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Un adolescente si trova su un muro su Venice Beach a Los Angeles , California, 21 luglio, 2010

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Babele
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Julia Roberts
Julia Roberts

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JAttrice notissima per i mille ruoli interpretati nella dorata vallata hollywoodiana, Julia Fiona Roberts, figlia terzogenita di un venditore di elettrodomestici e di una segretaria, è nata nel 1967 a Smyrna (Georgia); da bambina coltivava il sogno di diventare veterinaria, ma una serie di brutti anni l'aspettavano, infrangendo quel sogno per crearne altri e lacerando provvisoriamente la sua serenità: ha solo quattro anni quando i genitori si separano e nove quando suo padre viene a mancare.

Ben presto deve cominciare ad arrangiarsi da sola. Studia, è diligente, frequenta il liceo con profitto e intanto nel tempo libero svolge lavori come cameriera o, al meglio, come commessa. Finita la scuola lascia la sua città d'origine per trasferirsi a New York dalla sorella Lisa. Qui tenta di avere successo come attrice: per pagarsi gli studi di dizione e recitazione sfila nell'agenzia di moda "Click".

Il suo primo ruolo è nel film "Blood red", di Eric Masterson, accanto al fratello Eric Roberts. La pellicola è realizzata nel 1986 ma esce solo tre anni dopo. Nel 1988 è la co-protagonista nel film "Mystic pizza" di Donald Petriein, pellicola in cui interpreta una cameriera portoricana di una piccola cittadina di provincia che si innamora di un giovane rampollo della città. Accanto a lei recitano Lili Taylor e Annabeth Gish.

Il 1989 è l'anno della sua prima candidatura agli Oscar come miglior attrice non protagonista. Nel film di Herbert Ross "Fiori d'acciaio", Julia interpreta una giovane sposa affetta da diabete che muore dopo aver partorito. Con lei recitano alcune star hollywoodiane come Sally Field, Shirley MacLaine e Dolly Parton.

All'inizio del 1990 si fidanza con il suo collega Kiefer Sutherland.
Il trionfo cinematografico arriva alla fine dello stesso anno: accetta di recitare nella romantica storia d'amore "Pretty woman" diretta da Garry Marshall, insieme al sex symbol del momento, Richard Gere. Dopo questo film le si aprono le porte di Hollywood e il suo nome comincia ad acquistare popolarità. Recita accanto al fidanzato nel thriller "Linea mortale" diretto da Joel Schumacher; di seguito interpreta "A letto con il nemico" di Joseph Ruben.

Il 1991 è un anno 'no' per la Roberts. Interpreta "Scelta d'Amore" ancora diretta da Joel Schumacher e "Hook - Capitan Uncino" (con Dustin Hoffman e Robin Williams), di Steven Spielberg, ma questi film non avranno il successo sperato.
Le cose per lei non andranno bene nemmeno in amore: rompe il fidanzamento con Kiefer Sutherland poco prima del matrimonio.

Nel 1993 comincia bene con il film di Alan J. Pakula "Il rapporto Pelican", tratto da un romanzo di John Grisham, ma l'anno seguente interpreta un'altra pellicola sfortunata, "Inviati molto speciali" di Charles Shyer.
Stessa cosa accade con il film di Robert Altman "Pret-a-Porter".

Nella vita privata arrivano cambiamenti importanti: si sposa con il cantante di musica country e attore Lyle Lovett; dopo solo due anni però si separano.

Prima del trionfo attuale passano altri tre anni, in cui continua a recitare in film che non lasciano certo il segno come "Qualcosa di cui sparlare" diretta da Lasse Hallstrorm (1995), "Mary Reilly" di Stephen Frears, "Michael Collins" (1996) diretta da Neil Jordan e "Tutti dicono I love you" girato da Woody Allen.

Il suo ritorno sulla scena come attrice di fama mondiale avviene nel 1997 con il divertente film di P. J. Hogan "Il matrimonio del mio miglior amico" nel quale recita accanto a Rupert Everett e Cameron Diaz. Questo film le permette di giungere alla nomination come miglior attrice ai Golden Globe.

Dopo un intervallo nel quale interpreta film di genere drammatico quali "Ipotesi di complotto" diretta da Richard Donner nel 1997 con Mel Gibson e "Nemiche amiche" diretta da Chris Columbus accanto a Susan Sarandon (1998), arriva il vero trionfo.
Tra il 1999 e il 2000 è la protagonista di ben due film dal successo straordinario; si tratta di film che uniscono vari pregi: delicati, romantici, pieni di buoni sentimenti e anche assai divertenti.
Chi non ha sognato di fronte alla star dal cuore tenero di "Notting Hill"? E chi non ha sorriso di fronte alla leggerezza di "Se scappi ti sposo" (ancora dello stesso regista di Pretty Woman e ancora con il sempreverde Richard Gere)?

Ma Julia Roberts aveva anche altre frecce al suo arco e ha potuto scoccarle nell'impegnato "Erin Brockovich" (diretta dal genialoide Steven Soderbergh), pellicola che l'ha catapultata sul palco dell'Oscar. La Roberts ha insomma riconquistato il suo primato sulle scene ed è tornata ad essere al centro delle preferenze del pubblico. L'anno successivo, fresca di statuetta, ha accettato una parte nel non memorabile "Ocean's eleven" (dietro la macchina da presa c'era ancora Soderbergh), pellicola pretenziosa e dal cast stellare (George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Andy Garcia e altri) che purtroppo non ha colto nel segno.

Ora Julia Roberts è impegnata nel valutare il prossimo copione fra le innumerevole proposte che quotidianamente riceve.


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Lietta Tornabuoni (La Stampa)

L’ abbiamo vista con il grembiule da cameriera del dottor Jekyll in Mary Reilly di Stephen Frears, l’abbiamo vista con gli hot pants da marciapiede in Pretty Woman di Garry Marshall. Perché ora non dovremmo vederla coni golf scuri e seri dell’insegnante che in Mona Lisa Smile (noi diremmo: il sorriso della Gioconda) di Mike Newell rappresenta quasi un equivalente femminile del professore de L’attimo fuggente di Peter Weir, una brillante docente di college che negli anni Cinquanta cerca di indurre le sue studentesse ad avere ambizioni più alte e indipendenti di un fidanzato giusto odi marito-casa-figli?
Julia Roberts, la star del Sud degli Stati Uniti, figlia di teatranti e sorella del bellissimo attore Eric Roberts, ex lavoratrice in una calzoleria e in una gelateria italiana al Village di New York, ex modella debuttante sullo schermo nel 1987 in Rosso sangue di Masterson accanto al fratello, attraversa un momento delicato. Adesso ha un’età spinosa per il lavoro: non può più fare la ragazza, è troppo presto per fare la donna matura, e nei film di Hollywood le parti di giovane donna sono molto poco frequenti. Età difficile per l’amore: finiti male i legami con Kiefer Sutherland o con Benjamin Bratte il breve matrimonio (1993-1995) con il cantante Lyle Lovett, ci vogliono una gran forza, una gran fiducia e una gran fortuna per indirizzare al meglio il nuovo rapporto, per riprovarci. Età complessa per l’essere alla moda: quando sei stata la diva più incantevole e splendente, più amata e pagata degli anni Novanta, che si fa? Si resiste, si continua? Ma per quanto tempo si può continuare?
Oppure si va indietro? Magari ci si rifugia nell’assenza e nel silenzio, nella rarità delle apparizioni o nella fuga dai media, insomma in quello che è il comportamento della Julia Roberts contemporanea? Le ultime due commedie sentimentali che ha interpretato, Il matrimonio del mio migliore amico e Notting Hill, hanno avuto grande successo; per Mona Lisa Smile si prevede un esito ottimo. Ma gli anni che sono passati, che passano, accentuano una schizofrenia che è tipica di Julia Roberts.
Da sempre, ha uno sguardo troppo malinconico, occhi troppo struggenti per i film brillanti, ma una bellezza troppo aggraziata ed elegante per i film drammatici; da sempre, è troppo fragile per le tragedie ma troppo patetica perla comicità: da sempre, è troppo carina per le storie serie ma troppo toccante per le vicende frivole. Maturando, dovrebbe forse compiere una scelta ma è un bel dilemma.
Da Lo Specchio, 13 dicembre 2003

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permalink | inviato da il 29/11/2004 alle 23:35 | Versione per la stampa

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