, come spesso capita, sono le regole. Il tema dei diritti televisivi è il ganglo fondamentale. Ci sarà modo di entrare più nel merito.
Veniamo a Luciano Moggi. Lui si è presentato nudo di fronte alle telecamere. Lui dice che lo ha fatto per difendere la sua famiglia e secondo me lo ha fatto con una dignità e una passione che meritano tanto rispetto.
Nel merito ritengo che la sua performace televisiva abbia - se possibile - aggravato la sua posizione, perchè ha rivelato il suo livello. Moggi non ha una linea difensiva, non si sa difendere, ritiene di avere fatto il proprio dovere e basta. Lo dice candidamente, come si può esprimere un ferroviere vicino alla pensione, senza analisi, senza riuscire a comprendere il limite tra lecito e illecito, tra sportivo e antisportivo, tra onestà e corruzione. "Ad un certo punto mi ha fatto piacere essere considerato un uomo potente - dice Moggi - ma pensavo che il potere fosse frutto del mio lavoro, mi sono accorto dopo che mi consideravano per qualcos'altro".
Moggi sostanzialmente è un vinto da qualcosa che è andato oltre la sua stessa percezione, la sua possibilità di comprensione. Chi lo ha visto ha capito quanto tutto il polverone di "Calciopoli" sia sproporzionato rispetto al livello di elaborazione del personaggio. Devo dire che il sentimento che mi ha risvegliato è la tenerezza, non la smania giustizialista. Ho visto un uomo davvero provato psicologicamente e colpito nei suoi affetti. Però ho visto un uomo che lotta, con dignità, con una sua coerenza.



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Camere Aperte
Oggi al senato 2762006.jpg

Giornata di caos in Parlamento. Proteste, malori, occupazioni, regolamenti che volano, accuse. Solo alla fine, in serata, arriva l'accordo. (www.corriere.it)

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Sono i giorni dell'esordio di una nuova striscia quotidiana su Nessuno TV e oggi c'è stato molto da fare per tenere aggiornata "Camere Aperte", la sintesi di un quarto d'ora di quanto accade alla Camera e al Senato. La curatrice è Barbara Gimigliano. Tutti i giorni alle 19.30 su Nessuno Tv all'890 di Sky.



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